AGATHA CHRISTIE. sotto lo pseudonimo: MARY WESTMACOTT.
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ROSA D'AUTUNNO.
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Titolo originale: The Rose and the Yew Tree.
Traduzione di: Giulia Failla.
2014. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nella piccola citt di Saint Loo, in Cornovaglia, si muove una varia umanit. Acuto osservatore dei suoi concittadini e, per alcuni, anche confidente,  Hugh Norreys che, forse perch invalido, induce molti a raccontargli i propri desideri e sentimenti, anche i pi segreti.Tra gli abitanti di Saint Loo spicca l'aristocratica Isabella Charteris. Bella, viziata, sofisticata, sta per sposare il cugino Rupert, non appena lui torner dal fronte.
Ma qualcosa cambia quando nella prevedibile vita di Isabella irrompe il rude John Gabriel, un ambizioso eroe di guerra. Quell'incontro avr conseguenze inaspettate: per la ragazza, l'abbandono di tutti i suoi sogni di felicit domestica; per lui, in corsa per un seggio al parlamento, la fine di ogni possibilit di carriera. Saranno disposti ad affrontarle?
Un romanzo appassionante, tra i preferiti dell'autrice stessa.
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L'AUTRICE.
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Agatha Christie (nata Agatha Miller, Torquay, Inghilterra, 1890. Wallingford, Inghilterra, 1976), divenuta Christie dopo il matrimonio con il pilota Archibald Christie. Fu la pi famosa giallista al mondo nonch una delle pi prolifiche scrittirici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere, tradotte in pi di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Allo scoppio della Prima guerra mondiale entra a lavorare come crocerossina in un ospedale. Nel 1920, per una scommessa con una sorella dispettosa, scrive e pubblica Poirot a Styles Court, dando il via a una serie di fortunatissimi romanzi gialli. Nel 1971 ha ricevuto il pi alto riconoscimento britannico, divenendo Dama dell'Impero.
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A partire  dal 1930, ormai consacrata regina del giallo, scrisse sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott sei romanzi rosa perch decise di prendersi una pausa dai romanzi polizieschi per dedicarsi anche a questo genere letterario. 
"Basta romanzi polizieschi, volevo cambiar genere. Cos, con qualche senso di colpa e una buona dose di compiacimento, mi accinsi a scrivere un romanzo che intitolai Giants Bread (tradotto in italiano come Nell & Jane). La musica era il tema del libro, e questo faceva affiorare a tratti la mia scarsa conoscenza specialistica del campo. Comunque fu accolto favorevolmente dalla critica e, per essere unopera prima, perch tale risultava, ebbe un certo successo di vendita. Lo firmai col nome di Mary Westmacott e per quindici anni riuscii a tenere nascosta la mia identit".
Usando lo pseudonimo di Mary Westmacott, Agatha Christie ha potuto esplorare la psicologia umana, specialmente quella femminile. Grazie a questo colpo a sorpresa Agatha poteva liberarsi dalle aspettative del pubblico e poter raccontare la propria intimit. Nei romanzi scritti come Mary Westmacott pare ci fosse molto della vera vita di Agatha Christie. 
La figlia Rosalind chiamava questi romanzi storie agrodolci sullamore,  sono sei in tutto e sono stati un completo allontanamento dalla solita sfera di Agatha Christie regina del giallo.
In Italiano sono stati tradotti come: Nell & Jane (Giant Bread); Il deserto del cuore; Rosa d'Autunno; Ti protegger; Ritratto incompiuto; Un figlio per sempre.
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ROSA D'AUTUNNO.
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Preludio.
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Mi trovavo a Parigi quando Parfitt, il mio domestico, mi rifer di una signora che voleva vedermi. Sosteneva, aggiunse lui, che fosse molto importante.
Avevo ormai preso l'abitudine di non ricevere mai senza appuntamento. Le persone che vengono a far visita per questioni urgenti sono, salvo rare eccezioni, alla ricerca di aiuto economico. D'altra parte, chi avrebbe davvero bisogno di denaro  raro che venga a chiederlo.
Domandai a Parfitt come si chiamasse la signora in questione, e lui mi porse un biglietto su cui era scritto Catherine Yougoubian. Nome che non avevo mai sentito e che, a essere sincero, non mi entusiasmava. Abbandonai l'idea che fosse alla ricerca di aiuto economico e dedussi, invece, che volesse vendermi qualcosa - con ogni probabilit uno di quei falsi pezzi d'antiquariato che si spera di appioppare a buon prezzo piazzandoli alla porta del compratore riluttante, con il contributo di una parlantina da imbonitori.
Dissi che ero spiacente di non poter ricevere la signora Yougoubian, fermo restando che poteva espormi la faccenda per iscritto.
Parfitt annu e si ritir. Aveva tutta la mia fiducia - un invalido come me ha bisogno di un inserviente affidabile - per cui diedi la questione per conclusa. Con mia grande sorpresa, tuttavia, Parfitt si ripresent. La signora, mi spieg, era molto insistente. Era una questione di vita o di morte e riguardava un mio vecchio amico.
Il che bast a suscitare la mia curiosit. Non per il messaggio, che era un espediente dei pi banali: vita e morte e un vecchio amico sono le contromosse pi scontate. No, a stimolare la mia curiosit fu il comportamento di Parfitt: non era da lui tornare con un messaggio del genere.
Arrivai alla conclusione, del tutto errata, che Catherine Yougoubian fosse di una bellezza disarmante, o comunque dotata di un fascino straordinario. Nient'altro poteva spiegare la condotta di Parfitt.
E visto che un uomo  sempre un uomo, anche se storpio e sulla cinquantina, caddi nella trappola. Volevo vedere la fulgida creatura che aveva vinto le difese dell'inappuntabile Parfitt.
Gli risposi di farla salire... e quando Catherine Yougoubian entr, rimasi quasi senza fiato per lo shock!
Gi, ora capisco bene l'atteggiamento di Parfitt. Il suo giudizio sulla natura umana  infallibile. Aveva riconosciuto in Catherine quell'indole caparbia contro la quale ogni difesa  destinata a crollare. Saggiamente, si era sottomesso subito, risparmiandosi una battaglia lunga ed estenuante.
Perch Catherine Yougoubian aveva l'ostinazione di un martello e la monotonia di una saldatura ossiacetilenico, combinate con l'effetto logorante dell'acqua che gocciola sulla pietra. Il tempo per lei era infinito, se si era prefissata un obiettivo, sarebbe stata capace di piantarsi davanti alla porta di casa mia per tutto il giorno. Era una di quelle donne che in testa ha posto per un'idea sola - il che le dava enorme vantaggio sugli individui meno determinati.
Come dicevo, quando entr la delusione fu tremenda.
Ero pronto ad ammirare la bellezza. Invece la donna che si present era, al di l di ogni dire e di ogni possibile immaginazione, insignificante. Non brutta, attenzione: la bruttezza ha il suo ritmo, i suoi metodi d'attacco, invece Catherine aveva un faccione piatto come una tavola... quasi avesse una specie di deserto sul volto. La bocca era ampia, con un leggero - molto leggero - baffetto sul labbro superiore. Aveva degli occhietti piccoli e neri che ricordavano l'uvetta scadente di una focaccina altrettanto scadente. I capelli erano folti, raccolti disordinatamente e, soprattutto, unti. Aveva un aspetto cos scialbo da risultare quasi priva di un aspetto in generale. I vestiti la coprivano in modo adeguato e ben si addicevano alla sua nullit: non sembrava n trasandata n sofisticata. Aveva una mascella pronunciata e, come notai quando apr bocca, una vocina aspra e sgradevole.
Gettai un'occhiata colma di rimprovero a Parfitt, che rimase impassibile. Senza dubbio era dell'opinione di averci visto bene, come sempre.
La signora Yougoubian, signore annunci, e richiuse la porta, lasciandomi alla merc di quella donna dal piglio tanto risoluto.
Catherine avanz verso di me con passo deciso. Non mi ero mai sentito cos inerme, cos consapevole della mia condizione di invalido. Era una donna da cui era opportuno correre ai ripari, e io non potevo correre.
Parl con un tono di voce alto e fermo.
Per favore...  cos gentile... deve venire con me, per favore?
Pi che una richiesta, era un ordine.
Scusi? feci io, perplesso.
Non parlo l'inglese troppo bene, scusi. Ma non c' tempo da perdere... no, non c' tempo.  dal signor Gabriel che deve venire.  molto malato. Presto, molto presto, lui muore, e chiede di lei. Deve venire subito.
La fissai. A essere sincero, pensai che fosse matta. Il nome Gabriel non mi diceva nulla; in parte, lo ammetto, a causa della pronuncia. Quello che avevo sentito non suonava per nulla come Gabriel" Ma anche se fosse, credo che non avrei fatto una piega. Era passato tantissimo tempo: doveva essere da una decina d'anni che il pensiero di John Gabriel non mi sfiorava nemmeno.
Ha detto che qualcuno sta per morire? Qualcuno... ehm... che conosco?
Mi lanci un'occhiataccia di biasimo.
Ma s, lei lo conosce... lo conosce bene... e lui la aspetta.
Era cos sicura del fatto suo che cominciai a spremermi le meningi. Che nome aveva detto? Gable? Galbraith? Avevo conosciuto un certo Galbraith, un ingegnere minerario.
Ma solo in modo superficiale: mi sembrava a dir poco improbabile che chiedesse di me sul letto di morte. Eppure fu merito della forza di carattere di Catherine, se non dubitai nemmeno per un istante della veridicit della sua affermazione.
Che nome ha detto? domandai. Galbraith?
No, no. Gabriel. Gabriel!
Sgranai gli occhi. Questa volta avevo capito bene, ma quel nome evoc solo l'immagine dell'arcangelo Gabriele incorniciato da grandi ali. Quella visione calzava a pennello: Catherine Yougoubian somigliava alla donnina coscienziosa che di solito veniva raffigurata genuflessa in basso a sinistra nei dipinti italiani del primitivismo. Aveva quella peculiare semplicit dei lineamenti unita a un'espressione di ardente devozione.
John Gabriel afferm con ostinazione e caparbiet, e finalmente mi ricordai!
Mi ritorn tutto alla memoria. Avvertii un senso di vertigine e nausea. Saint Loo, e le vecchie signore, e Milly Burt, e John Gabriel, con quella sua brutta faccetta vivace, che si dondolava adagio sui talloni... e Rupert, alto e bello come un giovane dio. E, naturalmente, Isabella...
Mi ricordai dell'ultima volta che avevo visto John Gabriel, a Zagrade, e di quello che era successo, e sentii montare dentro di me ondate infuocate di rabbia e odio...
Quindi  in fin di vita, ho capito bene? chiesi con furia.
Che soddisfazione!
Come ha detto?
Ci sono cose che non si possono ripetere quando qualcuno chiede Come ha detto? con la massima cortesia.
Catherine Yougoubian sembrava sprofondata nella confusione.
Mi limitai a ripetere:
Ha detto che  in fin di vita?
S.  in agonia... terribile agonia.
Be', anche questa notizia mi rallegr. Nessuna sofferenza avrebbe potuto fargli espiare quello che aveva fatto. Ma non mi sembrava il caso di dirlo a una persona che, a quanto pare, era sua devota adoratrice.
Mi chiesi con una certa irritazione che cos'avesse mai quell'uomo da far cadere tutte le donne ai suoi piedi. Era brutto come il peccato. E per di pi presuntuoso, volgare e pieno di s. Aveva cervello, s, e in alcune circostanze (le pi grette!) si dimostrava di buona compagnia. E certo non gli mancava il senso dell'umorismo. Ma nessuna di queste caratteristiche attrae pi di tanto le donne.
Catherine irruppe nei miei pensieri.
Viene, per favore? Viene presto? Non c' tempo da perdere.
Tornai in me.
Mi dispiace, cara signora, ma purtroppo non posso venire con lei.
Ma lui aspetta lei insistette la donna.
Non verr replicai.
Non capisce incalz Catherine.  malato. Sta morendo. E aspetta lei.
Mi preparai alla battaglia. Avevo cominciato a rendermi conto (Parfitt l'aveva intuito alla prima occhiata) che Catherine Yougoubian non si arrendeva tanto facilmente.
Si sbaglia obiettai. John Gabriel non  mio amico.
La donna annu con energia.
Ma s, ma s. Lui ha letto il suo nome sul giornale - dice che lei  qui come membro della commissione - e dice che io devo scoprire dove vive e farla venire. E per favore deve venire presto... molto presto... perch il dottore dice che manca poco, ormai. Viene subito, per favore?
A quel punto pensai che fosse meglio essere sincero, e le comunicai: Pu anche marcire all'inferno, per quanto mi riguarda!
Come ha detto?
Mi guardava con impazienza, arricciando quel suo naso lungo, nel sincero sforzo di comprendere...
John Gabriel non  mio amico.  un uomo che odio, odio! Ora ha capito? dissi, scandendo le parole.
La donna sbatt le palpebre. Ebbi l'impressione che stesse cominciando ad afferrare il concetto.
Dice che... lei dice che... lei... odia... John Gabriel? pronunci lentamente, un po' come un bambino che cerca di ripetere una lezione difficile.  questo che dice?
Esatto.
Fece un sorriso, un sorriso colmo di esasperazione.
No, no neg con indulgenza. Non  possibile... Nessuno pu mai odiare John Gabriel.  cos magnifico...  cos buonissimo. Tutti noi che lo conosciamo, lo adoriamo con piacere.
Mio Dio esclamai esasperato. Che cos'avr mai fatto quest'uomo per avere questo effetto sulla gente?
Be', me la cercai! La donna si dimentic dell'urgenza della sua missione. Si sedette, scost dalla fronte una ciocca di capelli oleosi e, con gli occhi che le brillavano per l'entusiasmo, diede sfogo al suo pensiero.
Parl, credo, per un quarto d'ora. A volte quello che diceva era incomprensibile, incespicava nelle difficolt del parlato. In altri momenti le parole scorrevano in un flusso chiaro. Ma tutta quella sceneggiata finiva per risultare come una grande epopea.
La donna si esprimeva con deferenza, timore reverenziale, umilt e adorazione. Parlava di John Gabriel quasi fosse un messia, e a quanto pare lo riteneva tale. Disse di lui cose che mi sembrarono inverosimili se non impossibili. Lo riteneva un uomo sensibile, forte e coraggioso. Un leader e un paladino. Uno che rischiava la morte per la vita altrui; che si schierava con ardente passione contro la crudelt e l'ingiustizia. Per lei era un profeta, un re, un salvatore... un uomo in grado di dare alle persone il coraggio che non sapevano di avere, e la forza che non sapevano di possedere. Era stato torturato pi di una volta; mutilato, quasi ucciso; ma il suo corpo menomato aveva superato tutto con la sola forza di volont, e aveva continuato a compiere l'impossibile.
Non sa che cosa ha fatto? concluse. Ma tutti conoscono padre Clement... tutti!
Strabuzzai gli occhi: era vero. Tutti avevano sentito parlare di padre Clement. Una persona di grande prestigio, anche se alcuni sostenevano che fosse solo un nome, un mito, e che in realt non fosse mai esistito davvero.
Come spiegare la leggenda di padre Clement? Immaginate un misto di Riccardo Cuor di Leone, padre Damien e Lawrence d'Arabia. Un uomo che era allo stesso tempo un guerriero e un santo, per di pi dotato dell'audace avventatezza di un ragazzo. Negli anni successivi alla guerra del 39-45, l'Europa e l'Oriente avevano affrontato un periodo nero. La paura dilagava seminando violenza e barbarie. Era l'inizio del declino della civilt. In India e in Persia si erano verificati eventi abominevoli: massacri a tutto spiano, carestie, torture, disordini...
E da quella nebbia buia apparve una figura quasi leggendaria - si faceva chiamare padre Clement - che salvava i bambini, sottraeva la gente alla tortura, conduceva il suo gregge per vie invalicabili sulle montagne per portarlo in salvo, riunendolo in nuove comunit. Adorato, amato, venerato... non un uomo, ma una leggenda.
E stando alle parole di Catherine Yougoubian, padre Clement non era altri che John Gabriel, ex deputato di Saint Loo, donnaiolo e gran bevitore; un uomo che faceva il proprio gioco, sempre e comunque. Un mercenario, un opportunista, una persona senza virt, salvo quella del coraggio.
Tutto a un tratto, e non senza un certo disagio, vidi vacillare la mia incredulit. Per quanto potessi ritenere inverosimile il racconto di Catherine, c'era un aspetto plausibile. Sia padre Clement che John Gabriel erano uomini dotati di un coraggio fuori dal comune. Alcune gesta dell'eroe leggendario, l'audacia di quei salvataggi, il bluff in s, la... s, la sfrontatezza dei suoi metodi, erano gli stessi di John Gabriel.
Ma John Gabriel era sempre stato dedito all'autopromozione.
Tutto quello che faceva, lo faceva senza perdere d'occhio il consenso del pubblico. Se John Gabriel fosse stato padre Clement, senza ombra di dubbio tutto il mondo ne sarebbe stato informato.
No, io non ci credevo, proprio non mi capacitavo...
Ma quando Catherine si zitt, senza fiato, quando la fiamma nei suoi occhi si spense, quando ripet in quella sua maniera monotona e ostinata Verr ora, s, per favore? chiamai Parfitt.
Lui mi fece alzare, mi porse le stampelle e mi aiut a scendere le scale e a infilarmi nel taxi, e Catherine si sedette di fianco a me.
Be', dovevo sapere. Curiosit, forse? O l'insistenza di Catherine Yougoubian? (Di sicuro alla fine mi avrebbe fatto cedere!) A ogni modo, volevo incontrare John Gabriel e capire se riuscivo a conciliare il padre Clement del racconto con quello che sapevo del John Gabriel di Saint Loo. Forse volevo vedere quello che aveva visto Isabella - quello che  doveva aver visto per agire in quel modo...
Non so cosa mi aspettassi mentre seguivo Catherine Yougoubian su per le scale anguste e poi nella piccola camera da letto. L trovai un dottore francese, barbuto, dai modi affettati. Era chino sul malato, ma si tir su e con cortesia mi fece cenno di avvicinarmi.
Notai i suoi occhi che mi squadravano con interesse. Ero colui che un grande uomo aveva chiesto espressamente di vedere in punto di morte...
Fu uno choc vedere Gabriel. Era passato cos tanto tempo da quel giorno a Zagrade. Non avrei mai riconosciuto quella figura distesa a letto, e cos silenziosa. Stava per morire, lo vedevo. Mancava poco, ormai. Mi sembr di non riconoscere niente nel viso di quell'uomo. E dovevo ammettere che le apparenze davano ragione a Catherine: quel volto emaciato era il volto di un santo. Portava i segni della sofferenza, dell'agonia... dell'ascetismo. S, anche della pace spirituale...
E nessuna di queste qualit aveva nulla a che vedere con il John Gabriel che avevo conosciuto.
Poi apr gli occhi, mi vide... e sogghign. Era lo stesso ghigno, erano gli stessi occhi... bellissimi occhi in una brutta faccetta da buffone.
Con una voce molto debole esclam: Ce l'ha fatta! Le armene sono grandiose!.
S, era John Gabriel. Fece un cenno al medico, domandando con la sua vocina sofferente e autoritaria l'eccitante che gli era stato promesso. Il dottore esit... e Gabriel insistette. L'eccitante avrebbe accelerato la fine, o almeno questo era quello che supponevo, ma Gabriel disse chiaro e tondo che per lui un'ultima carica di energia era importante, anzi, necessaria.
Il dottore scroll le spalle e si arrese. Fece l'iniezione, poi lui e Catherine mi lasciarono da solo con il malato.
Gabriel cominci subito.
Devo parlarle della morte di Isabella.
Gli risposi che sapevo gi tutto.
No, non credo... ribad lui.
Fu allora che mi descrisse la scena finale al bar di Zagrade. Scena che racconter a tempo debito.
Poi aggiunse solo un'altra cosa, quella che mi port a scrivere queste pagine.
Padre Clement appartiene alla storia. La sua vita di incredibile eroismo, resistenza, compassione e coraggio appartiene a coloro che amano scrivere degli eroi. Le comunit che avvi sono la base dei nostri ultimi esperimenti di vita, e non mancheranno le biografie dell'uomo che le concep.
Questa non  la storia di padre Clement.  la storia di John Merryweather Gabriel, insignito in guerra della medaglia al valore, opportunista, uomo di sensuali passioni e di grande fascino. Io e lui, seppur in modo diverso, amammo la stessa donna.
Tutti esordiamo come protagonisti della nostra storia.
Poi ci facciamo delle domande, cominciamo a dubitare, ci confondiamo. Per me  andata cos. Prima era la mia storia. Poi pensai che fosse mia e di Jennifer insieme... come Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta. E infine Isabella si stagli nell'oscurit e nel disincanto in cui ero caduto, come la luna in una notte buia. Divenne il motivo centrale del ricamo, e io - io ero lo sfondo, e niente di pi. Niente di pi, ma anche niente di meno, poich senza lo sfondo scialbo, il disegno non risalta.
Adesso, ancora una volta, il motivo  mutato. Questa non  la mia storia, e nemmeno quella di Isabella.  la storia di John Gabriel.
La storia finisce qui, dove la sto cominciando. Finisce con John Gabriel. Ma  anche qui che comincia.
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Capitolo 1.
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Da dove comincio? Da Saint Loo? Magari dal comizio alla
Memorial Hall nel quale un generale anziano (molto
anziano) present il potenziale candidato conservatore,
il maggiore John Gabriel, insignito in guerra della medaglia
al valore, che ci deluse con quella voce monotona e
impersonale, e con la sua brutta faccia; e a noi non rimase
che farci forza pensando al suo coraggio e cercando di
tenere a mente che era necessario fare breccia sul popolo:
le classi privilegiate erano cos esigue, ormai!
O forse dovrei iniziare da Polnorth House, da quella
camera bassa e lunga che si affacciava sul mare, e dal
terrazzo in cui, nelle belle giornate, veniva portata la mia
carrozzina di invalido. Da l si vedeva l'Atlantico, con
i suoi frangenti straordinari, e a interrompere la linea
dell'orizzonte c'era un promontorio scoglioso grigio scuro
sul quale si ergevano le merlature e le torrette del castello
di Saint Loo. Nell'insieme somigliava, o almeno cos mi era
sempre parso, a un acquarello tinteggiato da una giovinetta
romantica nell'anno 1860 o gi di l.
Perch il castello di Saint Loo ha quell'aria di artificiosa
teatralit e di illusoria poesia che pu appartenere soltanto
a qualcosa di realmente autentico. Sapete, fu costruito
quando la natura umana era cos spontanea da apprezzare
il romanticismo senza provarne imbarazzo. Rievoca assedi,
draghi e amori di cavalieri e principesse imprigionate, e
tutti i fasti propri di un brutto film storico. E poi, a pensarci
bene, che cos' la storia se non un brutto film?
Guardando il castello di Saint Loo ci si aspetta di trovarci
una Lady Saint Loo, una Lady Tressilian, una madama Bigham
Charteris, una Isabella. E la cosa assurda  che cerano davvero!
Potrei cominciare da l, con la visita che ci fecero quelle
tre vecchie signore dal portamento eretto, l'abbigliamento
fuori moda e i diamanti dalla montatura antiquata. Con le
parole che rivolsi a Teresa, affascinato: Ma non possono... non possono essere... vere.
O forse dovrei cominciare un po' prima, magari dal
momento in cui mi misi in macchina per raggiungere
Jennifer all'aeroporto di Northolt?
Ma a furia di procedere all'indietro si arriva alla mia
vita... che aveva avuto inizio trentotto anni prima e che quel giorno fin...
Questa non  la mia storia. L'ho gi detto. Ma comincia
con la mia storia. Comincia con me, Hugh Norreys. Guardandomi
indietro, mi pare che la mia vita sia stata simile
a quella di chiunque altro. Niente di meno, niente di pi.
Ha conosciuto gli inevitabili disincanti, le delusioni, le
segrete angosce infantili; e anche l'entusiasmo, la serenit,
le intense soddisfazioni che derivano da cose fin troppo
irrisorie. Posso scegliere da che prospettiva guardare
la mia vita, se con frustrazione o come la cronaca di un
trionfo. Sono vere entrambe. In fondo,  sempre una questione
di selezione. C' Hugh Norreys come si vede lui, e
Hugh Norreys come appare agli altri. In realt ci sar anche
Hugh Norreys come appare a Dio. Ci deve essere un
Hugh essenziale, ma la sua storia pu scriverla soltanto
l'angelo scrivano. Quello che mi chiedo : quanto so, adesso,
del giovane che a Penzance sal sul treno per Londra,
agli inizi del '45? In fin dei conti, se me lo domandassero,
risponderei che la vita mi aveva trattato bene. In tempo
di pace mi era piaciuto il mio lavoro da insegnante, e
avevo apprezzato anche la mia esperienza in guerra - il
mio posto a scuola mi attendeva al ritorno -, e non mi dispiaceva
la prospettiva di entrare a far parte del collegio
direttivo e di diventare preside. Avevo avuto degli amori
che mi avevano fatto soffrire, e altri pi soddisfacenti, ma
nessuno si era spinto in profondit. Avevo dei legami familiari
nella norma, ma non troppo stretti. Quel giorno,
a trentasette anni, mi resi conto di una cosa di cui ero semicosciente
da un po': ero in attesa di qualcosa... di un'esperienza, di un evento supremo...
All'improvviso ebbi l'impressione che fino ad allora
nella mia vita fosse stato tutto superficiale: adesso volevo
qualcosa di vero. Con ogni probabilit tutti hanno questa
sensazione almeno una volta nella vita, chi prima e chi
dopo.  un po' come quando senti che  arrivato il tuo turno di battere...
Presi il treno a Penzance, scegliendo il terzo turno per
il pranzo (visto che avevo fatto da poco una colazione
abbondante), e quando il cameriere si avvicin strillando
con voce nasale Pranzo di terza classe, prego, biglietti...
mi alzai diretto al vagone ristorante. Il cameriere prese
il mio biglietto e mi indic un posto singolo, che dava le
spalle alla locomotiva. Era proprio di fronte a Jennifer.
Be', lo sapete,  cos che succede. C' ben poco da pensare,
o da pianificare. Mi sedetti di fronte a Jennifer... e Jennifer stava piangendo.
Non me ne accorsi subito. Ce la stava mettendo tutta
per controllarsi. Non emetteva il minimo suono, non
dava nessun segnale visibile. In pi non ci guardavamo,
in conformit alle convenzioni che regolano gli incontri
tra sconosciuti su un vagone ristorante. Le porsi il men -
un gesto gentile ma privo di senso visto che recava scritto
soltanto Minestra, Carne o pesce, Dolce o formaggio.
Quattro scellini e sei penny.
In risposta lei inclin la testa da un lato e mi rivolse un
sorriso gentile, di cortesia. Il cameriere ci chiese che cosa
volevamo bere. Ordinammo entrambi una birra leggera.
Restammo in silenzio. Io diedi un'occhiata alla rivista
che avevo portato con me. Il cameriere percorse, celere,
il vagone e poggi i piatti di minestra sul tavolo. Da bravo
gentiluomo, avvicinai appena sale e pepe verso Jennifer.
Fino a quel momento non l'avevo guardata - cio, non
l'avevo guardata veramente - bench fossi a conoscenza
di alcune nozioni di base: era giovane, ma non troppo,
giusto qualche anno pi di me, era di statura media, aveva
i capelli bruni, apparteneva al mio stesso ceto sociale e, per
quanto fosse abbastanza avvenente da risultare piacevole,
non era di una bellezza tale da mettermi a disagio.
Mi proposi di osservarla meglio e, se mi fosse sembrato
il caso, di buttare l qualche osservazione. Dipendeva.
Ma a stravolgere tutti i miei calcoli fu che, vagando con
lo sguardo sul suo piatto, mi accorsi che qualcosa di insolito
stava gocciolando nella minestra. Senza rumore, senza
alcun verso o segno di afflizione, le lacrime sgorgavano
dai suoi occhi e si versavano sul piatto.
Perplesso, le gettai delle occhiate furtive. Le lacrime si
bloccarono subito: la ragazza le ricacci e bevve la minestra.
Mi lasciai sfuggire, imperdonabile:
Lei  tremendamente infelice, non  vero?
La giovane esclam con fervore: Sono una stupida,
ecco che cosa sono!.
Nessuno dei due parl. Il cameriere port via i piatti,
mise davanti a noi delle misere porzioni di polpettone e ci
serv cavoli in abbondanza. Aggiunse anche due patate al
forno con l'aria di chi ci stesse facendo un grande favore.
Guardai fuori dal finestrino e dissi qualcosa sul paesaggio,
poi continuai con qualche altro commento sulla Cornovaglia.
Io non la conoscevo bene, e lei? Lei s, disse di s,
viveva l. Paragonammo la Cornovaglia al Devonshire, al
Galles e alla costa orientale: era una conversazione priva
di senso, se non quello di sorvolare sul fatto che lei si era
macchiata della colpa di versare lacrime in pubblico e io
di notare la cosa.
Fu solo quando arriv il caff, io le offrii una sigaretta e lei
la accett, che riprendemmo da dove avevamo cominciato.
Mi scusai per essere stato cos sciocco, ma non avevo
potuto evitarlo. Lei disse che di certo l'avevo presa per
una completa idiota.
No, ho pensato solo che era arrivata al limite della
sopportazione.  cos, no? le domandai io.
Lei annu.
 umiliante arrivare a un grado tale di autocommiserazione
che non ti importa pi niente di quello che fai e
davanti a chi! mi disse con foga.
Ma a lei s che importava. Ha lottato con tutte le sue
forze.
Non ho strillato, se  questo che intende fece lei.
Le chiesi quanto fosse grave
Molto, mi rispose. Aveva toccato il fondo, e non sapeva
che cosa fare.
Io l'avevo intuito. Aveva un'aria disperata, e decisi di
non abbandonarla in quello stato d'animo. La esortai a
confidarsi: Su, vuoti il sacco. Io sono un estraneo, a me
pu raccontare le cose come stanno.
Non c' niente da dire, se non che ho rovinato tutto...
tutto.
Le dissi che magari non era cos grave. Aveva bisogno
di conforto, lo vedevo. E di una vita nuova, di nuovo
coraggio. Aveva bisogno di risollevarsi da quel penoso
abisso di dolore e insofferenza, di rimettersi in piedi. E io
ero senza ombra di dubbio la persona pi qualificata per
sorreggerla... s, mi bast un attimo per convincermene.
Mi guard titubante, come una bambina insicura. Poi
diede libero sfogo alle sue sofferenze.
Nel bel mezzo di tutto ci, ovviamente, arriv il cameriere
con il conto. Mi rallegrai che fosse l'ultimo turno per
il pranzo: non ci avrebbero messo fretta ad alzarci. Aggiunsi
dieci scellini al conto, il cameriere fece un inchino
discreto e si dilegu.
Ripresi ad ascoltare Jennifer.
La vita era stata ingiusta con lei. Aveva resistito con
incredibile coraggio, ma c'erano state troppe cose, una dopo
l'altra, e lei non era forte, almeno non fisicamente. Le era
andato sempre tutto storto - da bambina, da ragazza, da
sposata. La sua dolcezza e la sua impulsivit la mettevano
sempre nei guai. C'erano state vie di fuga, e lei non le
aveva colte, aveva preferito mettersi nei pasticci e cercare
di risolvere la situazione come poteva. E quando le cose
andavano male, e si presentava una via d'uscita, era sempre
una brutta via d'uscita, e finiva in un guaio ancora pi
grosso.
Per tutto quello che era successo incolpava solo se stessa.
Mi si scaldava il cuore per quei suoi modi amorevoli,
scevri da giudizi o rancori. Deve essere stata colpa mia,
in qualche modo... finiva col dire ogni volta, malinconicamente.
Mi veniva voglia di urlare: Ma non  stata colpa tua!
Non vedi che sei la vittima... che sarai sempre una vittima
finch continuerai ad assumerti la colpa di ogni cosa con questo fatalismo?.
Era adorabile, seduta l, in preda all'ansia e allo sconforto,
infelice. Guardandola dall'altro lato del tavolino, pensai di
sapere che cosa stessi aspettando. Jennifer. Non Jennifer
come possesso, ma per restituirle il dominio della sua vita,
per vederla felice, sana ancora una volta.
S, gi allora lo sapevo... bench fu solo dopo molte
settimane che ammisi a me stesso di essermi innamorato di lei.
Vedete, c'era molto di pi.
Non ci mettemmo d'accordo per rivederci. Credo che
lei fosse convinta che non ci saremmo incontrati mai pi.
Io invece la pensavo in modo diverso. Mi aveva detto il
suo nome. Quando alla fine abbandonammo il vagone
ristorante, lei mi salut con molta dolcezza: Questo  un
addio. Ma, per favore, mi creda, non mi dimenticher mai
di lei e di quello che ha fatto per me. Ero disperata... s, a dir poco disperata.
La presi per mano e la salutai... ma sapevo che non era
un addio. Ne ero cos certo che sarei stato disposto a non
cercarla nemmeno. Ma il caso volle che avessimo amici
in comune. Non glielo dissi, per ritrovarla sarebbe stato
facile. La cosa strana era anzi che non ci fossimo conosciuti prima.
Ci incontrammo una settimana dopo, a un cocktail
a casa di Caro Strangeways. E da quel momento in poi,
non ci fu pi alcun dubbio. Sapevamo che cosa ci stava succedendo...
Ci vedevamo, ci separavamo e ci vedevamo di nuovo.
Ci davamo appuntamento alle feste a casa di amici e in
ristorantini tranquilli, prendevamo il treno per andare in
campagna e passeggiavamo fianco a fianco in un mondo
velato di gioia e d'incanto. Andammo a un concerto a
sentire Elizabeth Schumann cantare e in quel sentiero in
cui vagano i nostri piedi, ci incontreremo, dimenticheremo
la terra e ci perderemo nei sogni, chiedendo al cielo di
unire un amore che la terra non separer mai....
E quando fummo fuori, nel trambusto di Wigmore
Street, ripetei le ultime parole di un Lieder di Strauss:
nell'amore e nella gioia eterna e incontrai i suoi occhi.
Oh, no, non per noi, Hugh... fece lei.
S, per noi... ribattei.
Perch, glielo dissi, dovevamo percorrere il resto della
nostra vita insieme...
Lei rispose che non poteva piantare tutto cos. Suo
marito, ne era certa, non le avrebbe concesso il divorzio.
Ma lui a te chiederebbe di divorziare?
Penso di s... Oh, Hugh, ma non possiamo continuare cos?
Le dissi di no. Avevo aspettato, mentre lei lottava per
riacquistare salute ed equilibrio. Non avevo voluto angosciarla
con le decisioni finch non fosse stata di nuovo la
creatura felice e gioiosa che la Natura aveva creato. Be',
io ero stato paziente. E lei aveva ritrovato la forza, fisica e
mentale. Ora dovevamo fare una scelta.
Non fu certo una passeggiata. Aveva ogni sorta di obiezioni,
delle pi assurde e imprevedibili. Soprattutto, era a
causa mia e della mia carriera che esitava. Per me avrebbe
comportato una rinuncia. Le dissi che lo sapevo. Ci avevo
riflettuto, e non mi importava. Ero giovane, c'erano altre
cose che potevo fare oltre a insegnare.
Allora scoppi a piangere e disse che non si sarebbe mai
perdonata che io mandassi in rovina la mia vita a causa sua.
Le spiegai che niente poteva mandarla in rovina, niente, a
patto che lei stesse con me. Senza di lei, dichiarai, la vita
per me sarebbe finita.
Ci furono molti alti e bassi. Se sembrava abbracciare il
mio punto di vista, ecco che a un tratto, quando non ero pi
con lei, ritrattava. Insomma, non aveva fiducia in se stessa.
Eppure, pian piano, riusc ad accogliere la mia idea. Non
c'era solo passione tra noi... c'era molto di pi. L'armonia
della mente e del pensiero... il diletto di due intelletti che
si corrispondono. Le cose che diceva, le avevo sulla punta
della lingua... Insomma, c'era la condivisione di tanti piccoli piaceri.
Alla fine ammise che avevo ragione, che eravamo fatti
l'uno per l'altra. Erano crollate anche le ultime difese.
 vero! Oh, Hugh, com' possibile, non lo so. Come
posso davvero essere cos importante per te? Eppure, non
riesco a dubitarne.
Ci furono prove e collaudi. Facemmo dei progetti, i
necessari progetti pratici.
Era un mattino freddo e soleggiato quando mi svegliai e
mi resi conto che quel giorno cominciava la nostra nuova
vita. Da quel momento in poi, io e Jennifer saremmo stati
insieme. Fino ad allora non mi ero concesso di crederci
del tutto. Avevo temuto che quell'eccessiva sfiducia nelle
sue capacit l'avrebbe fatta tirare indietro.
Anche l'ultimo giorno della vecchia vita, sentii il bisogno
di una conferma. Le telefonai.
Jennifer...
Hugh...
La sua voce, dolce, con un lieve fremito... Era vero.
Perdonami, cara. Dovevo sentire la tua voce.  tutto
vero? le chiesi.
 tutto vero...
Avevamo appuntamento all'aeroporto di Northolt. Mi
vestii canticchiando, poi mi rasai con cura. Allo specchio vidi
una faccia quasi irriconoscibile, con un'espressione di pura
e stolta felicit. Era il mio giorno! Il giorno che attendevo
da trentotto anni. Feci colazione, controllai i biglietti e il
passaporto. Poi salii in macchina. Al volante c'era Harriman,
ma gli dissi che avrei guidato io, lui poteva sedersi dietro.
Dal viottolo imboccai la strada principale. L'auto s'immise
nel traffico. Avevo tantissimo tempo. Era una giornata
magnifica... una splendida giornata creata appositamente
per Hugh e Jennifer. Sarei stato capace di mettermi
a cantare a squarciagola.
Il camion arriv da una stradina laterale a sessanta
chilometri orari... non c'era modo di vederlo o di evitarlo...
nessuna distrazione alla guida, nessuna svista. Il camionista
era ubriaco, mi dissero poi... ma quant' irrilevante il
perch delle cose!
Il veicolo colp la fiancata della Buick, la distrusse... e
io rimasi bloccato sotto i rottami. Harriman perse la vita.
Jennifer aspett all'aeroporto. L'aereo part... io non arrivai...
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Su come andarono le cose dopo, non c' molto da dire.
All'inizio non c'era coerenza, ma soltanto confusione,
buio, dolore... Mi sembrava di vagare all'infinito in lunghi
corridoi sotterranei. A intervalli, avevo la vaga percezione
di trovarmi in ospedale. Mi accorgevo dei dottori, delle
infermiere con la cuffietta bianca, dell'odore dei disinfettanti,
del luccichio degli strumenti metallici e dei carrelli
di vetro che venivano spinti qua e l...
Ripresi conoscenza lentamente: man mano avvertivo
meno confusione, meno dolore... ma ancora nessun pensiero
relativo a persone o posti. L'animale in preda al dolore
conosce solo il dolore e la tregua dal dolore, non riesce
a concentrarsi su nient'altro. Le medicine, che per fortuna
leniscono la sofferenza fisica, confondono la mente,
accentuando la sensazione di caos.
Tuttavia, cominciai ad avere degli sprazzi di lucidit e
arriv il momento in cui mi dissero chiaro e tondo che
avevo avuto un incidente.
Infine, ecco la consapevolezza... la consapevolezza della
mia impotenza, del mio corpo distrutto... Non mi era pi
destinata una vita da uomo tra gli uomini.
Vennero a farmi visita... mio fratello, impacciato, ammutolito,
senza la minima idea di che cosa dire. Non eravamo
mai stati molto legati. Non potevo parlargli di Jennifer.
Ma era a lei che pensavo. Quando la mia salute miglior,
mi fecero avere le lettere. Le lettere di Jennifer...
Erano stati ammessi alle visite solo i miei familiari.
Jennifer non aveva alcun diritto, non poteva avanzare
nessuna pretesa: tecnicamente era solo un'amica.
Non mi fanno entrare, Hugh caro, mi scrisse. Verr
appena me lo permetteranno. Ti mando tutto il mio affetto.
Guarisci presto, Jennifer.
E un'altra:
Non ti preoccupare, Hugh. Non fa niente, l'importante
 che tu sia vivo.  questa l'unica cosa che conta. Presto
saremo insieme... per sempre. Tua Jennifer.
Le scrissi, con deboli scarabocchi a matita, che non
doveva venire. A quel punto che cos'avevo da offrirle?
Fu solo quando uscii dall'ospedale e mi ritrovai a casa
di mio fratello che la rividi. Le sue lettere dicevano tutte
le stesse cose. Ci amavamo! Anche se io non fossi pi
tornato quello di una volta, dovevamo rimanere insieme.
Si sarebbe presa lei cura di me. Saremmo stati felici. Non
felici nel modo che avevamo sognato, ma comunque felici.
E anche se la mia prima reazione era stata quella di darci
un taglio netto, quasi brutale, dicendole Va' via, e non
tornare mai pi, vacillai. Perch credevo, come lei, che
il legame tra noi non fosse solo sensuale. Ci rimanevano
ancora i piaceri della nostra intesa intellettuale. Certo, per
lei sarebbe stato meglio fuggire e dimenticarmi... ma se
non l'avesse fatto?
Pass molto tempo prima che mi arresi a farla venire. Ci
scrivevamo assiduamente, e quelle nostre lettere erano vere
lettere d'amore. Avevano un tono enfatico... quasi epico.
E quindi, alla fine, cedetti...
Be', venne a farmi visita.
Non poteva stare molto, non le era permesso. Gi lo
capimmo quella prima volta, credo, ma non lo ammettemmo.
Venne di nuovo. E ancora una terza volta. Poi
non ce la feci pi. La sua terza visita dur dieci minuti,
e mi sembr un'ora e mezza! Stentai a crederci quando
guardai l'orologio. Senz'altro era sembrata altrettanto
lunga anche a lei...
Insomma, non avevamo niente da dirci...
Ecco tutto.
Non c'era niente.
Esiste un'amarezza come quella che deriva dal disincanto?
Tutta la sintonia intellettuale, i nostri pensieri a
completare quelli dell'altro, l'amicizia, l'affinit: illusione,
nient'altro che illusione. L'illusione che genera l'attrazione
tra un uomo e una donna. La lusinga della Natura, il suo
ultimo inganno, il pi astuto. Tra me e Jennifer c'era stata
solo attrazione dei sensi - da l era scaturito quel mostruoso
tessuto di autoinganno. Era stata passione, solo
passione, e questa scoperta mi caus vergogna, mi incattiv,
mi port quasi al punto di odiare lei almeno quanto
me stesso. Ci guardammo con desolazione chiedendoci,
ognuno a modo suo, che cosa fosse successo al miracolo
di cui eravamo cos sicuri.
Lei era giovane e bella, lo vedevo. Ma quando parlava
mi annoiava. E io annoiavo lei. Non riuscivamo a trarre il
minimo piacere da nessun tipo di conversazione.
Lei continu a rimproverarsi tutto, e io volevo solo che
la smettesse. Mi sembrava inutile, e anche ridicolo. Mi
chiedevo che bisogno ci fosse di affannarsi a quel modo.
Al momento di andare via, la terza volta, mi disse, perseverando
con quel tono accomodante: Torno presto,
Hugh caro.
No, non tornare feci io.
Ma certo che torno. La sua voce era affettata, falsa.
Per carit, non fingere, Jennifer.  finita...  tutto finito
dissi io con crudelt.
Lei rispose che non era finita, che non sapeva neanche
cosa stessi dicendo. Si sarebbe presa cura di me per tutta
la vita, sosteneva, e saremmo stati molto felici. Era decisa
a immolarsi, il che mi fece andare su tutte le furie. In pi
temetti che l'avrebbe fatto davvero. Forse sarebbe stata l
per sempre, a discorrere, a cercare di essere gentile, con
quelle sue ridicole osservazioni... Mi feci prendere dal
panico - un panico figlio della debolezza e della sofferenza.
Le gridai di andare via... via. Se ne and, terrorizzata.
Ma nei suoi occhi vidi un certo sollievo.
Quando mia cognata entr per tirare le tende, le dissi: 
finita, Teresa. Se n' andata... se n' andata... Non torner,
vero?.
Teresa, con quel suo tono di voce basso, rispose di no.
Pensi che sia la mia condizione a farmi vedere le cose...
in modo sbagliato?
Teresa sapeva che cosa intendevo. Rispose che, secondo
lei, una condizione come la mia portava a far vedere le
cose come sono davvero.
Quindi ora sto vedendo Jennifer per quella che  davvero?
Teresa mi spieg che non era esattamente cos. Con ogni
probabilit adesso non ero capace pi di prima di capire
com'era davvero Jennifer. Ma ora sapevo con esattezza
che effetto aveva Jennifer su di me, al di l dei sentimenti.
Le domandai che cosa pensasse lei, di Jennifer.
Mi disse che aveva sempre pensato che fosse bella,
gentile e oltremodo noiosa.
Secondo te  molto infelice? le chiesi, domanda morbosa.
S, Hugh, penso di s.
A causa mia?
No, a causa di se stessa.
Continua a sentirsi in colpa per il mio incidente. Dice
che se non fosse stato per incontrare lei, non sarebbe mai
successo...  cos stupido! mi sfogai io.
S, molto.
Io non voglio che si incaponisca. Non voglio che sia
infelice, Teresa.
Ma insomma, lascia qualcosa a quella ragazza!
In che senso?
Le piace essere infelice. Non lo hai ancora capito?
I ragionamenti di mia cognata sono dotati di una fredda
lucidit che trovo a dir poco sconcertante.
Le feci notare che quella era una cosa terribile da dire.
Teresa rispose soprappensiero che forse lo era, ma che
non credeva di aver detto chiss cosa.
Smettila di raccontarti le favole. Jennifer ci ha sempre
goduto ad angosciarsi perch niente le va per il verso
giusto. Si arrovella e si crogiola... ma se le piace vivere cos,
qual  il problema? Poi aggiunse: Lo sai, Hugh, non si
pu provare compassione per una persona, a meno che
non ci sia dell'autocommiserazione. Una persona deve
essere dispiaciuta per se stessa, perch tu possa dispiacerti
per lei. La compassione  sempre stata il tuo punto debole.
Ed  questo a non farti vedere le cose come stanno.
Ricavai una momentanea soddisfazione nel dire a Teresa
che era una donna odiosa. Lei ammise che forse era vero.
Non sei mai dispiaciuta per nessuno.
S, invece. Mi dispiace per Jennifer, in un certo senso.
E per me?
Non lo so, Hugh.
Le domandai con sarcasmo:
Il fatto che io sia un relitto umano, uno storpio privo di
alcuna ragione per tirare avanti non ti tocca minimamente?
Non so se sono triste per te. Tutto ci ti ha permesso
di incominciare una nuova vita da capo, di viverla da una
prospettiva del tutto diversa. Potrebbe rivelarsi molto
interessante.
Le dissi che era disumana, e lei se ne and sorridendo.
Mi aveva fatto un gran bene.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Poco dopo ci trasferimmo a Saint Loo, in Cornovaglia. Teresa
aveva appena ereditato una villa da una prozia, e
il dottore mi aveva raccomandato di allontanarmi da Londra.
In pi, mio fratello Robert, che  un pittore con una
concezione del paesaggio che la maggior parte delle persone
riterrebbe alterata durante la guerra aveva prestato
servizio civile nel settore agricolo, come molti artisti.
Tutto quadrava alla perfezione.
Teresa and a sistemare l'abitazione e poi, dopo aver
compilato una marea di moduli, fui portato l anch'io da
un'ambulanza speciale.
Com' la vita da queste parti? domandai a Teresa il
mattino dopo il mio arrivo.
Teresa era bene informata. Mi spieg che c'erano tre
mondi diversi. Il vecchio villaggio di pescatori, raggruppato
attorno al porto, circondato da alte case con i tetti in
ardesia, e i cartelli scritti in fiammingo e in francese, oltre
che in inglese. Pi in l, a costeggiare il litorale, sorgeva
la moderna protuberanza turistico-residenziale: enormi
hotel di lusso, caterve di piccoli cottage e pensioncine -
tutti affollati e pieni di vita in estate, tranquilli in inverno.
E, infine, c'era il castello di Saint Loo, in cui viveva un'anziana
nobildonna, Lady Saint Loo, che costituiva il nucleo di un
terzo stile di vita, con diramazioni e stradine tortuose che
conducevano in casette nascoste con discrezione dietro
chiese d'altri tempi. Di fatto, una contea, concluse Teresa.
E noi che cosa siamo? le domandai.
Teresa rispose che anche noi eravamo contea, perch
Polnorth House era appartenuta alla sua prozia Amy
Tregellis, e Teresa l'aveva ricevuta in eredit, non l'aveva
acquistata. La contea ci era stata tramandata.
Pure Robert? chiesi. Anche se  un pittore?
Teresa ammise che questo era un punto dolente. C'erano
troppi pittori a Saint Loo nei mesi estivi.
Ma  mio marito concluse con orgoglio. E poi, sua
madre era una Bolduro, originaria di Bodmin.
Fu allora che domandai a Teresa che cosa avremmo fatto
nella nuova casa, o meglio, che cosa avrebbe fatto lei. Il
mio ruolo era chiaro: ero lo spettatore.
Teresa mi spieg che aveva intenzione di prendere parte
a tutte le attivit del posto.
Che sarebbero?
Teresa pensava di darsi alla politica e al giardinaggio,
con qualche incursione nel mondo degli istituti femminili
e della beneficenza, come il Centro di accoglienza dei
reduci di guerra.
Ma soprattutto, la politica ribad. In fondo, da un
momento all'altro potrebbero essere indette le elezioni.
Ti sei mai interessata di politica, Teresa?
No, Hugh, l'ho sempre ritenuto inutile. Mi limito a
votare quello che mi sembra il male minore.
Una linea ammirevole mormorai.
Ma ora, afferm, avrebbe fatto il possibile per prendere
sul serio la politica. Doveva essere conservatrice, ovvio.
Chiunque possedesse Polnorth House non poteva schierarsi
altrimenti, e Amy Tregellis si sarebbe rivoltata nella
tomba se la nipote alla quale aveva lasciato i suoi tesori
avesse votato laburista.
E se pensassi che fosse il partito migliore?
Ah, ma non lo penso tagli corto Teresa. Credo che
l'uno non sia da preferire all'altro.
Non potresti essere pi equa commentai io.
Quindici giorni dopo il nostro trasferimento a Polnorth
House, venne a farci visita Lady Saint Loo.
Port con s la sorella, Lady Tressilian, la cognata, la
signora Bigham Charteris, e la nipote, Isabella.
Quando se ne andarono dissi a Teresa, rapito, che non
potevano essere vere.
Vedete, sembravano proprio uscite dal castello di Saint Loo.
Erano delle figure fiabesche: le tre streghe e la fanciulla
fatata.
Adelaide era la vedova del settimo barone di Saint Loo.
Suo marito era morto nella guerra boera, e i due figli nella
guerra del '14-18. Non erano rimasti in vita eredi maschi,
ma il pi giovane dei figli aveva avuto una bambina, Isabella,
la cui madre mor dandola alla luce. Il titolo pass a un
cugino, allora residente in Nuova Zelanda. Il nono Lord St
Loo fu felicissimo di affittare il castello alla vedova. Isabella
crebbe l con la nonna e le due prozie a farle da guardia.
La sorella di Lady Saint Loo, Lady Tressilian, e la cognata,
la signora Bigham Charteris, entrambe vedove, si erano
trasferite nel castello in modo da dividere le spese e dare a
Isabella la possibilit di vivere in quella che le tre anziane
signore consideravano la sua legittima dimora. Tutte sulla
settantina, somigliavano a tre corvi neri. Lady Saint Loo aveva
un enorme viso scarno con un naso aquilino e la fronte
alta. Lady Tressilian era grassottella, aveva un faccione
rotondo e occhietti lucenti. La signora Bigham Charteris
era esile e coriacea. Nel complesso sembravano vivere
ancora nell'epoca di Edoardo VII, come se il tempo per
loro si fosse fermato. Indossavano, appuntate nei punti pi
improbabili, delle spille opache, indubbiamente autentiche;
n poche n troppe, erano a forma di mezzaluna, di ferro
di cavallo o di stella.
Ecco com'erano le tre anziane signore del castello di St
Loo. Con loro venne anche Isabella, un perfetto esemplare
di fanciulla fatata. Era alta e snella, e aveva un viso sottile e
allungato, con la fronte alta e dei bei capelli biondo cenere
che le ricadevano lisci sulle spalle. Era identica alle donne
raffigurate nelle vetrate delle chiese antiche. Non si poteva
dire che fosse particolarmente graziosa, n avvenente, ma
c'era in lei qualcosa che si poteva quasi definire bellezza.
Per era la bellezza di un tempo ormai lontano, niente a
che vedere con la nostra concezione moderna. In lei non
cera slancio, n gioco di colori o irregolarit dei lineamenti.
La sua era la severa bellezza di una sana costituzione, di
una buona conformazione ossea. Sembrava una grave e
austera castellana. Ma il suo viso non era privo di carattere:
c'era un che di nobile non potrei definirlo altrimenti.
Dopo aver detto a Teresa che le tre anziane non erano
vere, aggiunsi che la ragazza non lo era nemmeno.
La principessa imprigionata nel castello in rovina?
sugger Teresa.
Esattamente. Avrebbe dovuto fare il suo arrivo su un
destriero bianco latte, non su una vecchia Daimler. Poi
aggiunsi con curiosit: Mi chiedo a che cosa pensa.
Isabella aveva detto poco e niente durante la visita. Si
era messa a sedere ben ritta sulla schiena con un dolce
sorriso trasognato. Aveva risposto con cortesia a ogni
parola che le era stata rivolta, ma non c'era stato bisogno
che parlasse pi di tanto, visto che la nonna e le zie avevano
monopolizzato la maggior parte della conversazione. Mi
chiesi se avesse accolto con riluttanza l'idea di venire a farci
visita, o se questa piccola novit locale avesse destato in
lei un po' d'interesse. Pensai che la sua vita dovesse essere
piuttosto monotona.
Domandai, curioso: Non ha fatto niente durante la
guerra?  rimasta a casa tutto il tempo?.
Ha solo diciannove anni. Da quando ha finito la scuola
collabora con la Croce Rossa.
La scuola? Ero sbalordito. Cio...  andata a scuola?
In collegio?
S. Al St Ninian.
Ero ancora pi sorpreso. Il St Ninian  costoso e all'avanguardia;
certo, non  misto n stravagante, ma  comunque
un istituto che va fiero delle sue ampie vedute.
Niente a che vedere con le scuole di bon ton.
Ti sembra assurdo? mi chiese Teresa.
S, sai... cominciai io lentamente.  che quella ragazza
d l'impressione di non essersi mai allontanata da casa, di
essere stata cresciuta in un remoto ambiente medievale
senza il minimo contatto con il ventesimo secolo.
Teresa fece un cenno di assenso con la testa, assorta.
S, ho capito cosa intendi.
A quel punto intervenne mio fratello Robert, dicendo
che questo dimostrava che il solo ambiente che conta 
quello domestico, oltre all'indole.
Continuo a chiedermi a che cosa pensa... insistetti.
Forse non pensa azzard Teresa.
Queste parole mi strapparono un risolino. Ma nella mia
mente continuai a interrogarmi su quella ragazza singolare.
In quel periodo soffrivo di un disagio quasi patologico
a causa della mia condizione. Ero stato una persona forte
e sana, le malattie e le deformazioni le disprezzavo e non
volevo nemmeno prestarci attenzione. S, certo, ero stato
capace di provare compassione, ma sempre accompagnata da un vago senso di disprezzo.
E adesso ero io motivo di compassione e disprezzo. Un
invalido, uno storpio, un uomo con gli arti deformati che
se ne stava seduto su una sedia a rotelle, avvolto in una coperta.
Inerme, mi rimpicciolivo nell'attesa della reazione altrui
dinanzi al mio stato di salute. Quale che fosse, era un colpo
per me. Terribile, quello sguardo gentile di commiserazione.
E non lo era di meno la lampante discrezione di
chi cercava di fingere che fossi una persona assolutamente
normale, di non aver notato niente di insolito. Se non fosse
stato per la volont di ferro di Teresa, mi sarei isolato
e non avrei visto mai nessuno. Ma quando Teresa  convinta
di qualcosa, non  facile dissuaderla. Aveva deciso
che non sarei dovuto diventare un recluso. Riusc, senza
il contributo della parola, a insinuare l'idea che rinchiudermi
e trasformarmi in un enigma vivente non avrebbe
fatto altro che richiamare l'attenzione. Sapevo a che gioco
stesse giocando e perch, ma la assecondai. Decisi di
dimostrarle con determinazione che potevo farcela, quale
che fosse il comportamento della gente! Piet, tatto, eccessiva
gentilezza, a scrupolosa elusione di ogni accenno
a incidenti e malattie, la finzione che io fossi come ogni
altro uomo... sopportai tutto, impassibile.
La reazione delle tre anziane signore non mi era sembrata
poi cos imbarazzante. Lady Saint Loo aveva optato per un
garbato riserbo. La materna Lady Tressilian non era riuscita
a trattenere la sua materna compassione. Ovviamente aveva
citato gli ultimi libri usciti per domandarmi se magari mi
andava di fare qualche recensione. La signora Bigham
Charteris, una personcina schietta, aveva dato a vedere il
suo disagio quando, in una conversazione sugli sport pi
attivi e cruenti, si era visibilmente trattenuta (poveretta,
per non parlare della caccia o dei beagle).
Solo la ragazza, Isabella, mi aveva sorpreso comportandosi
in modo naturale. Mi aveva osservato senza sentirsi in
dovere di distogliere subito lo sguardo, come se con la
mente mi stesse registrando insieme agli altri individui
che occupavano la stanza, o insieme al mobilio. Uomo,
sulla trentina e passa, menomato... Una voce all'interno di
un catalogo, un catalogo di cose che non avevano niente
a che fare con lei.
Quando fin con me, lo sguardo si pos sul pianoforte a
coda, e poi sul fermacarte cinese a forma di cavallo che se
ne stava poggiato su un tavolo, in solitudine. Quell'oggetto
sembr destare in lei un certo interesse. Mi chiese che cosa
fosse. Glielo spiegai.
Le piace? domandai.
Ci riflett su per un po' prima di rispondere e poi disse,
dando molto peso a questo monosillabo, come se fosse
importante: S.
Mi chiesi se non fosse per caso stupida.
Le domandai se era appassionata di cavalli.
Rispose che quello era il primo che vedeva.
No, intendo di cavalli veri spiegai.
Ah, certo. S, mi piacciono, ma non posso permettermi
di andare a caccia.
Per le piacerebbe?
Non particolarmente. La campagna qui intorno non
 il massimo.
Le chiesi se faceva vela e lei disse di s. Poi Lady Tressilian
cominci a parlarmi di libri, e Isabella ricadde nel silenzio.
Mi resi conto che c'era un'arte che Isabella conosceva
alla perfezione: quella della compostezza. Sapeva stare
ferma. Non fumava, non incrociava le gambe, non le faceva
dondolare, n tamburellava con le dita o si tormentava i
capelli.
Se ne stava seduta tranquilla, in silenzio, ritta sull'alta
poltrona, con le mani sulle ginocchia... mani lunghe e affusolate.
Era immobile come il fermacarte a forma di cavallo:
l'uno sul tavolo, lei sulla poltrona. Avevano qualcosa
in comune: erano prettamente ornamentali, statici, memori
di un'epoca remota...
Risi quando Teresa disse che Isabella non pensava, ma
poi mi resi conto che poteva essere vero. Gli animali non
pensano: le loro menti sono quiete, passive, finch non
sorge un'emergenza da affrontare. Pensare (nell'accezione
speculativa del termine)  Un processo artificiale che abbiamo
imparato da soli, e non senza difficolt. Ci preoccupiamo
di quello che abbiamo fatto ieri, e rimuginiamo
su cosa stiamo facendo oggi e su quello che accadr domani.
Ma ieri, oggi e domani esistono a prescindere dalle
nostre speculazioni. Le cose si sono verificate e si verificheranno
al di l di quello che pensiamo.
Le previsioni di Teresa sulla nostra vita a Saint Loo si
rivelarono fondate. Quasi subito fummo immersi fino al
collo nella politica. Polnorth House era ampia e aveva una
struttura irregolare, e Amy Tregellis, vedendosi diminuire
il reddito a causa delle tasse, ne aveva separato un'ala, che
aveva fornito di una cucina indipendente. In principio era
stata destinata agli evacuati delle aree bombardate, ma
questi, arrivati a Londra in pieno inverno, non erano stati in
grado di digerire gli orrori di Polnorth House. A Saint Loo, con
i negozi e le casette, forse avrebbero potuto farcela, mentre
l, a un chilometro dalla citt, lungo quella tremenda
stradina tortuosa, con una fanghiglia da non crederci, e
per di pi senza illuminazione: dalla siepe poteva sbucare
chiunque. E in giardino tutto quel fango, tutte quelle cose
verdi... e il latte, che veniva direttamente da una mucca,
a volte ancora caldo, disgustoso, e mai una volta che ci si
potesse procurare quello condensato!'!., tutto questo era
stato troppo per la signora Price, la signora Hardy e la loro
figliolanza. Se ne erano andate quatte quatte alle prime
luci dell'alba, preferendo esporre la loro prole ai pericoli
di Londra. Erano due brave donne. Restituirono la casa
linda e splendente, e lasciarono un biglietto sul tavolo.
Gentile signorina, la ringraziamo per la sua gentilezza,
sappiamo che ha fatto tutto ci che poteva, ma in campagna 
terribile, e i bambini per andare a scuola debbono camminare
in mezzo al fango. Grazie ugualmente. Speriamo di aver lasciato
tutto in ordine.
Il funzionario che si occupava di trovare alloggio agli
sfollati decise di lasciar perdere. In fondo era un uomo
saggio. A tempo debito Miss Tregellis diede in affitto l'ala
distaccata al capitano Carslake, il portavoce dei conservatori,
che conduceva una vita molto impegnata come volontario
dell'antiaerea e ufficiale della Home Guard.
Robert e Teresa furono assolutamente favorevoli a far
restare i Carslake, bench fosse dubbio se avessero la facolt
di cacciarli. Questo comport che tanta attivit preelettorale
si concentrasse a Polnorth House e nei dintorni,
oltre che negli uffici del partito, che si trovavano nella
via principale di Saint Loo.
Teresa, come aveva previsto, fu assorbita subito nel vortice.
Era sempre in giro in macchina a distribuire volantini
e si era persino cimentata nella propaganda. La recente
storia politica di Saint Loo era piuttosto controversa.
Trattandosi di una stazione termale alla moda, con la pesca
come attivit principale e una vasta periferia agricola,
era dominata dai conservatori. Gli agricoltori, poi, erano
conservatori senza eccezione alcuna. Ma negli ultimi
quindici anni Saint Loo era cambiata. Ormai in estate si trasformava
in una localit balneare e pullulava di pensioncine.
Gli artisti avevano colonizzato le falesie con schiere
di cottage. La popolazione era adesso composta da individui
impegnati, sofisticati, colti e, dal punto di vista politico,
sinistrorsi se non comunisti.
Nel '43 erano state indette le elezioni straordinarie dopo
che il secondo infarto aveva costretto Sir George Borrodaile
a ritirarsi, all'et di sessantanove anni. E, per l'orrore
dei vecchi residenti, per la prima volta nella storia era
stato eletto un laburista.
Attenzione, per ammise il capitano Carslake, dondolandosi
sui talloni mentre dispensava lezioni di storia a
me e a Teresa. Non sto mica dicendo che non ce la fossimo
cercata.
Carslake era un ometto bruno, smilzo, dall'aspetto equino
e lo sguardo attento e furtivo. Era diventato capitano
nel '18, quando era entrato a far parte dell'esercito. Dal
punto di vista politico era una persona competente e sapeva
fare il suo mestiere.
Dovete capire che io sono una frana in politica: il gergo
non l'ho mai capito davvero. Con ogni probabilit il mio
racconto delle elezioni di Saint Loo sar a dir poco approssimativo.
Corrisponde alla realt tanto quanto gli alberi dipinti
da Robert somigliano al modello originale. Gli alberi
veri sono alberi, entit con corteccia, rami e foglie, ghiande
o castagne. Gli alberi di Robert sono chiazze e macchie
di denso colore a olio applicato in certi punti della
tela con l'uso di un motivo grafico e sfumature sorprendenti.
A mio avviso, non si capisce nemmeno che siano
alberi: potrebbero essere piatti di spinaci o impianti petroliferi...
Eppure sono l'idea che Robert ha degli alberi.
Cos il mio racconto della situazione politica di Saint Loo 
la mia percezione delle elezioni, e magari non sar riconoscibile
come tale da un politico. Presumo di aver frainteso
termini e procedure, ma per me le elezioni furono
solo lo sfondo, confuso e irrilevante, su cui si stagli una
figura a grandezza naturale: John Gabriel.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
La prima volta che sentii nominare John Gabriel fu la
sera in cui Carslake spieg a Teresa che se le elezioni
passate erano andate in quel modo, era stata colpa loro.
Il candidato dei conservatori era allora Sir James Bradwell
di Torington Park. Viveva l, aveva un po' di soldi, ed era un
Tory fino al midollo, di sani principi. Era un uomo retto,
per aveva sessantadue anni, e non brillava per passione e
prontezza di riflessi. Non aveva il dono dell'eloquenza e se
veniva interrotto in pubblico non c'era pi niente da fare.
Sul palco  pietoso continu Carslake. Davvero pietoso.
Un continuo farfugliare... non  portato. Gli scrivevamo
i discorsi noi, ovvio, e alle riunioni importanti mandavamo
sempre un buon oratore. Dieci anni fa poteva andare
bene. Una brava persona, del posto, onesto come pochi,
e di sangue blu. Ma oggi... vogliono di pi!
Magari un po' di materia grigia? suggerii io.
Ma Carslake non sembrava riferirsi a questo.
Vogliono una persona brillante, spigliata, che abbia
sempre la risposta pronta, e che magari ti faccia fare una
risata. E, naturalmente, vogliono qualcuno che prometta
mari e monti. Una persona all'antica come Bradwell  troppo
coscienziosa per fare una cosa del genere. Non dir che tutti
avranno una casa, che la guerra finir domani, che ogni
donna avr il riscaldamento centralizzato e la lavatrice.
E poi, continu ormai c' il principio dell'alternanza.
Siamo al potere da troppo tempo. Quello che conta  che
ci sia un cambiamento. Il candidato laburista, Wilbraham,
 un serio e competente professore in pensione, dimessosi
dall'esercito per invalidit, tutto impegnato a parlare delle
necessit dei reduci di guerra e a vendere la solita aria
fritta sulla nazionalizzazione e sui piani per la sanit. Insomma,
uno che sa comunicare. Ha vinto con uno scarto
di pi di duemila voti.  stata la prima volta che a Saint Loo
succedeva una cosa simile.  stato un trauma, non si pu
negare. Ma stavolta dobbiamo fare di pi. Deve perdere.
 benvoluto?
Cos cos. Non ha investito molto sul territorio, ma
 uno responsabile e i suoi modi sono ineccepibili. Non
sar facile togliercelo dai piedi. Dobbiamo lavorare sodo
in tutto il paese.
Non pensa mica che vinceranno i laburisti?
Non riuscivamo a credere a una possibilit del genere
prima delle elezioni del '45.
Carslake disse di no: il paese era con Churchill.
Ma potremmo non avere la stessa maggioranza a livello
nazionale. Dipende, ovviamente, dal voto dei liberali. Detto
tra me e lei, signora Norreys, non mi sorprenderebbe che
i liberali vedessero un aumento.
Guardai Teresa con la coda dell'occhio. Stava cercando
di assumere un'espressione attenta e concentrata.
Sono certo che lei ci sar di grande aiuto le disse
Carslake con calore.
Teresa rispose con un filo di voce: Mi dispiace, non
sono granch in politica.
Carslake replic con aria affabile: Dobbiamo fare tutti
del nostro meglio.
Lanci un'occhiata espressiva anche a me, e io mi offrii
subito di scrivere gli indirizzi sulle buste.
Non ho ancora perso l'uso delle braccia dissi.
Lui mi guard con un certo imbarazzo, e ricominci a
dondolarsi sui talloni.
Splendido comment. Splendido. Dov' successo?
Nord Africa?
In Harrow Road, gli risposi io. Sprofond in un imbarazzo
ancor peggiore.
Non sapendo pi come districarsi, si rivolse a Teresa.
Ci dar una mano anche suo marito?
Teresa scosse la testa.
Mi dispiace, ma lui  comunista replic.
Non avrebbe potuto sconvolgere di pi Carslake nemmeno
se avesse detto che Robert era un mamba nero: l'uomo
ebbe un palese sussulto.
Vede,  un artista spieg Teresa.
A queste parole Carslake si rianim un tantino. Artisti,
scrittori, e quel tipo di gente l...
Capisco disse dando grande prova di tolleranza. Capisco.
E cos abbiamo tirato Robert fuori da questa storia
mi spieg poi Teresa.
Io le dissi che era una donna senza scrupoli.
Quando arriv Robert, Teresa lo inform del suo credo
politico.
Ma non sono mai stato membro del partito comunista
protest lui. Cio, le idee mi piacciono... credo che tutta
l'ideologia sia giusta.
Esattamente.  proprio questo che ho detto a Carslake.
Lascia Karl Marx aperto sui braccioli della poltrona di tanto
in tanto e sarai al sicuro da ogni possibile richiesta di
collaborazione.
Ma certo, Teresa replic Robert, scettico. E se mi
viene a cercare l'altro schieramento?
Teresa lo rassicur.
No, per quanto ne so, il partito laburista ha paura dei
comunisti ancora pi dei conservatori.
Ma il nostro candidato com'?
Carslake era stato un po' troppo vago al riguardo.
Teresa gli aveva chiesto se Sir James avesse intenzione
di candidarsi di nuovo e Carslake aveva scosso la testa.
No, stavolta no. Abbiamo davanti una grande battaglia.
Non so come andr a finire. Sembrava tormentato. Non
 uno del posto.
Chi ?
Un certo maggiore Gabriel.  medaglia al valore.
In questa guerra? O l'altra?
Questa, questa.  giovanissimo, ha trentaquattro anni.
Curriculum militare eccellente. Ha ottenuto la medaglia al
valore in quanto esempio di sangue freddo, ardimento e
devozione al dovere Era al comando di un avamposto di
mitragliatrici sotto il costante fuoco nemico, nell'attacco
a Salerno. Della sua squadra sono stati uccisi tutti, e anche
se ferito ha tenuto l'avamposto da solo fino a quando
non ha esaurito tutte le munizioni. Poi si  ritirato nella
postazione principale, ha eliminato numerosi nemici con
le granate a mano e ha portato in salvo i feriti pi gravi del
suo battaglione. Notevole, vero? Purtroppo, a vedersi non
 granch...  un tipo bassino e insignificante.
Come far a superare la prova del pubblico? domandai.
Il viso di Carslake s'illumin.
Ah, ma l  perfetto.  uno disinvolto, scattante come
un fulmine. E sa anche divertire. Attenzione, dice anche
parecchie ovviet... Per un attimo il viso di Carslake mostr
una leggera avversione. Lui era un vero conservatore,
da quello che mi sembrava di intendere, e avrebbe preferito
la noia pi assoluta a quell'ostentazione di brio. Ma
funzioner... s, funzioner.
Certo, non  nessuno... ammise.
Vuole dire che non  della Cornovaglia? domandai
io. Di dov'?
A dire la verit, non ne ho idea... Non ha un'appartenenza
specifica, se capite cosa intendo. Questo va tenuto
in penombra. Concentriamoci sulla storia della guerra,
del suo coraggio e tutto il resto. Rappresenta l'uomo
semplice, l'inglese comune. Certo, non  il nostro solito
candidato... La cosa sembrava rattristarlo. Mi dispiace
che Lady Saint Loo non approvi particolarmente.
Teresa chiese con delicatezza se l'approvazione di Lady
St Loo fosse cos importante. Ed emerse di s: Lady Saint Loo
era a capo dell'associazione delle donne conservatrici, e le
donne conservatrici avevano molto potere a Saint Loo. Loro
brigavano, facevano e disfacevano, e, stando alle parole di
Carslake, avevano una grande influenza sul voto femminile.
E quel voto era strategico.
Poi recuper un po' di buon umore.
Ed  questa una delle ragioni per cui sono ottimista su
Gabriel disse. Alle donne piace.
Ma non a Lady Saint Loo?
Lady Saint Loo, rispose Carslake, in fin dei conti era
stata abbastanza accomodante... Aveva ammesso di
essere un po' all'antica, ma avrebbe dato il suo appoggio
incondizionato a qualsiasi cosa il partito avesse ritenuto
necessaria.
In fondo, i tempi sono cambiati disse Carslake. Una
volta avevamo i nobili in politica. Adesso sono pochissimi.
Avrei preferito che questo giovane fosse un aristocratico,
ma non lo , e non c' niente da fare. Se non si pu avere
un nobile, l'eroe di guerra  la migliore opzione.
Il che, feci notare a Teresa quando lui se ne fu andato,
era praticamente un epigramma.
Teresa sorrise, e poi disse che le dispiaceva per il maggiore
Gabriel.
Secondo te com'? mi domand. Tremendo?
No, immagino che sia un tipo simpatico.
Per la medaglia al valore?
Dio, no. Si pu ottenere una medaglia al valore per
avventatezza... o anche per stupidit. Lo sai, dicono che
il vecchio Freddy Elton se l' procurata perch non aveva
capito che era il momento di ritirarsi da un avamposto.
L'hanno chiamata resistenza contro un'insormontabile
disuguaglianza di forze. In realt non aveva idea che tutti
gli altri se ne fossero andati.
Non dire sciocchezze, Hugh. Secondo te perch questo
Gabriel  simpatico?
Semplicemente perch non sta simpatico a Carslake.
A lui piacciono solo i palloni gonfiati.
In sostanza non ti sta simpatico il povero capitano
Carslake!
Macch povero! Carslake  tagliato per il suo lavoro.
E che lavoro!
 peggio degli altri mestieri? Guarda che  faticoso.
S,  vero. Ma se passi tutta la vita a calcolare l'effetto
che questo ha su quello, finirai con il non sapere pi che
cosa sono davvero questo e quello.
Scissione dalla realt?
S, non  a questo che si riduce la politica, alla fine?
Che cosa penser la gente, chi voter, di che cosa la si pu
convincere... Mai i fatti.
Ah! esclam Teresa. Allora avevo ragione a non
prendere sul serio la politica.
Teresa, tu hai sempre ragione commentai, e le mandai
un bacio con la mano.
Non vidi il candidato conservatore fino al comizio alla
Memorial Hall.
Teresa mi aveva procurato un nuovo modello di sedia a
rotelle. Ora potevano portarmi fuori in terrazzo a prendere
il sole in un cantuccio. Quando la vibrazione della sedia
cominci a darmi meno fastidio, mi spinsi un po' pi
lontano, e di tanto in tanto arrivavo fino a Saint Loo. Il comizio
nella Memorial Hall si tenne di pomeriggio e Teresa
stabil che io non potevo mancare. Sarebbe stato divertente,
mi assicur. Io le risposi che aveva una strana
idea di divertimento.
Vedrai insistette lei. Sar un grande spasso vedere
quanto si prendono tutti sul serio.
E poi, prosegu mi metter il Cappello.
Teresa, che non indossa copricapi a meno che non vada
a un matrimonio, aveva fatto un giro a Londra ed era
ritornata con quel tipo di cappello che, secondo lei, ben
si addiceva a una conservatrice.
E com' un cappello che ben si addice a una conservatrice? domandai io.
Teresa diede una risposta dettagliata.
Doveva essere di buon materiale, senza troppi fronzoli,non dmod, ma nemmeno all'ultimo grido e doveva
cadere bene sulla fronte.
Poi ci mostr il suo acquisto, che era proprio come aveva sancito,
Lo indoss, e io e Robert applaudimmo.
 perfetto, Teresa disse Robert. Ti fa sembrare seria,
come se avessi uno scopo nella vita.
Capirete, quindi, che l'idea di vedere Teresa su un palco
con il Cappello indosso mi attir irresistibilmente nella
Memorial Hall in un bellissimo pomeriggio estivo.
Il palazzo era gremito di persone facoltose piuttosto avanti
con l'et. Chiunque avesse meno di quarant'anni si stava invece
godendo il mare (saggia scelta, a mio parere). Mentre
un boyscout spingeva coscienzioso la sedia a rotelle verso
un punto strategico tra la parete e la prima fila, io riflettevo
sull'utilit di quel tipo di riunioni. Il voto di tutti i presenti
era gi assicurato. L'opposizione stava tenendo un'altra
conferenza presso la scuola femminile. E anche il loro doveva
essere un incontro tra fedeli sostenitori. Quindi come
veniva influenzata l'opinione pubblica? Con gli altoparlanti
dei camioncini? Con i comizi in piazza?
Le mie considerazioni furono interrotte dai passi strascicati
di un gruppetto di persone in arrivo nella sala, che
fino ad allora aveva ospitato solo qualche sedia, un tavolo e un bicchiere d'acqua.
Il gruppetto si mise a parlare sottovoce e a gesticolare,
e infine prese posto. Teresa, con il suo Cappello, era relegata
alla seconda fila, tra le personalit minori.
Il presidente, diversi anziani barcollanti, il portavoce del
partito, Lady Saint Loo, altre due donne e il candidato presero posto in testa.
Il presidente cominci a parlare con una voce tremolante
e gradevole. Le sue frasi fatte erano praticamente
impercettibili. Era un generale molto anziano che si
era distinto nella guerra boera (o forse era quella di Crimea?).
Comunque, doveva essere stato molto tempo prima.
Il mondo di cui bisbigliava ormai non esisteva pi...
La sua voce debole e placida si arrest, e ci fu un applauso
spontaneo e fragoroso, quell'applauso che si concede
sempre, in Inghilterra, a un amico che ha superato la prova
del tempo... Non c'era persona a Saint Loo che non conoscesse
il generale S. Era una persona per bene, dicevano, uno della vecchia guardia.
Congedandosi, il generale S. present un membro della
nuova guardia: il candidato conservatore, il maggiore
Gabriel, medaglia al valore.
Fu allora che, con un profondo sospiro di pancia, Lady
Tressilian, che ritrovai improvvisamente all'ultimo posto
di una fila accanto a me (mi venne il sospetto fosse stato
il suo istinto materno a farla sedere l), sussurr: Che
peccato che abbia delle gambe cos comuni.
Capii subito che cosa volesse dire. Eppure, se mi si
chiedesse di spiegare che cosa c' di comune o di non
comune in una gamba, non ci riuscirei per nulla al mondo.
Gabriel non era alto. Direi che aveva delle gambe normali
per la sua statura: non erano n troppo lunghe, n troppo
corte. Il suo vestito era di buon taglio. Eppure, senza alcun
dubbio, quelle non erano le gambe di un aristocratico.
Forse  nella struttura e nel portamento degli arti inferiori
che risiede l'essenza della nobilt? Domanda da riservare agli esperti.
Il viso non denunciava le sue origini: era brutto, ma
affascinante, e con degli occhi straordinari. Le gambe,
invece, erano il suo punto debole.
Si alz, sorrise (un sorriso seducente), apr bocca e si
mise a parlare con un tono di voce piatto e un lieve accento cockney.
Il suo discorso dur una ventina di minuti, e riusc bene.
Non chiedetemi di riferirvi il contenuto. Su due piedi,
risponderei che parl delle solite cose, e grosso modo
come ne parlano tutti. Tuttavia, arrivava al pubblico. C'era
qualcosa di dinamico in quell'uomo. Ti dimenticavi il suo
aspetto, e la brutta voce, e l'accento. E invece ricavavi
un'impressione di seriet, di una risoluta determinazione.
Lo percepivi che quel giovanotto voleva davvero fare del
suo meglio. Sincerit: ecco cos'era, sincerit.
S, sembrava che gli importasse davvero. Che avesse
a cuore il problema degli alloggi e delle giovani coppie
che non potevano permetterseli, e dei soldati stanziati
oltreoceano da anni con i familiari ad attenderli a casa,
ci teneva a stabilire delle misure di sicurezza sul lavoro,
a combattere la disoccupazione. Ci teneva, tantissimo, a
vedere il paese prosperare, perch la prosperit dimostrava
la felicit e il benessere di ogni pi piccola componente della
nazione. Di tanto in tanto, all'improvviso, si permetteva
un'osservazione sarcastica, un motto di spirito banale
e facilmente comprensibile. Erano battute scontate, gi
sentite tante volte. Si rivelavano rassicuranti perch erano
familiari. Ma non era l'umorismo, era la seriet a contare
davvero. Quando la guerra fosse finita, quando il Giappone
ne fosse uscito, allora sarebbe arrivata la pace, e sarebbe
stato cruciale rimboccarsi le maniche. Lui, se l'avessero
eletto, le maniche se le sarebbe rimboccate...
Questo il succo. Mi resi conto Che si tratt di un'esibizione
personale. Non che ignorasse gli slogan del partito,
no. Aveva detto tutte le cose giuste, parlato del leader
con l'ammirazione e l'entusiasmo dovuti, menzionato
l'impero. Era stato appropriato sotto ogni aspetto. Ma ti
si chiedeva di appoggiare non tanto il candidato del partito
conservatore, quanto il maggiore John Gabriel, a cui
interessava davvero che le cose venissero fatte e se ne sarebbe assicurato.
Al pubblico piacque. Senz'altro erano gi predisposti a
farselo piacere. Erano tutti conservatori, dal primo all'ultimo,
ma io ebbi l'impressione che piacque loro ancor pi
di quanto si aspettassero. Sembr quasi che si fossero svegliati
da un sonno. E mi dissi, piuttosto compiaciuto della
mia idea: Certo, quest'uomo  una bomba!.
Dopo gli applausi, che furono davvero entusiasti, venne
presentato il portavoce del partito. Fu impeccabile. Disse
tutte le cose giuste, fece tutte le pause giuste, ricevette
tutte le risate al momento giusto. Confesso che la mia attenzione vacill.
L'incontro termin con le solite formalit.
Quando la gente si alz e cominci a defluire, Lady
Tressilian mi si avvicin. Avevo ragione: voleva farmi da
angelo custode. Mi disse, con quella sua voce affannata e piuttosto asmatica:
Lei che cosa ne pensa? Dica, dica...
 in gamba risposi. Davvero.
Mi fa tantissimo piacere che la pensi cos. Tir un intenso sospiro.
Mi chiesi perch la mia opinione le interessasse. E in
parte mi illumin quando disse:
Non ho l'intelligenza di Addie, o di Maud. Non ho mai
approfondito la politica e sono all'antica. Non mi piace l'idea
che i parlamentari siano stipendiati. Non sono riuscita
a farci l'abitudine. L'obiettivo dovrebbe essere servire il
Paese, non ricevere un indennizzo.
Non sempre ci si pu permettere di servire il Paese,
Lady Tressilian le feci notare io.
Gi, lo so. Non al giorno d'oggi. Ma mi sembra proprio
un peccato. I nostri legislatori dovrebbero essere attinti
dal ceto che non ha bisogno di lavorare per vivere, dalla
classe che pu essere indifferente al profitto.
Avrei tanto voluto dirle: Mia cara signora, ma viene
dall'et della pietra?'!
Per era interessante trovare un angolo d'Inghilterra in cui
le vecchie idee sopravvivevano ancora. La classe dirigente,
il ceto dominante, l'alta societ e tutte quelle odiose perifrasi.
Ma su, siamo sinceri, avevano ancora un significato?
Lady Tressilian prosegu:
Sa, mio padre era un politico.  stato deputato di
Garavissey per trentanni. Per lui fu una tassa sul tempo, ed
era un peso, ma lo riteneva suo dovere.
I miei occhi vagarono nella sala: il maggiore Gabriel stava
conversando con Lady Saint Loo. Dalla posa delle gambe
sembrava a disagio. Il maggiore riteneva che fosse suo
dovere candidarsi? Ne dubitavo.
Ho avuto l'impressione disse Lady Tressilian seguendo
la direzione del mio sguardo che sembrasse molto sincero,
lei no?
 stato proprio questo a colpirmi.
E ha parlato cos bene del nostro Churchill... Non penso
ci sia alcun dubbio sul fatto che il Paese sia tutto con lui.
Non crede anche lei?
Lo credevo anch'io. O meglio, ritenevo che i conservatori
sarebbero rimasti al potere con una ristretta maggioranza.
Teresa mi raggiunse, e riapparve anche il mio boyscout,
pronto per andare.
Ti sei divertita? domandai a Teresa.
S.
Che cosa ne pensi del nostro candidato?
Non mi rispose finch non fummo fuori dall'edificio. E poi disse: Non saprei.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Incontrai il candidato un paio di giorni dopo, quando
venne a consultarsi con Carslake, che lo port da noi
per bere qualcosa.
Emerse quasi subito un qualche problema di lavoro che
riguardava Teresa, e lei e Carslake andarono in un'altra
camera per risolvere la questione.
Io mi scusai con Gabriel perch non potevo alzarmi e
gli indicai il mobile bar, invitandolo a servirsi da s. Mi
accorsi che si prepar un bicchiere bello forte.
Ne port uno anche a me, e mi chiese:
Ferita di guerra?
No, Harrow Road. Questa era diventata la mia risposta
standard, e ricavavo un certo grado di diletto dalle varie
reazioni che suscitava. Gabriel ne fu molto divertito.
Che peccato dire cos sostenne.  uno spreco.
Secondo lei dovrei inventarmi una storiella eroica?
Lui mi rispose che non c'era bisogno di inventarsi niente.
Dica soltanto: Ero in Nord Africa o in Birmania... o
in qualsiasi posto sia stato davvero...  andato all'estero?
Annuii. El Alamein.
Ecco, dica El Alamein, ed  sufficiente, nessuno le
chieder i dettagli... penseranno di saperlo gi.
Ma ne vale la pena?
Be', con le donne s. Amano gli eroi feriti in guerra.
Lo so replicai con una punta di amarezza.
Lui annu con empatia.
S, a volte deve essere deprimente. Tutte queste donne
qui in giro, e alcune cos materne. Sollev il bicchiere
vuoto. Posso prenderne un altro?
Lo invitai a non fare complimenti.
Sono a cena al castello mi spieg. Quella sgualdrina
mi d sui nervi!
Potevamo anche essere i pi intimi amici di Lady St
Loo, ma immagino che sapesse bene che non era cos.
John Gabriel non si sbaglia quasi mai.
Lady Saint Loo? domandai. O tutte?
La grassona non mi disturba,  una di quelle persone
che si lasciano abbindolare, e la signora Bigham Charteris
in pratica  un cavallo. A lei bisogna solo nitrire. Ma quella
St Loo  una che ti guarda attraverso, ti rivolta di dentro e
di fuori. Niente fronzoli con lei, non funzionano!
Non che io voglia prenderla in giro disse.
Sa... prosegu pensieroso. Quando ci si trova di fronte
a un vero aristocratico,  la fine: non c' via di scampo.
Non sono sicuro di seguirla dissi io.
Lui sorrise.
Be', comunque, sono in campo nemico.
Intende dire che, politicamente parlando, non  un
vero conservatore?
No, no, voglio dire che non sono come loro. Ai conservatori
piacciono quelli della vecchia guardia,  pi forte di
loro. Certo, non possono essere troppo esigenti al giorno
d'oggi, e devono accontentarsi di uomini come me. Poi
aggiunse con fare pensieroso: Il mio vecchio faceva l'idraulico...
e non era nemmeno tanto bravo.
Mi strizz l'occhio, e io gli risposi con un sorriso. Fu in
quel momento che mi conquist.
S, sarei in tutto e per tutto un laburista ammise.
Ma non crede nel loro programma? suggerii io.
Lui rispose con la massima tranquillit: Ah, ma io non
credo proprio a niente. Per me  solo una questione di
convenienza. Devo avere un lavoro. La guerra praticamente
 finita, e presto le poltrone saranno tutte occupate. Ho
sempre pensato che mi sarei potuto fare un nome in
politica. Vedr se non ci riuscir.
Ed  per questo che lei  un conservatore? Preferisce
stare dalla parte di chi sar al potere?
Buon Dio! fece lui. Non penser mica che i Tory
vinceranno, vero?
Gli risposi che ovviamente credevo di s, anche se con
una maggioranza ridotta.
Sciocchezze fece lui. I laburisti travolgeranno il
Paese. La loro vittoria sar schiacciante.
Ma allora... se la pensa cos...
Mi fermai.
Perch non voglio stare dalla parte dei vincenti? Sorrise.
Mio caro ragazzo, se non sono un laburista  perch
non voglio scomparire nella massa.  l'opposizione il posto
per me. E comunque, che cos' il partito conservatore? In
pratica,  la massa pi confusa in assoluto, formata da incompetenti
di sangue blu uniti a uomini d'affari a digiuno
di qualsiasi affare. Sono senza speranza. Non esiste una linea
politica e brancolano nel buio. Chiunque abbia qualche
minima capacit salterebbe all'occhio a un chilometro
di distanza. Stia a vedere. Spiccher come un razzo!
Se vince precisai io.
Ah, ma quello non dovrebbe essere un problema.
Lo guardai con una certa curiosit.
Lo crede davvero?
Lui fece un ampio sorriso.
Se non faccio passi falsi. Ho anch'io i miei punti deboli.
Mand gi quel che rimaneva del suo drink. Pi che
altro le donne. Devo starne alla larga. Qui non dovrebbe
essere difficile. Anche se c' un bel tipino alla locanda
di Saint Loo. L'ha vista, lei? No... Lo sguardo ricadde sulla
mia condizione di invalido. Scusi, ovviamente no. E fu
spinto ad aggiungere, con quella che sembr un'emozione
sincera: Che disdetta.
Fu la prima dimostrazione di solidariet che non mi infastid,
forse per la naturalezza con cui era arrivata.
Mi dica, dice queste cose anche a Carslake? domandai.
Con quell'imbecille? Buon Dio, no.
Da allora mi sono chiesto spesso perch Gabriel scelse
di essere cos sincero con me, quella prima sera. La conclusione
a cui sono giunto  che si sentiva solo. Stava mettendo
su un bellissimo spettacolo, ma non aveva la possibilit
di rilassarsi tra un atto e l'altro. In pi sapeva, di certo,
che un uomo storpio e immobilizzato finisce sempre per
fare il ruolo dell'ascoltatore. Io volevo essere intrattenuto,
e John Gabriel non vedeva l'ora di condurmi dietro il sipario
della sua vita. E poi, era per carattere un uomo schietto.
Gli domandai, con una certa curiosit, come si comportava
con lui Lady Saint Loo.
Benissimo mi rispose. Benissimo... mannaggia ai suoi
occhi!  cos che arriva sotto la mia pelle. Non c' niente
che puoi tenere per te da nessuna parte... no... lei sa il fatto
suo. Queste vecchie megere... se vogliono essere scortesi,
riescono a lasciarti senza fiato, e se non vogliono essere
scortesi, non puoi fargliela.
La sua foga mi colp. Non riuscivo a capire come potesse
importargli che una vecchia come Lady Saint Loo fosse
scortese con lui. Di sicuro quella donna non contava
pi niente. Apparteneva a un'epoca passata.
Glielo dissi e lui mi fulmin con lo sguardo.
Non capisce ribatt.
No, credo di no.
Mi spieg con tono pacato: Per lei io non sono nessuno.
Addirittura!
Loro ti guardano... in quel modo. Ti guardano attraverso.
Tu non conti nulla. Non sei l. Non esisti per loro. Sei
solo il ragazzo dei giornali, o il garzone della pescheria.
Capii che era il passato di Gabriel a parlare. Una piccola
scortesia di qua, una parola brusca di l al figlio dell'idraulico.
Mi tolse le parole di bocca.
Oh, s disse. Ho capito. Coscienza di classe. Odio
queste donne arroganti dell'alta societ. Mi fanno sentire
come se niente di quello che faccio mi far arrivare
l... come se per loro io sar sempre nessuno. E sanno che
questo non cambier mai.
Mi sconvolse. Non mi aspettavo di vedere il barlume di
un risentimento tanto profondo. C'era dell'odio l, vero,
implacabile. Mi chiesi quale ferita bruciava e si alimentava
ancora nell'inconscio di John Gabriel.
Lo so che non contano pi niente, lo so che il loro
tempo  finito continu. Vivono, in tutto il Paese, in
case che cadono a pezzi, con un reddito che si  ridotto
praticamente a nulla. Molte non hanno nemmeno i soldi
per mangiare e vivono delle verdure dell'orto. E non 
raro che si occupino loro stesse delle faccende di casa. Ma
hanno qualcosa a cui non riesco ad arrivare... e a cui non
arriver mai... quel maledetto senso di superiorit. Valgo
almeno quanto loro, anzi, anche di pi, ma quando sono
con loro, mi sembra che non sia cos.
Poi s'interruppe con una risata improvvisa.
Non ci faccia caso.  solo uno sfogo. Guard fuori
dalla finestra. Un castello finto di marzapane, tre vecchi
corvi che gracchiano, e una giovane rigida come un manico
di scopa, che non riesce a dire nemmeno una parola. 
proprio quel tipo di ragazza che sente un pisello sotto tutti
i materassi, immagino.
Sorrisi.
Ho sempre pensato che la principessa sul pisello fosse
una fiaba inverosimile commentai.
Lui si aggrapp a quella parola.
Principessa! Ecco come si comporta... e come la trattano.
Da madamigella saltata fuori da un libro di favole.
Ma non  una principessa,  una normalissima ragazza in
carne e ossa... o almeno deve esserlo per forza, con una
bocca come quella.
In quel momento fecero ritorno Teresa e Carslake, e poi
il capitano e Gabriel si accomiatarono.
Che peccato che sia dovuto andare via disse Teresa.
Mi avrebbe fatto piacere scambiare due parole con lui.
Mi sa che lo vedremo spesso ribattei.
Teresa mi guard.
Sbaglio o c' un po' di interesse? chiese.
Io rimasi in silenzio.
 la prima volta, la prima volta in assoluto che vedo
un pizzico di interesse in te da quando siamo venuti qui
mi disse.
Devo avere pi coscienza politica di quanto pensassi.
Ah, ma non  la politica tagli corto Teresa.  quell'uomo.
Senz'altro ha una personalit dinamica ammisi. Che
peccato sia cos brutto.
Sar anche brutto riflett lei. Per  affascinante.
Rimasi spiazzato.
Teresa protest: Non mi guardare in quel modo. Che
 affascinante, te lo direbbe qualsiasi donna.
Be', la cosa mi sorprende risposi. Non avrei mai
pensato che fosse il tipo di uomo che piace alle donne.
Ti sbagliavi concluse Teresa.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Il giorno dopo Isabella Charteris venne con un biglietto
da parte di Lady Saint Loo indirizzato al capitano Carslake.
Io ero in terrazzo, al sole. Una volta consegnato il biglietto,
la giovane mi raggiunse e si accomod su una panchina
di pietra di fianco a me.
Se fosse stata Lady Tressilian, avrei pensato che si trattasse
di un gesto di cortesia nei confronti del cane zoppo,
ma era lampante che Isabella non nutrisse la minima
apprensione per me. Non avevo mai visto nessuno che se
ne preoccupasse meno. Rimase seduta in silenzio per un
poi e poi disse che il sole le piaceva.
Anche a me risposi. Per lei non  molto abbronzata.
Io non mi abbronzo.
La sua pelle era incantevole alla luce del giorno... era di
un bianco magnolia. Notai il portamento fiero del capo,
il collo dritto, e capii perch Gabriel l'aveva definita una
principessa.
E visto che il pensiero era andato a lui, le dissi: Il maggiore
Gabriel ha cenato da voi ieri sera, non  vero?.
S.
 andata al comizio nella Memorial Hall?
S.
Non l'ho vista.
Ero seduta in seconda fila.
Le  piaciuto?
Ci riflett un attimo prima di rispondere.
No.
Allora perch ci  andata? le chiesi.
Ci pens di nuovo prima di dire:  una delle cose che
facciamo.
Suscit la mia curiosit.
Le piace vivere qui?  felice?
S.
A un tratto pensai a quanto fosse raro ricevere risposte
per monosillabi. Di solito la gente argomenta. Sarebbe stato
pi normale rispondere Mi piace vivere vicino al mare
o  casa mia... Mi piace la campagna... Adoro questo
posto La ragazza invece si accontentava di un s. Eppure
quel s era particolarmente carico. Voleva dire davvero
s. Era un assenso fermo e deciso. Poi pos lo sguardo sul
castello, e sulle sue labbra si disegn un lieve sorriso.
A quel punto capii che cosa mi ricordava. Somigliava alle
cariatidi dell'Acropoli del quinto secolo avanti Cristo: aveva
quel soave sorriso che non sembrava nemmeno umano...
Dunque Isabella Charteris era felice di vivere nel castello di
St Loo con tre anziane. Seduta l al sole, lo sguardo rivolto al
castello, era felice. Potevo quasi sentire la serenit fiduciosa
che la pervadeva. E a un tratto ebbi paura... paura per lei.
Le domandai:  sempre stata felice, Isabella?.
Ma sapevo gi la risposta, anche se lei ci pens su prima
di dire: S.
Anche in collegio?
S.
Non so perch, ma proprio non riuscivo a immaginarmi
Isabella in quell'ambiente. Era cos diversa dal solito
prodotto di un collegio. Eppure, si suppone che ci vadano
persone di ogni sorta.
Uno scoiattolo marrone attravers il terrazzo di corsa.
Poi si ferm a guardarci, mormor qualcosa e guizz via,
arrampicandosi su un albero.
A un tratto ebbi come l'impressione che un universo
caleidoscopico avesse cambiato disegno, stabilizzandosi
su un motivo diverso. Quella che vedevo adesso era l'immagine
di un mondo senziente in cui l'esistenza era tutto,
il pensiero e la speculazione nulla. Qui c'erano mattino
e sera, giorno e notte, da mangiare e da bere, freddo e
caldo... moto, significato, consapevolezza che non sapeva
ancora di essere consapevolezza. Era il mondo dello scoiattolo,
dei prati verdi che si stendevano uniformi, degli
alberi, della vita, del respiro. Ed era a questo mondo che
apparteneva Isabella. E, per quanto potesse sembrare assurdo,
anche io, relitto umano, potevo trovarvi posto...
Per la prima volta dal momento dell'incidente, smisi
di ribellarmi... l'amarezza, la frustrazione, quel morboso
disagio mi abbandonarono. Non ero pi Hugh Norreys,
strappato al suo attivo, significativo cammino di uomo.
Ero Hugh Norreys, lo storpio, e sentivo il sole su di me,
sentivo il mondo vivere e respirare, e il ritmo del mio stesso
respiro, percepivo quel giorno scorrere tra tutti i giorni
dell'eternit, fino all'ora del riposo...
Questa sensazione non dur a lungo. Ma per un istante
avevo conosciuto un mondo a cui appartenevo. E forse era quello in cui Isabella aveva sempre vissuto.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Se ricordo bene, fu un paio di giorni dopo che una bambina
cadde in mare nel porto di Saint Loo. Un gruppetto
di ragazzini stava giocando sul ciglio del molo, e una di
loro, tra le grida e le corse del gioco, inciamp e fece un
volo di sei metri, finendo in mare. C'era stata l'alta marea
e l'acqua era profonda quasi quattro metri.
Il maggiore Gabriel, che per caso si trovava a passeggiare
sul pontile, non indugi nemmeno un istante. Si tuff in
acqua anche lui. Sul molo si riversarono pi di una ventina
di persone. Dall'altro lato, un pescatore si mise a remare
per raggiungerli in barca. Ma prima che arrivasse, anche
un altro uomo, accorgendosi che il maggiore Gabriel non
sapeva nuotare, si era tuffato in soccorso.
L'incidente ebbe lieto fine. Gabriel e la bambina furono
portati in salvo. Quest'ultima aveva perso conoscenza, ma
con la respirazione bocca a bocca riprese subito i sensi.
La madre della piccola, in preda a un attacco isterico, si
fiond al collo di Gabriel, singhiozzando ringraziamenti
e benedizioni. Gabriel smorz i toni, le diede una pacca
sulla spalla e si diresse di fretta alla locanda di Saint Loo, alla
ricerca di vestiti asciutti e di consolazione alcolica.
Nel pomeriggio, Carslake lo port da noi per il t.
Mai visto tanto fegato in vita mia disse a Teresa.
Nemmeno un istante di esitazione. Poteva anche annegare...
anzi, assurdo come non sia annegato.
Ma Gabriel ridimension la cosa con appropriata modestia.
 stata la mossa pi idiota del mondo ribatt. Sarebbe
stato pi opportuno che mi precipitassi a chiedere aiuto o
che prendessi una barca. Ma nelle situazioni di emergenza
non ci si ferma a riflettere.
Teresa replic: Prima o poi una di queste bravate le coster cara.
Us un tono aspro. Gabriel le lanci una rapida occhiata.
Quando la donna usc con le tazze del t e Carslake si
conged adducendo motivi di lavoro, Gabriel mi domand pensieroso:
 acuta, non  vero?
Chi?
La signora Norreys. Sa il fatto suo. Non si fa certo
abbindolare. Aggiunse che avrebbe dovuto stare attento.
E poi mi chiese: Ho dato la giusta impressione?.
Gli domandai che cosa diavolo volesse dire.
Il mio atteggiamento. Era quello giusto, vero? Voglio
dire, smorzare i toni e tutto il resto. Non avr fatto la
figura dello stupido?
Mi rivolse un sorriso d'intesa, e aggiunse:
Non le spiace se glielo chiedo, vero?  difficilissimo per
me capire se ho ottenuto l'effetto che volevo.
Deve proprio calcolare gli effetti? Non pu comportarsi in modo naturale?
Con fare meditabondo mi rispose che in quel modo non avrebbe funzionato.
Non posso certo venire qui e sfregarmi le mani con
soddisfazione dicendo: Che manna dal cielo!.
Ma crede davvero che sia stata una manna dal cielo?
Caro mio, me ne andavo in giro con tutti i sensi all'erta
nella speranza che si presentasse un'occasione del genere.
Sa, cavalli in fuga, edifici in fiamme, un bambino sotto le
ruote di un'auto. I bambini sono il massimo per strappare
qualche lacrimuccia. E visto come la fanno lunga i giornali
sugli incidenti stradali, uno pensa che non tarder a
presentarsi una possibilit del genere. Eppure c' voluto
un bel po'... sar stata sfortuna, o forse i marmocchi di St
Loo sono maledettamente prudenti.
Non avr mica dato uno scellino a quella bambina per
tuffarsi? feci io.
Lui prese sul serio la mia osservazione, e rispose che
era successo tutto in modo naturale.
Comunque, un rischio del genere non lo avrei mai
corso. La bambina avrebbe potuto raccontarlo alla madre,
e allora che fine avrei fatto?
Scoppiai a ridere.
Ma senta un po' dissi poi.  proprio vero che non
sa nuotare?
Riesco a stare a galla il tempo di tre bracciate.
Allora ha corso un bel rischio. Poteva benissimo annegare.
Forse s... ma sa, Norreys, non puoi avere la botte
piena e la moglie ubriaca. Non puoi essere preso per un
eroe se non sei disposto a fare qualcosa di pi o meno
eroico. Comunque, c'era un sacco di gente l intorno.
Nessuno aveva voglia di bagnarsi, certo, ma qualcuno
avrebbe sentito il dovere di fare qualcosa. Almeno per la
bambina, se non volevano farlo per me. E c'erano un po'
di barche. Quello che si  tuffato dopo di me ha sorretto
la piccola e l'uomo in barca  arrivato prima che io finissi
sott'acqua. E comunque la respirazione bocca a bocca fa
rinvenire anche chi  mezzo morto.
Gli si dipinse sul viso quel suo peculiare sorriso accattivante.
 tutto cos sciocco, non crede? prosegu. La gente,
intendo,  cos stupida. Ho ottenuto molta pi ammirazione
per essere andato in soccorso della bambina senza saper
nuotare, di quanta ne avrei ottenuta se l'avessi salvata
davvero. Parecchia gente ora se ne va in giro dicendo
quant' stato audace da parte mia. Se avessero un briciolo
di buonsenso sosterrebbero che  stata la mossa pi stupida
del mondo... come in realt. L'uomo che ha compiuto
davvero l'impresa, quello che  accorso per salvarci tutti
e due, non ricever la met della gloria.  un nuotatore
provetto. Si  rovinato il vestito buono, poveraccio, e il fatto
che ci fossi anche io ad annaspare gli ha solo complicato le
cose. Ma nessuno la vedr cos... a parte, forse, le persone
come sua cognata, ma non ce ne sono molte.
Meglio cos aggiunse. L'ultima cosa che ci vuole alle
elezioni  gente che pensa con la propria testa.
Ma non si  fatto alcuno scrupolo prima di tuffarsi?
Non ha sentito un nodo alla gola?
Non c'era tempo. Ero tutto esaltato per l'occasione che
mi veniva offerta su un piatto d'argento.
Non capisco bene perch ritenga necessaria questa...
questa specie di esibizionismo.
Gabriel cambi completamente espressione. Divenne
arcigno e determinato.
Non si rende conto che ho solo questo dalla mia parte?
Il mio aspetto non mi aiuta. Non sono un grande oratore.
Non ho il pedigree. Non ho amicizie importanti. Non
sono ricco. Sono nato con un solo talento pos la mano
sul mio ginocchio. Il coraggio. Pensa che se non avessi
avuto una medaglia al valore, sarei mai stato scelto come
candidato per i Tory?
Ma, caro mio, la medaglia al valore non le basta?
Lei non  granch come psicologo, Norreys. Quella
stupida trovata di oggi avr molta pi risonanza della
medaglia al valore che ho ottenuto nell'Italia meridionale.
L'Italia  lontanissima. Non mi hanno visto mentre me la
guadagnavo... e purtroppo non posso raccontarglielo. Se
potessi, capirebbero... li condurrei con me in quell'impresa,
e alla fine la medaglia al valore l'avrebbero vinta anche
loro! Ma le convenzioni di questo Paese non lo permettono.
No, devo sembrare modesto e dire con voce sommessa
che non  stato nulla di eccezionale... e che avrebbe potuto
farlo chiunque. Che poi  un'emerita fesseria! Pochissimi
sarebbero stati disposti a fare quello che ho fatto io.
Una mezza dozzina in tutto il reggimento, non di pi. Ci
vogliono acume, nervi saldi e sangue freddo per non farsi
prendere dal panico, e in pi deve piacerti.
Rimase in silenzio per un istante, poi spieg: Sono
entrato nell'esercito proprio con l'obiettivo di ottenere la
medaglia al valore.
Addirittura!
Gabriel gir la sua brutta faccetta determinata verso di
me, gli occhi che brillavano.
Ha ragione: non si pu essere certi di ottenerla. Bisogna
anche avere fortuna. Ma volevo provarci. Sapevo che era la
mia grande occasione. Il coraggio  l'ultima cosa di cui si
ha bisogno nella vita di tutti i giorni: non  richiesto quasi
mai,  difficile che porti risultati. Ma in guerra  diverso:
 in guerra che il coraggio trova la piena realizzazione.
Non che sia nulla di speciale:  solo questione di nervi,
di ghiandole, o qualcosa del genere. Si riduce a non aver
paura della morte. Immaginer che enorme vantaggio
possa comportare per un uomo in guerra.
Certo, non potevo essere sicuro che si sarebbe mai presentata
l'occasione... Si pu anche dar prova di coraggio per
tutta la durata della guerra, e uscirne senza nemmeno uno
straccio di medaglia. O si pu essere avventati nel momento
sbagliato e saltare in mille pezzi senza ricevere un grazie.
Molte medaglie al valore sono postume mormorai io.
Lo so. Strano che la mia non lo sia. Quando ripenso
alle pallottole che sfrecciavano sulla mia testa, mi riesce
difficile credere di essere qui adesso. Quattro mi hanno
colpito, e nessuna in punti delicati. Assurdo, vero? Non
dimenticher mai il dolore quando arrancavo con la gamba
rotta. Quello, e il sangue che sgorgava dalla spalla... e poi
il vecchio Spider James da trascinare... non smetteva un
attimo di bestemmiare... e quanto pesava...
Gabriel medit per un minuto, e poi aggiunse con un
sospiro: I bei tempi andati e and a servirsi qualcosa da bere.
Le sono debitore gli dissi. Per aver smontato la credenza
popolare secondo cui tutti gli uomini coraggiosi
sono modesti.
Accidenti,  proprio un peccato si lament Gabriel. Se
sei un magnate e fai un grande affare, te ne puoi vantare
in giro e finire sulla bocca di tutti. E puoi ammettere di
aver dipinto un bel quadro. Come nel golf, se mandi in
buca con un bogey, in un attimo la bella notizia si sparge.
Ma se sei un eroe di guerra... Scosse la testa. Devi avere
qualcuno che suona la tromba per te. Carslake  negato
per queste cose. I Tory gli hanno trasmesso la malattia
della sobriet. Si limitano ad attaccare l'avversario invece
di portare alto il proprio nome. Riflett un attimo. Ho
chiesto al brigadiere generale del mio battaglione di venire
qui a tenere un discorso la prossima settimana. Potrebbe
mettere la cosa sui toni giusti, facendo capire che persona
eccezionale sono... ma certo, non posso chiederglielo
direttamente. Che situazioni odiose!
Allora tra questo e il piccolo incidente di oggi  a
posto lo provocai.
Non sottovaluti l'incidente di oggi ribad Gabriel.
Vedr. Far parlare tutti della mia medaglia al valore.
Sia benedetta quella bambina. Domani vado a portarle
una bambola o qualcosa del genere. Anche questo mi far
buona pubblicit.
Mi dica solo una cosa lo interruppi. Tanto per curiosit.
Se non ci fosse stato nessuno l a vedere quello che succedeva...
nessuno nessuno... si sarebbe tuffato lo stesso?
A che pr, se non ci fossero stati spettatori? Saremmo
annegati tutti e due e non lo avrebbe saputo nessuno finch
la marea non ci avesse portato a riva.
Quindi sarebbe tornato a casa lasciandola annegare?
No, certo che no. Per chi mi ha preso? Sono un essere
umano. Mi sarei fiondato a prendere una barca e avrei remato
come una furia fino alla piccola. Con un po' di fortuna
sarei riuscito a ripescarla e lei avrebbe ripreso i sensi.
Avrei fatto quello che pensavo desse pi possibilit a lei.
Mi piacciono i bambini. Poi aggiunse: Crede che la
camera del commercio mi dar punti extra sulla tessera annonaria
per il vestito che ho rovinato? Non potr indossarlo
pi, mi si  ristretto. Al ministero sono cos tirchi.
E con questo commento prosaico, se ne and.
Riflettei a lungo su John Gabriel. Non riuscivo a capire
se mi stava simpatico. Il suo lampante opportunismo mi
disgustava, la sua schiettezza mi affascinava. Ricevetti
presto conferma dell'accuratezza delle sue speculazioni
sull'opinione pubblica.
Lady Tressilian fu la prima a rendermi partecipe del suo
punto di vista. Venne a portarmi dei libri.
Sa mi disse ansimante. Ho sempre pensato che ci
fosse del buono nel maggiore Gabriel. E questa ne  la
dimostrazione, non crede?
In che senso? replicai io.
Senza badare a quello che poteva costargli,  saltato in
acqua anche se non sapeva nuotare.
Non che fosse una buona mossa... Cio, non sarebbe
mai riuscito a salvare la bambina se non fosse intervenuto
qualcun altro.
No, ma non si  fermato a pensarci. Quello che ammiro
 lo slancio, l'audacia, l'assenza di calcolo.
Avrei potuto dirle che di calcolo ce nera eccome.
La donna prosegu, il faccione rotondo che arrossiva
quasi fosse una ragazzina:
Ho grande ammirazione per gli uomini davvero coraggiosi...
Un punto per John Gabriel, pensai.
La signora Carslake, una donna felina e ruffiana che non
mi piaceva per niente, fu a dir poco patetica.
Il gesto pi impavido che abbia mai sentito. Sa, mi
avevano detto che il maggiore Gabriel in guerra aveva
dimostrato un ardimento a dir poco incredibile. Non sapeva
che cosa fosse la paura. E i suoi uomini lo adoravano.
Quanto a manifestazioni di eroismo ha un curriculum
grandioso. Il suo comandante sar qui gioved. Gli far
il terzo grado senza ritegno. Certo, il maggiore Gabriel
si risentirebbe se conoscesse le mie intenzioni...  cos
modesto, non crede?
 questa l'impressione che d, senza ombra di dubbio
risposi io.
La donna non colse l'ambiguit delle mie parole.
Ma io credo che questi ragazzi fantastici che abbiamo
non dovrebbero nascondere la fiaccola sotto il moggio. Le
splendide azioni che hanno compiuto dovrebbero essere
note a tutti. Gli uomini sono cos laconici. Credo che spetti
alle donne diffondere le loro gesta. L'attuale deputato,
Wilbraham, non ha mai messo piede fuori dall'ufficio per
tutta la durata della guerra.
Be', probabilmente John Gabriel avrebbe detto che aveva
le idee giuste, ma a me la signora Carslake non andava a
genio. Si abbandonava a grandi effusioni, ma i suoi occhietti
neri non smettevano di splendere avari e calcolatori.
 proprio un peccato che il signor Norreys sia comunista
comment.
Ogni famiglia ha la sua pecora nera fu la mia replica.
Hanno delle idee terribili... attaccare la propriet.
Attaccano altre cose le spiegai io. La resistenza francese
 per lo pi comunista.
Questo fu troppo per la signora Carslake, che si ritir.
Anche la signora Bigham Charteris, che venne a farci
visita per via di alcune circolari, si era fatta la sua idea
sull'incidente al porto.
Deve scorrere del sangue blu, da qualche parte, nelle
sue vene afferm.
Crede davvero?
Ne sono certa.
Suo padre faceva l'idraulico la informai.
La signora Charteris non batt ciglio.
Immaginavo. Ma da qualche parte deve avere del sangue
blu... magari tra i suoi antenati.
Prosegu.
Dobbiamo invitarlo al castello pi spesso. Ne parler
con Adelaide. Lei a volte ha dei modi indisponenti che
mettono la gente a disagio. Credo che al castello il maggiore
Gabriel non abbia mai dato il meglio di s. Personalmente, con lui vado molto d'accordo.
Sembra avere un discreto successo in paese.
S, sta facendo un buon lavoro.  stata un'ottima scelta.
Il partito ha bisogno di linfa nuova... oh s.
Rimase in silenzio per un istante e poi azzard: Potrebbe essere un altro Disraeli.
Lei pensa che andr lontano.
Credo che potrebbe arrivare in vetta. Le energie non gli mancano.
Il commento di Lady Saint Loo mi fu riferito da Teresa, che era stata al castello.
Mmm aveva detto. Lo avr fatto con un occhio al pubblico, ovviamente...
Capii perch Gabriel diceva che Lady Saint Loo fosse una vecchia sgualdrina.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Continu a fare bel tempo. Io trascorrevo le mie giornate
al sole in terrazzo, dove file di roseti si stendevano
fino a un albero di tasso. Da l potevo contemplare
il mare e le merlature del castello di Saint Loo, e riuscivo
anche a scorgere Isabella che passeggiava tra i campi, dal castello a Polnorth House.
Aveva preso l'abitudine di venire a trovarmi quasi tutti
i giorni. A volte con i cani, altre da sola. Quando arrivava
faceva un sorriso, mi dava il buongiorno e si accomodava
sull'ampio sedile di pietra, di fianco alla mia sedia a rotelle.
Era un'amicizia particolare, ma di amicizia si trattava.
Non era la gentilezza nei confronti di un invalido, n la
piet o la compassione a condurre Isabella da me. Era
qualcosa che, dal mio punto di vista, valeva molto di pi.
C'era simpatia. Isabella veniva a seder misi accanto perch
aveva una predilezione per me. E lo faceva con la stessa
naturalezza e spontaneit di un animale.
Quando parlavamo, era per lo pi di ci che vedevamo:
la forma delle nuvole, la luce del sole sul mare, la rotta di un uccello...
Fu proprio un uccello a mostrarmi un altro aspetto
dell'indole di Isabella. Era morto. Si era scaraventato sulla
vetrata del salotto e giaceva l sotto la finestra del terrazzo,
con le zampette pietosamente irrigidite, ritte nell'aria, gli occhietti chiusi.
Isabella lo vide per prima e mi fecero sobbalzare lo
sconvolgimento e l'orrore nella sua voce.
Guardi mi disse.  un uccello... morto.
Fu quella nota di panico a farmi voltare verso di lei, in
cerca dei suoi occhi. Sembrava un cavallo terrorizzato, le labbra ritratte e tremanti.
Lo prenda le dissi.
Lei scosse la testa con foga.
Non posso toccarlo.
Le fa impressione toccare gli uccelli? Sapevo che era
una cosa che alcuni non riuscivano a sopportare.
Non posso toccare niente di morto.
La guardai spiazzato.
Mi spieg: Ho paura della morte... una paura terribile.
Non sopporto niente che sia morto. Forse perch mi ricorda
che anche io... che anche io un giorno morir.
Un giorno tutti moriremo replicai io.
(Il mio pensiero and al morto che giaceva proprio l, a portata di mano.)
E non le importa? Non le sembra terribile? Pensare che
ti aspetta avvicinandosi sempre di pi. Finch un giorno
arriver. Con un'enfasi che in genere non dimostrava,
batt le belle mani affusolate contro il petto. La fine della vita.
Che ragazza strana che , Isabella feci io. Non pensavo che avesse di questi sentimenti.
Lei replic con amarezza:  una fortuna che io sia
una donna, e non un uomo, non crede? Durante la guerra
avrei dovuto fare il soldato... e avrei coperto i nostri di
vergogna, fuggendo, come minimo. Poi torn a parlare
in modo un po' pi pacato, quasi fosse immersa in qualche
riflessione. S,  terribile essere codardi...
Mi concedetti una risatina esitante.
Non credo che sarebbe stata una codarda, quando l'occasione
l'avesse richiesto. Per molte persone... come dire...
 pi che altro la paura di aver paura.
Lei ha avuto paura?
Buon Dio, s!
Ma quando  successo... si sentiva bene?
Tornai con la mente a un momento in particolare. L'ansia
dell'attesa nell'oscurit... l'attesa dell'ordine di marciare...
quella sensazione nauseabonda di una voragine allo stomaco...
Fui sincero.
No, non direi che stessi bene. Ma mi sono accorto
che in fin dei conti potevo accettarlo. Vale a dire, accettarlo
come chiunque altro. Dopo un po' ti convinci che
non sarai tu il bersaglio: magari sar il compagno accanto a te, ma non tu.
Secondo lei anche il maggiore Gabriel si  sentito cos?
Resi omaggio a Gabriel.
Sono pi incline a ritenere che Gabriel sia una di quelle
rare persone che hanno la fortuna di non sapere cosa sia la paura.
S, lo penso anch'io disse lei.
C'era una strana espressione sul suo volto.
Le domandai se avesse sempre avuto paura della morte. Se
c'era stato un trauma che le aveva causato particolare terrore.
Lei scosse la testa.
Non credo. Certo, mio padre  morto prima che nascessi.
Non so se questo...
S feci io. Credo sia molto probabile. Mi sembra una giusta spiegazione.
Isabella aveva un'espressione accigliata. Era tornata con la mente al passato.
Il mio canarino  morto quando avevo cinque anni. La
notte prima stava bene, e al mattino era steso nella gabbia,
zampe all'aria... come quell'uccello adesso. L'ho preso in
mano rabbrivid. Era freddo... Si sforzava di trovare le
parole. Non... non era pi reale... era solo una cosa... non
vedeva... non sentiva... non provava niente... non... non era l!
E a un tratto, in modo quasi patetico, mi chiese:
Non crede che sia terribile dover morire?
Non so cosa sarebbe stato giusto dire. Al posto di una
risposta ponderata, mi lasciai sfuggire la verit. La mia personale verit:
A volte  l'unica cosa che si desidera.
Mi guard con occhi vacui e confusi.
In che senso?
Non capisce? sbottai io. Usi gli occhi, Isabella. Come
pensa che sia la vita di uno che viene lavato, vestito e preso
gi dal letto come un neonato, trascinato di qua e di l,
un sacco di carbone... una carcassa inanimata e inutile,
un rottame, che se ne sta qui al sole senza niente da fare
e niente da aspettarsi, e niente in cui sperare... Se fossi
una sedia o un tavolo rotto, mi avrebbero gettato nella
spazzatura... ma siccome sono un uomo, mi mettono dei
bei vestiti, coprono con una coperta il peggiore dei relitti
e mi portano qui fuori al sole!
La ragazza mi lanci un'occhiata perplessa, interrogativa.
Per la prima volta, o almeno cos mi sembr, non guardava
oltre, ma guardava proprio me. Si concentr sulla mia
persona. Eppure, non vide n cap nulla... nulla al di l dei meri fatti fisici.
Protest: Ma comunque lei  al sole...  vivo. Con ogni probabilit sarebbe potuto morire....
S, con ogni probabilit. Proprio non capisce che  quello che vorrei?
No, non capiva. Per lei stavo parlando arabo. Mi disse, timorosa:
Prova continuamente dolore?  per questo?
Mi fa male di tanto in tanto, ma no, Isabella, non 
questo. Non riesce a capire che non ho niente per cui vivere?
So di essere stupida... ma dev'esserci per forza qualcosa
per cui vivere? Cio, perch? Non si pu vivere e basta?
Trattenni il fiato davanti a tanta semplicit.
E poi, quando mi girai, o meglio, quando cercai di girare
la sedia a rotelle, con un gesto maldestro feci cadere
la boccetta etichettata Aspirina poggiata sull'erba, e
dal coperchio aperto le piccole pastiglie si riversarono disperdendosi sul prato.
Quasi gridai. Sentii la mia voce strillare, isterica e innaturale:
Non si devono perdere... le prenda, le trovi... non le faccia sparpagliare!
Isabella si pieg a raccogliere le pillole con agilit. Voltando
la testa, vidi Teresa che arrivava dalla portafinestra.
Fu quasi con voce rotta che ansimai:
Sta venendo Teresa...
E allora, con mio grande stupore, Isabella fece una cosa
di cui non l'avrei mai immaginata capace.
Con una sola mossa, rapida e agile, si allent il foulard
colorato che portava attorno al collo, abbinato all'abitino
estivo, e lo fece cadere a coprire le pillole sparse sul prato...
Nel frattempo disse con tono tranquillo e casuale:
... sa, sar tutto diverso quando Rupert torner a casa.
Si sarebbe potuto giurare che fossimo nel bel mezzo di una conversazione.
Teresa si avvicin e domand:
Che ne dite di bere qualcosa?
Io chiesi un drink piuttosto elaborato. Teresa, facendo
per andarsene, si pieg come a raccogliere il foulard. Isabella
le disse, con quel suo tono calmo:
Lo lasci pure l, signora Norreys: i colori fanno un
bell'effetto sul prato.
Teresa sorrise e torn dentro.
Io guardai Isabella con gli occhi sgranati.
Mia cara ragazza, perch l'ha fatto? domandai.
Mi osserv timidamente.
Ho pensato che non voleva che le vedesse... rispose lei.
E aveva ragione ribattei cupo.
Nei primi giorni della mia convalescenza, avevo orchestrato
un piano. Avevo sin troppo chiara la mia condizione
di impotenza, di totale dipendenza dagli altri. Volevo
una via d'uscita a portata di mano.
Finch mi iniettavano la morfina, non potevo fare niente,
ma poi arriv il momento in cui venne sostituita da gocce
per dormire e altre pillole. Quella era la mia possibilit.
All'inizio imprecai perch mi veniva dato cloralio a gocce.
Ma poi, quando fui con Rupert e Teresa, e i controlli
medici divennero meno frequenti, il dottore mi prescrisse
dei barbiturici... Seconal, credo, o forse Amytal. A ogni
modo, l'accordo prevedeva che provassi a farne a meno
ma mi si lasciava un paio di pillole nel caso in cui non
riuscissi a dormire. A poco a poco, accumulai una scorta.
Continuai a lamentarmi dell'insonnia, e me ne furono
prescritte altre. Sopportai lunghe notti di dolori, a occhi
sbarrati, confortato dall'idea che i cancelli della mia dipartita
andassero aprendosi sempre pi. Ormai ne avevo
a sufficienza, se non di pi, per raggiungere il mio scopo.
E una volta completata la mia raccolta, ecco che
quell'impellente necessit si affievol. Volevo aspettare ancora un
po! Ma non avevo alcuna intenzione di farlo per sempre.
Per qualche straziante minuto, avevo visto il mio piano
a repentaglio, rimandato, forse addirittura saltato per
sempre. Da quel disastro mi aveva salvato la prontezza di
Isabella. Ora stava raccogliendo le pillole, sistemandole
di nuovo nella boccetta, che poi mi restitu. Io la rimisi al
suo posto e tirai un profondo respiro.
Grazie, Isabella le dissi con calore.
Lei non mostr la minima curiosit o preoccupazione.
Aveva avuto la scaltrezza di cogliere al volo la mia agitazione
e di venire in mio soccorso. Mentalmente mi scusai
per quella volta in cui mi ero chiesto se fosse stupida.
Non lo era per niente.
Ma che cosa pensava? Doveva aver capito che quelle
pastiglie non erano aspirina.
La guardai. Non trovai nessun indizio sui suoi pensieri.
Era una persona difficile da decifrare...
E poi mi si risvegli un'improvvisa curiosit.
Aveva fatto un nome...
Chi  Rupert? le domandai.
Mio cugino.
Cio Lord Saint Loo?
S. Pu darsi che torni.  in Birmania pi o meno dall'inizio della guerra. Rimase in silenzio per un attimo, e poi riprese: Magari verr a vivere qui... Sa, il castello  suo. Noi lo abbiamo solo in affitto.
Ma come mai... come mai l'hai nominato cos, di punto in bianco?
Volevo solo dire subito qualcosa per dare l'idea che
stessimo chiacchierando. Poi riflett per un istante.
Immagino... di aver nominato proprio Rupert... perch non faccio che pensare a lui...
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Fino a quel momento Lord Saint Loo era stato solo un
nome, un concetto astratto... l'assente proprietario
del castello. Ora era una figura a tutto tondo, un essere in
carne e ossa. Cominciai a fantasticare su di lui.
Un pomeriggio venne Lady Tressilian a portarmi quello che defin un libro che pensava potesse interessarmi.
Capii a prima vista che non era cos. Era uno di quei brillanti
saggi motivazionali in cui si vuole farti credere che
puoi rendere il mondo migliore solo a star disteso pensando
a cose belle. Lady Tressilian, con quel frustrato istinto
materno che era pi forte di lei, non veniva mai a mani
vuote. La sua fissa preferita era che diventassi uno scrittore.
Mi aveva portato la letteratura completa di almeno
tre corsi per corrispondenza tipo Come guadagnarsi da
vivere scrivendo, in ventiquattro lezioni. Era una di quelle
donne disponibili e gentili che non riescono, nemmeno
nella pi remota delle ipotesi, a lasciare chi soffre alla propria sofferenza.
Non riuscivo a detestarla, ma quantomeno potevo provare,
come facevo, a sottrarmi alle sue attenzioni. A volte
Teresa mi aiutava, ma non sempre. Capitava che mi
guardasse, sorridesse, e mi abbandonasse al mio destino.
Quando, pi tardi, inveivo contro di lei, rispondeva che
un anti irritante a piccole dosi non poteva farmi che bene.
Quel pomeriggio, in particolare, Teresa era in giro a
fare propaganda politica, quindi non avevo possibilit di farla franca.
Quando Lady Tressilian mi chiese, sospirando, come
stavo, e si compliment per la mia bella cera, e io la ringraziai
per il libro dicendo che sembrava molto interessante,
la conversazione ricadde sulle vicende locali. E al
momento, tutto ci che c'era di locale di cui parlare, era
la politica. Mi raccont com'erano andati i comizi e quanto
era stato bravo Gabriel a tenere a bada alcuni disturbatori.
Prosegu chiarendo di cosa aveva davvero bisogno il
paese e quale tragedia sarebbe stata la nazionalizzazione,
per poi passare a definire privo di scrupoli l'altro schieramento
e a spiegarmi come la pensavano gli agricoltori
a proposito del nuovo Ente sulla produzione del latte. La
conversazione fu praticamente identica a quella che avevamo sostenuto tre giorni prima.
Fu allora, dopo un breve silenzio, che Lady Tressilian
disse in un sospiro quanto sarebbe stato bello se Rupert fosse tornato.
C' qualche possibilit? le domandai io.
S,  stato ferito... sa, in Birmania.  cos spiacevole
che i giornali non parlino quasi mai della quattordicesima
armata. Rupert  in ospedale da un po' e la sua partenza 
prevista gi da tempo. Ci sono un sacco di cose da sistemare
qui. Noi abbiamo fatto tutte del nostro meglio, ma le cose non fanno che cambiare.
Immaginai che tra le tasse e altre difficolt, Lord Saint Loo
sarebbe presto stato costretto a vendere parte dei suoi possedimenti.
L'area sul mare  edificabile, per sarebbe insopportabile
che vi sorgessero altre di quelle casette orribili.
In effetti, il boom edilizio della East Cliff non era stato
un capolavoro di sensibilit artistica.
Lady Tressilian prosegu: Mio cognato, il settimo Lord
St Loo, ha ceduto quei terreni alla citt. Voleva che venissero
messi a disposizione della comunit, ma non aveva
pensato a inserire clausole specifiche, cos il comune ha
venduto tutto, appezzamento dopo appezzamento.  stato
davvero disonesto, perch non era questo il volere di mio cognato.
Le domandai se Lord Saint Loo stesse pensando di venire a vivere l.
Non lo so, non ha detto niente di preciso. Sospir.
Spero di s... lo spero tanto.
Poi aggiunse: Non lo vediamo da quando aveva sedici
anni... allora veniva qui per le vacanze, ai tempi di Eton. Sua
madre era neozelandese - una giovane molto affascinante -
e quando  rimasta vedova  tornata in patria portando il
bambino con s. Non la si pu biasimare, eppure rimpiango
sempre che il ragazzo non sia cresciuto in quella che doveva
essere la sua dimora sin dall'inizio. Ho l'impressione che
quando verr qui sar tagliato fuori dalla societ. Ma 
anche vero che il mondo sta cambiando....
Il suo bel faccione era tutto corrucciato.
Noi abbiamo fatto del nostro meglio. Le tasse di successione
sono state onerose. Il padre di Isabella  morto
nell'ultima guerra. Dovevamo dare via la propriet di St
Loo. Ma unendo le forze, io, Addie e Maud siamo riuscite
a prenderlo in affitto... molto meglio che cederlo a degli
estranei.  sempre stata la casa di Isabella.
Il suo viso si distese mentre si piegava verso di me come a rivelarmi un segreto.
Sar anche una vecchia sentimentale, ma ho sempre
sperato che Isabella e Rupert... sarebbe, ecco, la soluzione ideale...
Io non dissi nulla, e lei prosegu:
Un cos bel ragazzo... affascinante e affettuoso con
noi... e sembrava avere una particolare predilezione per
Isabella. Ai tempi lei aveva solo undici anni, e lo seguiva
dappertutto. Gli era molto affezionata. Io e Addie li guardavamo
e ci dicevamo: Se solo... Maud, certo, blaterava
sempre che erano cugini di primo grado e che quindi
non si poteva. Lei si preoccupa della consanguineit. Ma
un sacco di cugini di primo grado si sposano senza problemi.
Non siamo mica una famiglia cattolica, non ci serve l'autorizzazione del papa.
Rimase di nuovo in silenzio. Questa volta il suo viso
aveva quell'aria assorta e prettamente femminile che le
donne assumono quando sono intente a combinare matrimoni.
Rupert non si  mai dimenticato del compleanno di
Isabella: ogni anno le fa recapitare un gioiello da Asprey.
Non crede anche lei che sia commovente? Isabella  una
ragazza cos cara... e ama tantissimo Saint Loo. La donna
guard fuori, verso le merlature del castello. Se potessero
sistemarsi l insieme... Vidi i suoi occhi colmarsi di lacrime...
(Questo posto somiglia ora pi che mai a una fiaba
dissi a Teresa quella sera. Un principe azzurro potrebbe
arrivare da un momento all'altro per sposare la principessa.
Dove viviamo? In una storia dei fratelli Grimm?)
Mi parli di suo cugino Rupert chiesi il giorno dopo a
Isabella, che se ne stava sulla panchina di pietra.
Non penso ci sia niente da dire.
Per ha detto che non fa che pensare a lui.  vero?
La giovane riflett per un istante.
No, non  che penso a lui. Voglio dire... Lui  l nella
mia mente. Credo... che un giorno ci sposeremo.
Si volt verso di me, come se il mio silenzio la turbasse.
Le sembra una cosa assurda? Non vedo Rupert da
quando avevo undici anni e lui sedici. Mi aveva detto che
sarebbe tornato e che ci saremmo sposati, un giorno. Io
ci ho sempre creduto... E ci credo ancora.
E Lord e Lady Saint Loo si sposarono e vissero per sempre
felici e contenti nel castello sul mare di Saint Loo feci io.
Pensa che non succeder? mi chiese Isabella.
Mi guard come se il mio parere fosse determinante.
Io presi un bel respiro.
Sono propenso a credere che succeder. Sembra proprio una fiaba.
Fummo bruscamente richiamati alla realt dalla signora
Bigham Charteris che fece un'improvvisa apparizione in terrazzo.
Arriv agitando un sacchetto stracolmo di roba, con la
repentina richiesta di portarlo al capitano Carslake.
Credo sia nel suo ufficio cominciai io, al che lei m'interruppe:
Lo so... ma non ho intenzione di andarci. Non sono
dell'umore giusto per sopportare quella donna.
Personalmente, io non ero mai dell'umore giusto per
sopportare la signora Carslake, ma capii che doveva esserci
qualcosa di pi dietro le maniere brusche e irruenti di Bigham Charteris.
Se ne accorse anche Isabella, che le domand:
C' qualcosa che non va, zia Maud?
La signora Bigham Charteris, l'espressione imperturbabile,
spieg nervosamente:
Lucinda  stata investita.
Lucinda era il suo adoratissimo spaniel marrone.
Continu, in tono ancora pi concitato, fissandomi
con uno sguardo glaciale per impedirmi di esprimerle compassione:
Sul molo... quei turisti del diavolo... guidavano troppo
veloce... non si sono nemmeno fermati... Dai, Isabella, andiamo a casa.
Io non offrii n t n compassione.
Isabella domand: Dov' Lucy?.
Dal veterinario Burt. Mi ha aiutato il maggiore Gabriel.
 stato molto gentile, s, gentilissimo.
Gabriel era entrato in scena quando Lucinda giaceva
mugolante in strada e la signora Bigham Charteris se ne
stava inginocchiata su di lei. Anche lui si era chinato sulla
bestiola e le aveva tastato il corpo con dita esperte e attente.
Aveva detto:
Le zampe posteriori sembrano inerti... Dev'esserci
una lesione interna. Dobbiamo portarla dal veterinario.
Io mi sono sempre rivolta a Johnson, a Polwithen... 
straordinario con i cani. Ma  troppo lontano.
Lui aveva annuito. Chi  il migliore a Saint Loo?
James Burt.  bravo, ma  un tipo brusco. Non mi fido
di lui per i cani... non sarebbe la mia prima scelta. Sa, 
uno che alza il gomito. Ma  vicino. Meglio portare Lucy
da lui. Attenzione... potrebbe mordere.
Gabriel aveva risposto con fare sicuro:
Non mi morder. Le parlava con un tono tranquillizzante.
Va tutto bene, vecchia mia, va tutto bene. Fece scivolare
con delicatezza le mani sotto la creatura. Una folla
di bambini, pescatori e ragazze con le borse della spesa si
misero a dispensare consigli tra esclamazioni di solidariet.
La signora Bigham Charteris ripeteva: Povera, povera Lucy.
E poi si rivolse a Gabriel:  davvero gentile da parte
sua. La casa di James Burt  proprio dietro Western Place.
Era una pudica abitazione vittoriana, con il tetto in
ardesia e una consumata targa in ottone sul cancello.
Ad aprire la porta fu una donna avvenente sui ventotto
anni che si scopr essere la signora Burt.
La giovane riconobbe subito la signora Charteris.
Oh, signora Bigham Charteris, mi dispiace tantissimo.
Mio marito non  in casa. E nemmeno il suo assistente.
Quando torna?
Da un momento all'altro, credo. Certo, il suo orario
di visita  dalle nove alle dieci e dalle due alle tre... ma
sono sicura che far il possibile. Che cos' successo alla
cagnolina?  stata investita?
S,  finita proprio adesso sotto un'auto.
Che crudelt... fece Milly Burt. Corrono troppo. La portiamo in ambulatorio?
La donna parlava con una voce dolce e un po' affettata.
La signora Bigham se ne stava accanto alla cagnolina, accarezzandola.
Il suo viso segnato dall'et era contratto per
il dolore. Non riusciva a prestare attenzione a Milly Burt,
che continuava a dire cose gentili, inadeguate, nell'imbarazzo pi totale.
Poi annunci che avrebbe chiamato la fattoria per vedere
se il signor Burt era l. Il telefono era all'ingresso. Gabriel
la accompagn, lasciando la signora Bigham da sola con la
sua cagnolina e la sua agonia. Aveva intuito, quell'uomo.
La signora Burt compose il numero, e riconobbe la voce all'altro capo del telefono.
S, signora Whidden... sono la signora Burt. Il signor
Burt  l?... be', s, se non le viene scomodo... s... Ci fu un
momento di silenzio, e poi Gabriel, che la osservava, la
vide arrossire e irrigidirsi. La sua voce cambi, assunse un tono di scusa, timido.
Mi dispiace, Jim. No, certo... Gabriel sentiva la voce
del signor Burt dalla cornetta, anche se non capiva cosa
dicesse... era proprio una brutta voce tirannica. Il tono di Milly si fece ancora pi contrito.
Si tratta della signora Bigham Charteris... dal castello...
la sua cagnolina...  stata investita. S,  qui adesso.
La donna arross di nuovo e riagganci, ma non prima
che Gabriel sentisse la voce di lui dire con rabbia:
Perch non l'hai detto subito, scema che non sei altro?
Ci fu un momento di imbarazzo. Gabriel era dispiaciuto per la signora Burt... una creatura cos bella e garbata, terrorizzata dal marito. Le disse, con quei suoi modi schietti e affabili:  cos generoso da parte sua scomodarsi e dimostrarsi tanto comprensiva, signora Burt. E le sorrise.
Oh, si figuri, maggiore Gabriel. Lei  il maggiore Gabriel, vero? La donna era elettrizzata per l'apparizione dell'uomo in casa. Sono venuta al comizio al circolo, l'altra sera.
Molto gentile, signora Burt.
E spero che vinca... anzi, ne sono sicura. Sono tutti stufi di Wilbraham, eh gi. Saint Loo non  la sua vera casa. Sa, non  della Cornovaglia.
Nemmeno io, se  per questo.
Oh, lei...
Lo guard con gli stessi occhi marroni di Lucinda, in
adorazione. Anche i capelli erano marroni, di un bel castano.
Schiuse le labbra mentre ammirava John Gabriel,
posizionandolo su uno sfondo imprecisato - una figura
in uno scenario di guerra. Il deserto, il caldo, le pallottole,
il sangue, le corse scomposte nella natura selvaggia...
Una scena da film come quello che aveva visto la settimana precedente.
Ed era cos spontaneo... cos gentile... cos normale!
Gabriel si adoper per chiacchierare con lei. In particolare,
non voleva che la donna tornasse nell'ambulatorio
ad affliggere ulteriormente quella povera vecchia
zuccona che voleva soltanto rimanere da sola con la sua
cagnolina. E, soprattutto, era certo che la cagnolina sarebbe
stata d'accordo. Che peccato, era un amore e non
aveva pi di tre o quattro anni. Quella davanti a lui era
una brava donna, ma si sarebbe messa a dimostrare all'altra
la sua solidariet riempiendola di chiacchiere. Avrebbe
continuato all'infinito, lamentandosi delle macchine
e del numero di cani investiti ogni anno, complimentandosi
per Lucinda, e non  che alla signora Charteris andava una tazza di t?
Allora John Gabriel si mise a discorrere con Milly Burt,
e la fece ridere, e lei mostr i bei denti e la dolce fossetta
che le si formava all'angolo della bocca. La donna era briosa
e vivace quando, a un tratto, si spalanc la porta e si fece
avanti un uomo corpulento, con i calzoni alla cavallerizza.
Gabriel fu sorpreso dal modo in cui la moglie di Burt trasal e indietreggi.
Ah, Jim... eccoti esclam irrequieta. Lui  il maggiore Gabriel.
James Burt annu seccamente, e la moglie prosegu: La signora Charteris  in ambulatorio con il cane...
Burt la interruppe: Perch non ci portavi solo il cane e lei non la facevi rimanere qui? Non hai mai avuto il minimo buonsenso.
Glielo posso chiedere...
Ci penso io.
La urt per farsi strada e scese le scale che conducevano all'ambulatorio.
Milly Burt soffoc le lacrime impetuose. Domand al maggiore Gabriel se gradiva una tazza di t.
Visto che lui era molto dispiaciuto per la signora Burt e che reputava il marito un villano, accett.
E questo fu l'inizio.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Fu il giorno successivo - o forse quello ancora dopo -
che Teresa port la signora Burt in soggiorno da me.
Le disse: Lui  mio cognato, Hugh. Hugh, ti presento
la signora Burt, che si  gentilmente offerta di aiutarci.
Quel ci non si riferiva a noi personalmente, ma al partito conservatore.
Guardai Teresa, che non batt ciglio. La signora Burt
stava gi posando su di me quei suoi premurosi occhi castani
colmi di solidariet femminile. Se mai mi era capitato
di indulgere nel lusso di commiserarmi, momenti come
quello erano dei salutari correttivi. Contro la zelante compassione
nello sguardo della signora Burt non avevo alcuna
difesa. Teresa abbandon la camera ignobilmente.
La signora Burt si sedette accanto a me e si predispose
a essere di compagnia. Quando mi ripresi dal senso di
disagio e nera miseria, fui costretto ad ammettere che era simpatica.
Sono convinta stava dicendo che dobbiamo fare tutti
il possibile per le elezioni. Io temo di non poter contribuire
pi di tanto. Non sono brillante e non potrei mai andare
a parlare con le persone. Ma come ho detto alla signora
Norreys, se c' del lavoro d'ufficio da svolgere, o volantini
da distribuire, potrei occuparmene. Il maggiore Gabriel
al circolo ha parlato in modo magnifico del ruolo che
possono svolgere le donne. Mi sono sentita una sfaticata.
 un oratore meraviglioso, non crede? Oh, dimenticavo... immagino che lei...
La sua ansia fu toccante, mi guardava costernata. Andai subito in suo soccorso.
Ho sentito il suo discorso d'apertura alla Memorial
Hall. Di certo riesce a trasmettere l'impressione che vuole.
La donna non sospett alcuna ironia e disse con slancio:
Secondo me  fantastico.
 esattamente quello che... ehm... vogliamo che pensino tutti.
Eccome disse Milly Burt. Cio, far davvero la differenza
avere un uomo come lui a Saint Loo. Un uomo vero.
Uno che  stato nell'esercito e ha combattuto. Il signor
Wilbraham  in gamba, certo, ma ho sempre pensato che
questi socialisti siano troppo stravaganti... e, in fondo, 
solo un insegnante o qualcosa del genere... cos allampanato
e con la voce affettata. Non si ha la sensazione che
abbia mai fatto davvero qualcosa.
Ascoltai la voce dell'elettorato con interesse, e mi resi
conto che John Gabriel di cose ne aveva fatte.
La donna si color per il trasporto.
Ho saputo che  uno degli uomini pi coraggiosi di
tutto l'esercito. Dicono che avrebbe potuto vincere molte
altre medaglie al valore.
Evidentemente Gabriel era riuscito a ottenere il tipo
di pubblicit che voleva, a meno che non si trattasse di
un entusiasmo personale da parte della signora Burt. Era
molto graziosa con le gote un po' arrossate e gli occhi
castani che brillavano di adorazione.
 venuto a casa nostra con la signora Bigham Charteris
mi spieg. Il giorno in cui  stato investito il suo cane.  stato
bello da parte sua, non crede? Ha preso molto a cuore la cosa.
Magari ama i cani proposi io.
Questo era un po' troppo banale per Milly Burt.
No disse lei. Credo che fosse perch  gentile... gentile
oltre ogni dire. E ha parlato in modo cos spontaneo e piacevole.
Fece una pausa e poi prosegu: Mi sono quasi vergognata.
Intendo dire, vergognata di non essermi impegnata
di pi per la causa. Certo, ho sempre votato Tory, ma il
voto da solo non  abbastanza, non crede?.
Be! dipende replicai io.
Ho capito che ho il dovere di fare qualcosa... e sono
venuta a chiedere al capitano Carslake come posso rendermi
utile. Ho davvero tanto tempo libero, sa. Il signor
Burt  cos occupato...  fuori casa tutto il giorno, tranne
all'orario delle visite... e non ho figli.
Per un momento nei suoi occhi castani apparve un'espressione
diversa: mi dispiacque per lei. Era quel tipo di
donna che avrebbe dovuto avere dei bambini. Sarebbe stata un'ottima madre.
Il desiderio di maternit frustrato era ancora sul suo
viso quando abbandon il ricordo di John Gabriel e si concentr su di me.
Lei  stato ferito a El Alamein, dico bene? domand.
No replicai io, furente. In Harrow Road.
Ah. Rimase spiazzata. Ma il maggiore Gabriel mi aveva detto...
Gabriel, Gabriel... risposi. Non deve credere a una parola di quello che dice.
La donna sorrise dubbiosa, immaginando di non riuscire a cogliere la battuta.
Sembra molto in forma mi disse con fare incoraggiante.
Mia cara signora Burt, non sembro n mi sento mai in forma.
Lei replic con estrema dolcezza: Mi dispiace davvero
tantissimo, capitano Norreys.
Prima che potessi commettere un omicidio, la porta si apr ed entrarono Carslake e Gabriel.
Gabriel se la cav molto bene. Il suo viso s'illumin quando la vide.
Salve, signora Burt. Che bel gesto da parte sua. Davvero un bel gesto.
La donna sembrava contenta e un po' in imbarazzo.
Oh, davvero, maggiore Gabriel... non credo di poter
essere di alcuna utilit. Ma voglio fare qualcosa.
Ci sar d'aiuto. La faremo lavorare. Aveva ancora la
mano della signora Burt nella sua e tutto il suo brutto viso era
impegnato a sorridere. Percepivo il fascino e il magnetismo
del maggiore Gabriel, e se lo sentivo io, chiss come doveva
sentirlo la donna. La signora Burt rise e arross.
Far del mio meglio.  importante dimostrare che il
paese  fedele a Churchill, non  vero?
Era molto pi importante, avrei potuto dirle, essere fedeli
a John Gabriel ed eleggerlo con una buona maggioranza.
 questo lo spirito annu Gabriel con entusiasmo.
Sono le donne ad avere il vero potere alle elezioni, al
giorno d'oggi. Se solo lo usassero.
Oh, lo so disse lei con tono grave. Non ce ne curiamo abbastanza.
Be' fece Gabriel. In fondo, un candidato non  poi
meglio di un altro, forse.
Ma, maggiore Gabriel! La donna era sconvolta. C'
tutta la differenza del mondo.
S, naturalmente, signora Burt fece Carslake. Le assicuro
che il maggiore Gabriel li far svegliare a Westminster.
Avrei voluto dire Ah, sul serio? ma mi trattenni. Carslake
la condusse via per darle dei volantini, del lavoro da battere
a macchina o non so cosa, e quando la porta si richiuse
dietro di loro, Gabriel disse:
Che dolce creatura.
Di sicuro ce l'ha in pugno.
Gabriel aggrott la fronte.
La pianti, Norreys. La signora Burt mi sta simpatica.
E mi dispiace per lei. Se proprio lo vuole sapere, non ha
una vita facile.
Probabilmente no. Non sembra molto felice.
Burt  una canaglia col cuore di pietra. Beve. Sar un
animale. Ieri mi sono accorto che lei ha due lividi orribili
sul braccio. Scommetto che la picchia. Queste cose mi fanno vedere rosso.
Mi stup. Gabriel se ne accorse, e fece un vigoroso cenno
di assenso con la testa.
Non sto fingendo. La violenza mi ha sempre fatto
rabbia... Ha mai pensato alla vita che sono costrette a
condurre certe donne? E devono tenere sempre il becco chiuso.
Immagino possano ricorrere alle vie legali commentai.
No, macch, Norreys... solo in extremis. Vessazione
sistematica, disprezzo continuo, un po' di maniere forti
se lui ha bevuto un bicchiere di troppo... una donna che
cosa pu farci, se non sottostare e soffrire in silenzio? Le
donne come Milly Burt non hanno soldi loro. Che fine
farebbero se si separassero dai mariti? Ai parenti non piace
fomentare i problemi coniugali. Le donne come Milly Burt
sono sole. Nessuno alzer un dito per aiutarle.
S dissi.  vero...
Lo guardai con una certa curiosit.
L'ha presa molto a cuore, vero?
Non crede che sia capace di un po' di onesta solidariet?
Quella ragazza mi sta simpatica, e mi dispiace per lei.
Vorrei poter fare qualcosa... ma credo non sia possibile.
Cambiai posizione nervosamente. O meglio, per essere
precisi, cercai di cambiare posizione e fui ricompensato
dal mio corpo menomato con un'acuta fitta di dolore.
Ma con quello fisico arriv un altro colpo, pi profondo:
quello dei ricordi. Ero sul treno dalla Cornovaglia a Londra
e stavo guardando le lacrime che si riversavano nella minestra...
Era cominciato cos... non come si immagina. A volte 
proprio l'incapacit di difendersi di fronte alla compassione
a esporre le persone agli assalti della vita, a condurle...
dove? Nel mio caso, a una sedia a rotelle, senza futuro, e
con un passato beffardo...
A un tratto chiesi a Gabriel (e nella mia mente c'era
una connessione, anche se a lui il passaggio doveva essere
sembrato davvero repentino):
Come sta il bel tipino della locanda?
Lui fece un ampio sorriso.
Bene, ragazzo mio. Ma sto facendo il discreto. Solo lavoro,
finch sono a Saint Loo. Tir un sospiro. Che peccato.
 proprio il mio tipo... Ma in fondo non si pu avere
tutto! Non posso fare una cosa del genere al partito conservatore.
Gli chiesi se i conservatori fossero cos esagerati, e lui
rispose che c'era una forte componente puritana a Saint Loo.
I pescatori, aggiunse, tendevano a essere religiosi.
Anche se hanno una moglie in ogni porto?
Quella  la Marina, vecchio mio. Non faccia confusione.
Be', lei non fa confusione tra la locanda e la signora Burt?
A queste parole s'infervor tutto a un tratto.
Senta un po', dove vuole arrivare? La signora Burt  una
donna seria... molto seria.  una brava bambina.
Lo guardai con curiosit.
 tutto a posto, gliel'ho detto. Non consentirebbe mai a una tresca.
No, ha ragione. Non credo proprio. Ma l'ammira moltissimo,
lo sa.
Ah, ma questo  per la medaglia al valore, per la storia
del porto e per qualche altra voce che gira.
A proposito... chi fa circolare queste voci?
Mi strizz un occhio.
Gliel'ho detto... sono utili... utilissime. Povero Wilbraham!
Ma chi le mette in giro? Carslake?
Gabriel scosse la testa.
No, Carslake si fa troppi scrupoli. Non mi fido. Mi sono dovuto mettere io al lavoro.
Scoppiai a ridere.
Mi sta dicendo sul serio che ha avuto la faccia tosta di
raccontare alla gente che avrebbe potuto vincere la medaglia altre tre volte?
Le cose non stanno proprio cos. Uso le donne... quelle
un po' pi svampite. Loro mi fanno tirare fuori i dettagli...
dettagli che io sono restio a fornire... poi, quando preso
dall'imbarazzo le supplico di non dirlo ad anima viva,
loro corrono a raccontare tutto alle amiche.
Che faccia di bronzo.
Sto partecipando alle elezioni. Devo pensare alla carriera.
Queste cose contano molto pi delle mie competenze
in ambito di dazi doganali, indennizzi o pari retribuzione
per lavori parimenti brutti. Le donne si fanno guidare
sempre dalla componente personale.
A proposito, ma che cosa diavolo aveva in testa
quando ha detto alla signora Burt che sono stato ferito a El Alamein?
Gabriel fece un sospiro.
Immagino che lei l'abbia disillusa. Non dovrebbe fare
cos, caro mio. Non rovini tutto, finch funziona. Gli eroi
sono in vetta alle classifiche, per adesso. E non durer per sempre. Ne approfitti finch pu.
Con l'inganno?
Non serve a niente dire la verit alle donne. Io non lo
faccio mai. A loro non piace, se ne accorger.
Ma mentire  un po' diverso.
Non c' bisogno di mentire. La bugia l'avevo detta io.
Lei doveva solo borbottare: Che sciocchezze,  tutto un errore...
Gabriel dovrebbe tenere a freno la lingua E poi cominciare
a parlare del tempo, o della pesca di sardine, o della
cucina nella steppa russa. E la ragazza sarebbe andata in
estasi. Dannazione, non vuole nemmeno divertirsi un po'?
Che divertimento c' per me, ormai?
Be', mi rendo conto che non pu portarsele a letto...
Gabriel non andava mai per il sottile. Ma un po' di romanticismo  meglio di niente. Non le piacerebbe che le donne la colmassero di attenzioni?
No.
Strano... a me s, che piacerebbe.
Non ne sarei cos sicuro.
Gabriel cambi espressione e si accigli. Disse lentamente:
Forse ha ragione... Immagino che, andando in profondit,
nessuno conosca davvero se stesso... Io credo di conoscere
bene John Gabriel. Ma lei sta insinuando che forse
non  proprio cos. Le presento il maggiore John Gabriel,
non credo vi conosciate...
Prese ad andare su e gi per la stanza con nervosismo.
Ebbi l'impressione che le mie parole avessero toccato una
qualche profonda ferita. Sembrava - s, me ne accorsi
subito - sembrava un ragazzino spaventato.
Si sbaglia disse. Si sbaglia di grosso. Io mi conosco.
 l'unica cosa che conosco: me stesso. A volte preferirei di
no... ma so perfettamente chi sono e di cosa sono capace.
Certo, sto molto attento a fare in modo che gli altri non
lo intuiscano. So da dove vengo e dove sono diretto. So
quello che voglio, e mi assicurer di ottenerlo. Ho investito
tutte le mie energie, e non credo proprio che prender
una cantonata. Rimase a riflettere per un istante. No,
ho tutte le carte in regola. Arriver dove voglio arrivare!
Il tono della sua voce attir il mio interesse. Per un
momento credetti che John Gabriel fosse qualcosa di pi
di un ciarlatano... lo vidi come un vincente.
Allora  questo che vuole dissi. Be', forse riuscir a ottenerlo.
A ottenere cosa?
Il potere.  questo che vuole, no?
Sgran gli occhi, e poi scoppi a ridere.
Buon Dio, no. Per chi mi ha preso? Per Hitler? Non
voglio il potere... non ho l'ambizione di tiranneggiare sui
miei simili o sul mondo in generale. Buon Dio, secondo
lei perch sono qui? Chi se ne infischia del potere! Quello
che voglio  un lavoro poco impegnativo. Tutto qui.
Rimasi deluso. Per un momento John Gabriel aveva assunto
proporzioni colossali. Adesso era tornato a grandezza
naturale. Si lasci sprofondare su una poltrona e
allung le gambe. A un tratto lo vidi com'era senza il suo
fascino: un omiciattolo misero e grezzo... avido.
Ringrazi la sua buona stella che non voglia nient'altro!
esclam. Gli uomini avidi che pensano solo a se stessi non
fanno male a nessuno: nel mondo c' posto per loro. Sono i
governanti migliori. Che il cielo aiuti quei Paesi che hanno
al potere uomini convinti delle proprie idee! Un uomo
convinto di un'idea opprimer la gente, ridurr alla fame
i bambini, roviner le donne, e non si accorger nemmeno
di come sta riducendo il suo popolo. Non gli importer.
Ma una persona egoista e avida non far molti danni: vuole
solo che il suo angolino sia accogliente, e una volta ottenuto
questo, non si opporr a rendere felice e contento l'uomo
medio. Anzi, lo preferisce felice e contento perch crea
meno problemi. So benissimo che cosa vuole la maggior
parte delle persone... e non  chiss che: vogliono solo
sentirsi importanti e avere la possibilit di distinguersi un
po' tra la folla senza che qualcuno li comandi a bacchetta.
Stia bene attento alle mie parole, Norreys,  qui che i
laburisti faranno un grosso errore quando saliranno al potere...
Se saliranno al potere precisai io.
Saliranno al potere senza problemi replic Gabriel
con fare sicuro. E io le sto dicendo dove sbaglieranno.
Cominceranno a comandare la gente a bacchetta. Il tutto
con le migliori intenzioni. Quelli che non sono conservatori
fino al midollo sono fanatici. E Dio ci salvi dai fanatici! 
assurdo quanta sofferenza pu infliggere un fanatico dai
sani principi a un Paese rispettoso della legge.
Io ribattei: In sostanza lei ritiene di sapere cosa sia meglio per il Paese?.
Niente affatto. Io so cos' meglio per John Gabriel.
Il Paese  al sicuro dai miei esperimenti perch io sar
occupato a pensare a me stesso e al mio posticino al sole.
Non mi importa nemmeno lontanamente diventare Primo Ministro.
Mi sorprende!
Ora non mi fraintenda, Norreys. Con ogni probabilit
se lo volessi potrei diventare primo ministro.  incredibile
dove si pu arrivare se si sta attenti a quello che vuole
sentirsi dire la gente! Ma fare il primo ministro comporta
molte preoccupazioni e duro lavoro. Io voglio solo farmi un nome, e basta...
E i soldi da dove li prende? Con seicento sterline all'anno non si va lontano...
Saliranno, se vincono i laburisti. Magari arriveranno a
mille tondi tondi. Ma attenzione, ci sono migliaia di modi
per fare soldi in politica... Alcuni sottobanco, altri alla luce
del sole. E poi c' il matrimonio...
Ha pianificato anche il matrimonio? Un titolo nobiliare?
Per un qualche motivo Gabriel avvamp.
No neg con foga. Non cerco una moglie che non
sia del mio ceto sociale. E quale sia il mio ceto lo so bene.
Non sono un nobile.
Ma questa parola ha ancora un significato? domandai scettico.
La parola no. Ma ci a cui si riferisce esiste ancora.
Fiss il vuoto davanti a s. Mentre parlava la sua voce era riflessiva e distante.
Mi ricordo di essere andato in una grande villa con
mio padre. Doveva riparare la caldaia della cucina. Io rimasi
fuori, in giro. Una bambina venne a parlare con me.
Era simpatica, giusto un paio d'anni pi grande di me. Mi
condusse in giardino... un giardino davvero stupendo, con
fontane, terrazzi, grandi cedri e un prato verde come il velluto.
C'era anche suo fratello. Era pi piccolo. Ci mettemmo
a giocare. Nascondino, indovinelli... era divertente, e
ce la spassammo. Poi la tata usc tutta inamidata e con una
divisa indosso. Pam, che era la bambina, and da lei saltellando
e le disse che dovevo venire anche io a prendere
il t con loro, insomma, mi voleva al t.
La vedo ancora quella faccia piena di s della bambinaia,
quel falso pudore... riesco ancora a sentire la voce affettata!
Non si pu, tesoro.  un popolano.
Gabriel s'interruppe. Io ero attonito... attonito per quello
che pu fare la crudelt, quando si  incauti, superficiali.
Da allora Gabriel aveva continuato a sentire quella voce,
a vedere quella faccia... Lo aveva ferito, nel profondo.
Ma insomma dissi io. Non era mica la madre dei
bambini. Era... be!.. era proprio una cosa scortese da dire... a parte la crudelt.
Gabriel gir verso di me un viso pallido e tetro.
Non ha afferrato il concetto, Norreys. Sono d'accordo
che una signora non avrebbe detto una cosa del genere...
sarebbe stata pi discreta... ma rimane il fatto che era vero.
Io ero un popolano. Sono ancora un popolano. E morir da popolano.
Quante sciocchezze! Che importanza hanno queste cose?
Non hanno importanza. Hanno smesso di averne.
Nella pratica,  un vantaggio non essere nobili, al giorno
d'oggi. La gente deride tutti quegli anziani patetici, con la
schiena ritta e conoscenze giuste, ma privi di mezzi per
vivere. Facciamo gli snob con l'istruzione, ormai. Collegi
e universit sono la nostra fissazione. Ma, Norreys, il
problema  che io non volevo essere un popolano. Quando
tornai a casa dissi a mio padre: Pap, da grande voglio
essere un nobile. Voglio essere Lord John Gabriel. Non
lo sarai mai mi rispose lui. Nobili si nasce. Ti potranno
trattare da pari se diventi ricco, ma non sar la stessa cosa.
E infatti non lo . C' qualcosa... qualcosa che non potr
mai avere. Oh, non mi riferisco al titolo, ma a essere nati
con quella sicurezza - sapere cosa fare e cosa dire, essere
scortesi solo quando si vuole essere scortesi... e non solo
perch sei irritato o a disagio e vuoi mostrare di valere
quanto chiunque altro. Non doverti sentire a disagio e
chiederti tutto il tempo che cosa pensano di te le persone,
ma preoccuparti soltanto di quello che tu pensi degli altri.
Sapere che anche se sei strano, malvestito o stravagante,
non ha la minima importanza perch sei quello che sei...
Perch, in sostanza, sei Lady Saint Loo? suggerii io.
Vada al diavolo quella vecchia sgualdrina! esclam John Gabriel.
Lo guardai con notevole curiosit.
Lo sa, lei  davvero interessante gli dissi.
Non  una cosa reale per lei, vero? Non sa che cosa
voglio dire. Pensa di saperlo... ma non ne ha la minima idea.
Lo sapevo che era successo qualcosa... feci io lentamente.
Che c'era stato un trauma, nel suo passato.  stato
offeso da piccolo, ferito. In un certo senso non lo ha mai superato...
La faccia finita con la psicologia tagli corto Gabriel.
Ma lo capisce, vero?, perch quando vedo una ragazza
simpatica come Milly Burt sono felice? Ed  quello il tipo di
donna che sposer. Dovr avere un po' di soldi, certo... ma
con o senza dote, sar della mia classe sociale. Immagina
che inferno se sposassi una ragazza presuntuosa, con la
faccia da cavallo, e passassi tutta la vita a cercare di essere alla sua altezza?
Fece una pausa e poi domand brusco:
Quando  stato in Italia,  passato da Pisa?
S... qualche anno fa.
Credo che sia a Pisa... c' una cosa dipinta sulla parete...
paradiso, inferno e purgatorio, e tutto il resto. L'inferno 
divertente, con piccoli demoni che ti spingono gi con i
forconi. Il paradiso  sopra: una fila di santi seduti sotto gli
alberi con un'espressione di trionfo. Mio Dio, quelle donne!
Non conoscono l'inferno, non conoscono i dannati... non
ne sanno niente! Se ne stanno sedute l, con un sorriso
compiaciuto sulle labbra. La rabbia mont. Piene di s,
fiere, soddisfatte... Dio, vorrei strapparle a quegli alberi e al
loro stato di beatitudine e scaraventarle gi nelle fiamme! E
tenerle l a dimenarsi; far sentire loro qualcosa, farle soffrire!
Che diritto hanno di ignorare che cos' la sofferenza? Se ne
stanno l, tutte sorridenti, e niente le pu scalfire... Con la
testa tra le stelle... Ecco, con la testa tra le stelle.
Si alz e con la voce che moriva guard oltre le mie spalle, vago, gli occhi penetranti...
Tra le stelle ripet.
Poi si mise a ridere.
Scusi se l'ho costretta a sopportare tutto questo. Ma in
fondo, perch no? Harrow Road pu anche averla ridotto
a un relitto, ma serve ancora a qualcosa... pu ascoltarmi
quando mi va di parlare... Si sar accorto, immagino, che la gente parla molto con lei.
Me ne sono accorto.
E lo sa perch? Non perch lei sia un ascoltatore particolarmente
comprensivo.  che non ha altra utilit.
Se ne stava l, con la testa da un lato e gli occhi ancora
adirati che mi guardavano. Voleva che quelle parole mi
ferissero, credo. Ma non fu quello l'effetto. Piuttosto, mi
procur un notevole sollievo sentire espresse in parole le
cose a cui pensavo da tempo, nella mia testa...
Perch mai non la fa finita,  questo che mi chiedo disse. O forse non ha i mezzi?
I mezzi non mi mancano replicai, chiudendo la mano attorno alla boccetta di pasticche.
Capisco comment lui. Ha pi fegato di quanto pensassi...
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Il giorno seguente, la signora Carslake si ferm a chiacchierare
con me per un po'. Era una donna esile e bruna,
dalla lingua tagliente. In tutta la mia permanenza a
Polnorth House, credo di non averle mai sentito dire una
cosa carina su qualcuno. A volte, tanto per divertirmi, facevo
un po' di nomi e aspettavo che la mitezza iniziale delle
sue osservazioni lasciasse posto all'acidit.
Ora stava parlando di Milly Burt.
 una brava personcina disse. E cos volenterosa.
Certo,  piuttosto stupida, e di politica non capisce un
tubo. Le donne della sua classe sociale non hanno una
consapevolezza politica.
Era mia opinione che il ceto di Milly Burt fosse lo stesso
della signora Carslake. Per infastidirla, dissi:
Proprio come Teresa, in effetti.
La signora Carslake assunse un'espressione scandalizzata.
Oh, ma la signora Norreys  molto intelligente... e poi
arriv la solita punta di veleno: anche troppo intelligente per
me. A volte ho come l'impressione che ci disprezzi tutti. Le
intellettuali spesso sono cos prese da se stesse, non crede?
Certo, non darei dell'egocentrica alla signora Norreys.
Poi ritorn su Milly Burt.
 un bene per Milly Burt avere qualcosa da fare sentenzi.
Sa, purtroppo conduce una vita familiare molto
infelice.
Ah, mi dispiace.
Quel Burt sta proprio toccando il fondo. Se ne sta alla
locanda di Saint Loo fino a notte fonda, ed esce da l che non
si regge in piedi. Davvero, mi meraviglio che gli servano
ancora da bere. E credo che alzi le mani... o almeno cos
dicono i vicini. Lei vive nel terrore.
Arricci il naso: era, decisi, un brivido che indicava
sensazioni gradevoli.
Perch non lo lascia? le domandai.
La signora Carslake mi lanci un'occhiata sconvolta.
Ma, capitano Norreys, non potrebbe mica fare una
cosa del genere! Dove andrebbe? Non ha parenti. Qualche
volta ho pensato che se un giovanotto simpatico si fosse
fatto avanti... sa, ho la sensazione che la ragazza non sia
di principi molto saldi. Ed  anche avvenente, nel senso
pi comune del termine.
Non le sta molto simpatica, vero? le chiesi.
Ma s che mi sta simpatica, per ovviamente la conosco
appena. E lui  solo un veterinario... cio, non  un vero
dottore.
Una volta chiarita questa distinzione sociale, la signora
Carslake mi chiese con sollecitudine se c'era qualcosa che
potesse fare per me.
Molto gentile, ma credo di no.
Stavo guardando fuori dalla finestra. Lei segu il mio
sguardo e vide l'oggetto della mia contemplazione.
Ah fece poi.  Isabella Charteris.
Ammirammo tutti e due Isabella che si avvicinava,
oltrepassava il cancelletto di legno e saliva gli scalini fino
al terrazzo.
 una bella ragazza disse la signora Carslake. Per
molto silenziosa. Spesso ho l'impressione che queste giovani
di poche parole siano subdole.
L'aggettivo subdolo mi fece indignare. Non potei ribattere
perch quella della signora Carslake era stata una
battuta che non ammetteva repliche.
Subdola... che brutta parola! Soprattutto per Isabella.
La sua qualit pi evidente era la sincerit. Un'onest coraggiosa
e quasi eccessiva.
Tutt'al pi... a un tratto mi ricordai di quando aveva fatto
cadere il foulard per coprire quelle maledette pillole. La
disinvoltura con cui aveva finto di essere nel bel mezzo di
una conversazione. E tutto senza la minima agitazione o
confusione - con semplicit e naturalezza - come se passasse
la vita a fare cose del genere.
Era questo che intendeva la signora Carslake con la parola
subdola?
Decisi che avrei domandato a Teresa che cosa ne pensasse.
Teresa non elargiva opinioni volontarie, ma bastava
chiedere.
Quando Isabella arriv, mi accorsi che era elettrizzata.
Non so se fosse palese per chiunque, ma io lo capii subito.
Ormai cominciavo a conoscerla abbastanza bene.
Prese a parlare in modo repentino, senza perdersi in
saluti.
Rupert sta tornando... sta tornando davvero annunci.
Potrebbe arrivare da un giorno all'altro. Viene in aereo,
naturalmente.
Si sedette e sorrise. Teneva le lunghe mani affusolate
congiunte sul grembo. Dietro il suo capo, il tasso si stagliava
nel cielo. Se ne stava seduta l, con un'espressione beata.
Il suo atteggiamento, la sua immagine mi ricordarono
qualcosa. Qualcosa che avevo visto o sentito da poco...
Il suo arrivo  molto importante per lei? domandai.
S. Oh, s. E aggiunse: Sa,  da tanto che aspetto.
In Isabella c'era forse un tocco di Mariana che si strugge
nel fossato? Sembrava, giusto un po', un'eroina di Tennyson?
 da tanto che aspetta Rupert?
S.
Gli  cos... affezionata?
Credo di essere affezionata a lui pi che a chiunque altro
al mondo. Poi aggiunse, riuscendo a dare un'intonazione
diversa alle stesse parole che si ripetevano: Credo... di
esserlo.
Non ne  sicura?
Mi rivolse subito un'occhiata grave e ansiosa.
Si pu mai essere sicuri di qualcosa?
Non era una dichiarazione dei suoi sentimenti, ma una
domanda.
Me lo chiese perch pensava che potessi avere la risposta
che lei non conosceva. Non poteva nemmeno immaginare
quanto mi fer quella domanda.
No le risposi, e la mia voce risult stridula persino
alle mie orecchie. Non si pu mai essere sicuri.
Isabella diede per buona la mia risposta, e abbass lo
sguardo sulla placidit delle sue mani giunte.
Gi disse. Gi.
Da quanto tempo non lo vede?
Otto anni.
Che creatura romantica che , Isabella commentai.
Lei mi rivolse uno sguardo interrogativo.
Perch credo che Rupert torner a casa e che ci sposeremo?
Ma non  romantico. Pi che altro  un disegno...
Le sue mani tornarono in vita con un fremito, tracciando
qualcosa sulla superficie dell'abitino che indossava. Il
mio disegno e il suo. Si uniranno e si completeranno a vicenda.
Credo che non potrei mai andarmene da Saint Loo.
Sono nata qui e ho sempre vissuto qui. Voglio continuare
a vivere qui. Ed  qui che... morir.
Rabbrivid appena, mentre pronunciava queste ultime
parole, e nello stesso istante una nuvola copr il sole.
Mi meravigliai di nuovo di quel suo strano terrore della
morte.
Credo che ne avr per molto prima di morire, Isabella
la consolai. Lei  sana e forte.
La giovane annu con decisione.
S, sono forte. Non mi ammalo mai. Credo che potrei
arrivare ai novanta, vero? O anche ai cento. In fondo, c'
gente che ci arriva.
Cercai di immaginarmi un'isabella novantenne. Non ci
riuscii. Eppure potevo figurarmi facilmente Lady Saint Loo
diventare centenaria. Ma Lady Saint Loo aveva una personalit
vigorosa e risoluta, prendeva di petto la vita, e sapeva bene
di essere una creatrice e direttrice degli eventi. Lady Saint Loo
combatteva per la vita, Isabella la accettava.
Gabriel apr la porta ed entr dicendo:
Senta, Norreys... ma si ferm appena vide Isabella.
Aggiunse: Oh, buongiorno, signorina Charteris.
I suoi modi divennero un tantino goffi e impacciati. Era
forse, mi chiesi divertito, l'ombra di Lady Saint Loo?
Parliamo di vita e di morte spiegai tutto allegro. Ho
appena profetizzato che la signorina Charteris arriver ai
novant'anni.
Non mi sembra una bella prospettiva disse Gabriel.
Chi lo vorrebbe?
Io s replic Isabella.
Perch?
La risposta fu: Non voglio morire.
Ah fece Gabriel con leggerezza. Nessuno vuole morire.
Magari non si ha niente in contrario alla morte, ma si
ha paura di morire.  una cosa dura e dolorosa.
 della morte che mi preoccupo rispose Isabella. Non
del dolore. Posso sopportarne molto.
Questo  quello che crede replic Gabriel.
Qualcosa in quel divertito tono di scherno irrit Isabella,
che arross.
So sopportare il dolore.
Si guardarono. L'occhiata di lui era ancora sprezzante,
e quella di lei di sfida.
E poi Gabriel fece una cosa che stentai a credere.
Io avevo messo gi la mia sigaretta. Con un gesto rapido
lui s'inclin verso di me, la prese e avvicin la punta accesa
al braccio di Isabella.
Lei non indietreggi, n ritir il braccio.
Credo di aver protestato, ma nessuno dei due mi prest
attenzione. Gabriel spinse la cicca sulla pelle di Isabella.
In quel momento provai tutto il disonore e l'amarezza
dello storpio. L'impotenza, l'immobilit, l'incapacit di
agire. Non potevo fare niente. Disgustato dalla ferocia di
Gabriel, non potevo in alcun modo evitarla.
Mi accorsi che Isabella sbiancava lentamente per il
dolore. Serr le labbra. Ma non si mosse, n distolse lo
sguardo da Gabriel.
 impazzito, Gabriel? gridai. Che diavolo pensa di
fare?
Non mi degn della minima attenzione. Avrei anche
potuto non essere l.
A un tratto, con un gesto rapido, gett la sigaretta nel
camino.
Mi scusi disse a Isabella. Eccome se pu sopportarlo.
Al che, senza una parola di pi, usc dalla stanza.
Io cercai di dire qualcosa, ma non riuscivo a proferire
parola.
Che animale, che selvaggio... che diavolo pensava di
fare? Avrebbero dovuto ammazzarlo in guerra.
Isabella, con lo sguardo alla porta, stava avvolgendo un
fazzoletto attorno alla bruciatura. Lo faceva, se posso usare
il termine, quasi distrattamente. Come se la sua mente
fosse da qualche altra parte.
Poi, da quel posto lontano in cui si trovava, mi guard.
Sembrava un po' sorpresa.
Qual  il problema? domand.
Cercai confusamente di spiegarle come mi aveva fatto
sentire il gesto di Gabriel.
Non capisco tutta questa agitazione rispose lei. Il
maggiore Gabriel stava solo verificando se so sopportare
il dolore. E ora lo sa.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Quel pomeriggio ricevemmo visite. Una nipote della
signora Carslake, che era stata compagna di studi
di Isabella, era di passaggio a Saint Loo. Io non ero mai riuscito
a immaginarmi Isabella in collegio, perci fui subito
d'accordo quando Teresa propose di invitare la nipote,
ormai signora Mordaunt, a prendere il t da noi insieme
alla zia. L'invito fu esteso anche a Isabella.
Viene anche Anne Mordaunt. Andavate a scuola insieme,
mi pare le disse Teresa.
C'erano diverse Anne replic Isabella vagamente.
Anne Trenchard, Anne Langley, Anne Thompson.
Non mi ricordo quale fosse il suo nome da nubile.
Eppure la signora Carslake me lo aveva detto...
Anne Mordaunt si rivel essere Anne Thompson. Era
una giovane vivace dai modi un po' troppo risoluti (almeno
per me). Lavorava in un ministero a Londra, suo marito in
un altro, e aveva un figlio che era stato opportunamente
piazzato altrove perch non interferisse con il prezioso
contributo di Anne Mordaunt allo sforzo bellico.
Secondo mia madre potremmo far tornare Tony, ora che
i bombardamenti sono finiti. Ma io credo che un bambino
a Londra sia difficile da gestire, per ora. L'appartamento 
minuscolo, e brave bambinaie non ce ne sono, e poi come
faccio a preparare da mangiare se sto fuori tutto il giorno?
Credo che denoti grande senso civico fare un figlio
quando si ha un lavoro cos importante da svolgere la
incalzai io.
Teresa accenn un sorriso che intravidi da dietro il
vassoio d'argento del t, e scosse anche la testa lievemente.
Eppure la mia osservazione fece breccia sulla signora
Mordaunt, che ne sembr compiaciuta.
Si prova il sentimento di non doversi sottrarre a nessuna
responsabilit replic. C' un gran bisogno di giovani,
soprattutto tra i nostri pari. Quindi aggiunse, come se
le fosse venuto in mente soltanto dopo. E poi, sono cos
affezionata a Tony.
Dopo di che, si volt verso Isabella e si dedic alle reminiscenze
dei vecchi tempi al St Ninian. Mi sembr una
conversazione in cui una delle due interlocutrici non conosceva
la propria parte. Anne Mordaunt dovette andare
in suo soccorso pi di una volta.
La signora Carslake mormor con tono di scusa a Teresa:
Mi dispiace cos tanto che Dick sia in ritardo. Non riesco
proprio a immaginare che cosa possa averlo trattenuto.
Doveva essere a casa per le quattro e mezzo.
Intervenne Isabella: Credo che sia con il maggiore
Gabriel, che  passato dal terrazzo pi o meno un quarto
d'ora fa.
La cosa mi sorprese: non avevo sentito passare nessuno.
Isabella dava le spalle alla finestra e non aveva potuto
vedere nulla. Io non avevo distolto lo sguardo da lei ed
ero sicuro che non si fosse voltata n avesse dato a vedere
di aver sentito qualcuno. Certo, aveva un udito acuto,
questo lo sapevo. Eppure mi chiedevo come avesse fatto
a riconoscere i passi di Gabriel.
Teresa disse: Isabella, le spiacerebbe... no, signora
Carslake, la prego, non si alzi... Isabella, le spiacerebbe andare
di l a chiedergli se vogliono prendere il t con noi?.
Guardammo la figura slanciata di Isabella scomparire
dietro la porta, e la signora Mordaunt disse:
Isabella non  cambiata per niente.  proprio uguale
a prima.  sempre stata stranissima. Vagava come se fosse
fuori dalla realt. La consideravamo una cervellona.
Una cervellona? ripetei io brusco.
S, non lo sa? Isabella  di un'intelligenza straordinaria.
La signorina Curtis, la direttrice, si disperava perch Isabella
non voleva andare a Oxford. Si  iscritta a soli quindici
anni e ha avuto molte lodi.
Io ero ancora incline a considerare Isabella una creatura
di un certo fascino, ma di intelligenza non particolarmente
spiccata. Continuai a fissare incredulo Anne Mordaunt.
Quali erano le sue materie preferite? domandai.
Ah, astronomia e matematica - in matematica era un
mostro - e poi latino e francese. Poteva imparare qualsiasi
cosa a cui si dedicasse. Eppure, sa, non le importava
minimamente. E questo tormentava la signorina Curtis.
Isabella sembrava non desiderare altro che tornare in quel
vecchio castello ammuffito.
Isabella fece ritorno insieme al capitano Carslake e a
Gabriel.
Il t prosegu serenamente.
Teresa, trovo davvero sconcertante non poter sapere
come sia davvero ogni essere umano le dissi quella sera.
Prendi per esempio Isabella Charteris. Quella Mordaunt
l'ha descritta come una cervellona. Io invece l'avevo sempre
ritenuta una stupida. Poi, ancora, avrei detto che una delle
sue qualit principali fosse la sincerit. La signora Carslake,
invece, l'ha definita subdola. Subdola! Che brutta parola.
John Gabriel dice che  piena di s e presuntuosa. Tu... be)
in realt non so cosa ne pensi tu... perch di rado fai dei
commenti personali su qualcuno. Ma insomma, qual  la
vera identit di un essere umano che riesce ad apparire in
modo cos diverso a individui diversi?
Robert, che raramente partecipava alle nostre conversazioni,
si mosse in modo irrequieto e disse:
Ma non  proprio questo il punto? La gente appare
in modo diverso a persone diverse. E anche le cose. Gli
alberi, per esempio, o il mare. Due pittori ti daranno idee
del tutto diverse del porto di Saint Loo.
Vuoi dire che un pittore lo dipingerebbe in modo naturalistico
e l'altro in modo simbolico?
Robert scosse la testa stancamente. Odiava parlare di
pittura. Non riusciva mai a trovare le parole giuste.
No disse.  che lo vedono in modo diverso. Magari...
non lo so...  che in ogni cosa privilegi gli aspetti che sono
ricchi di significato per te.
E lo stesso vale per le persone? Ma non si possono avere
due qualit diametralmente opposte. Prendi Isabella, non
pu essere intelligente e anche stupida!
Credo che qui ti sbagli, Hugh intervenne Teresa.
Mia cara Teresa!
Sorrise. Parlava lentamente, concentrata.
Puoi avere una qualit e non usarla. Cio, puoi non
usarla se hai un metodo pi semplice per raggiungere lo
stesso risultato, o - s, questo  pi probabile - un metodo
che ti costi meno fatica. Hugh, la questione  che col
progresso ci siamo allontanati cos tanto dalla semplicit,
che quando la incontriamo non la riconosciamo. Percepire
una cosa  sempre molto pi facile, molto meno faticoso
che pensarla. Per nella complessit della vita civilizzata
le percezioni non sono abbastanza accurate.
Per farti capire quello che voglio dire: tu sai, grosso
modo, se te lo chiedono, che momento del giorno . Mattina,
mezzogiorno, pomeriggio, sera... non ci devi riflettere...
e non hai bisogno di conoscenze esatte o di strumenti
- meridiane, orologi ad acqua, cronometri, orologi
da polso o da parete. Ma se hai un appuntamento, devi
prendere un treno o essere in un determinato posto a un
determinato orario, devi metterti a pensare ed escogitare
dei meccanismi complicati che ti garantiscano una certa
accuratezza. Credo che sia cos anche nella vita. Ti senti
felice, arrabbiato, ti piace qualcuno o qualcosa, disprezzi
qualcuno o qualcosa, sei triste. Le persone come me e
te, Hugh (non tanto come Robert), fanno supposizioni su
come si sentono, analizzano, riflettono. Esaminano tutto
e si danno una motivazione. Sono felice per questo e per
quello, mi piace questo e quello per questo e per quello,
oggi sono triste per questo e per quello. Solo che, molto
spesso, si danno le motivazioni sbagliate, preferiscono
ingannarsi. Ma Isabella, credo, non fa supposizioni, non
si chiede mai perch. Detto tra noi, non le interessa. Se le
chiedi di pensare, di dirti perch si sente in un dato modo
in rapporto a qualcosa, potr ragionarci su con la massima
accuratezza e darti la risposta corretta.  come una persona
che ha un orologio costoso e preciso sulla mensola,
ma non gli d mai la corda perch, nella vita che conduce,
non  importante sapere esattamente che ora .
A scuola le  stato richiesto di usare l'intelletto, e lei
un intelletto ce l'ha... anche se non molto speculativo, direi.
Ha una predilezione per la matematica, le lingue, l'astronomia.
Niente che richieda fantasia. Noi tutti usiamo
l'immaginazione e le congetture come vie di fuga: un
modo per evadere, lontano da noi stessi. Isabella non ha
bisogno di fuggire da se stessa. Sa convivere con se stessa
-  in perfetta armonia. Non ha bisogno di uno stile di
vita pi complesso.
Forse nel medioevo - o anche nell'epoca elisabettiana -
gli esseri umani erano tutti cos. Ho letto da qualche parte
che a quei tempi era definito un grand'uomo una persona
che fosse semplicemente ricca e potente. L'espressione
non aveva nessuno dei significati spirituali e morali che
vi attribuiamo oggi. Nulla a che vedere con il carattere.
Vuoi dire che le persone avevano un atteggiamento
diretto e concreto nei confronti della vita, che non facevano
grandi congetture? chiesi io.
S, Amleto con le sue meditazioni, con il suo essere o
non essere era una figura completamente estranea alla
sua epoca. Al punto che allora e per molto tempo dopo, i
critici hanno condannato quell'opera per la debolezza della
trama. Uno di loro scriveva: Non si ravvisa alcun motivo
per cui Amleto non debba uccidere il re nel primo atto.
L'unica ragione  che, se lo avesse fatto, non ci sarebbe stata
nessuna tragedia!. Era a dir poco incredibile per loro che
una pice potesse basarsi sul carattere di un personaggio.
Ma ormai siamo tutti Amleto e Macbeth. Non facciamo
che interrogarci... (la sua voce tutto a un tratto si fece
stanca) Essere o non essere? Meglio vivere o morire? E
osserviamo chi ha successo, proprio come Amleto esamina
(e invidia) Fortebraccio.
 Fortebraccio il personaggio che oggi non verrebbe
capito. Uno che procede sicuro di s, senza porsi domande.
Quanti ce ne sono come lui, nella nostra epoca? Non
molti, credo.
Pensi che Isabella sia una sorta di Fortebraccio al femminile?
domandai con un sorriso.
Non cos combattiva, ma sicura del suo obiettivo e
determinata. Non si chieder mai: Perch sono come
sono? Come mi sento davvero?. Lei sa quello che prova ed
 come . Teresa aggiunse con voce sommessa: E far...
quello che deve fare.
Quindi  una fatalista?
No, ma non credo che per lei ci siano alternative. Non
vedr mai due possibili linee d'azione - solo una. E non
far mai dietrofront, andr sempre e solo avanti. Le Isabelle
non possono tornare indietro...
Ma forse nessuno di noi pu!
Parlai con amarezza.
Teresa disse con tono calmo: Forse no. Ma credo che
di solito ci sia una scappatoia.
Che cosa vuoi dire esattamente, Teresa?
Credo che si incontri sempre qualche possibilit di
fuga... In genere uno se ne rende conto solo dopo, quando
si guarda indietro, ma  l...
Rimasi in silenzio per qualche istante, a fumare e a
pensare...
A quelle parole di Teresa, all'improvviso mi era tornato
in mente un ricordo vivido. Ero appena arrivato al cocktail
in casa di Caro Strangeways. Indugiavo sulla soglia, mentre
i miei occhi si abituavano alla luce soffusa e al fumo che
permeava la stanza. E l, in fondo alla stanza, scorsi Jennifer.
Lei non mi vedeva, stava parlando con qualcuno in quel
suo modo vivace.
Avevo provato due sentimenti contrapposti. Prima una
sensazione di trionfo. Sapevo che ci saremmo rivisti e la
mia intuizione si era dimostrata fondata. Quell'incontro
sul treno non era stato una pura casualit. Avevo sempre
saputo che non lo era, e quello che credevo si era rivelato
realt. Eppure, nonostante il mio entusiasmo e la mia
esaltazione, all'improvviso ebbi voglia di andarmene... di
tenere il mio incontro con Jennifer sul treno un evento
isolato - un evento da non dimenticare mai pi. Un po'
come se qualcuno mi avesse detto: Quello  il meglio
che potrete avere l'uno dall'altra - un breve attimo di
perfezione. Lascialo cos.
Se Teresa aveva ragione, quella era stata la mia possibilit
di fuga...
Be', non l'avevo colta. Ero andato avanti. E anche Jennifer
era andata avanti. Tutto il resto era successo di conseguenza.
La convinzione del nostro amore reciproco, il camion
in Harrow Road, la mia sedia a rotelle, Polnorth House...
E allora, tornando al punto di partenza, il mio pensiero
and a Isabella, e protestai un'ultima volta.
Ma non subdola, Teresa. Che brutta parola. Non subdola.
Non saprei comment Teresa.
Subdola? Isabella?
Non  l'astuzia la prima, la pi semplice linea di difesa?
Non  una delle caratteristiche pi primitive - la lepre
che si acquatta, la pernice che agita le ali nella brughiera
per distrarti dal suo nido? Hugh, di sicuro l'astuzia
 elementare.  l'unica arma che si pu usare quando si 
inermi, spalle al muro.
Si alz e si avvicin alla porta. Robert se n'era gi svignato
a letto. Con le mani sulla maniglia, si volt.
Credo che tu possa gettare via quelle pillole. Ormai
non le vuoi pi.
Teresa esclamai. Allora lo sapevi?
Certo.
Ma allora... mi fermai. Perch dici che non le voglio
pi?
Be', le vuoi?
No dissi lentamente. Hai ragione... non le voglio.
Domani le butto.
Che sollievo esclam Teresa. Ho temuto spesso
che...
La guardai con curiosit.
Ma allora perch non me le toglievi?
Per un momento Teresa rimase in silenzio. Poi chiese:
Ti sono state di conforto, giusto? Ti ha dato tranquillit
sapere... di avere una via di fuga?
S risposi.  stato fondamentale.
Allora perch sei cos stupido da chiedermi perch
non te le ho tolte?
Risi.
Be', domani, Teresa... finiranno nello scarico.  una
promessa.
Quindi alla fine hai ricominciato a vivere... a voler
vivere.
S risposi meravigliato. Credo di s. Davvero non so perch. Ma  cos. Sono curioso di svegliarmi e sapere cosa mi riserva il mattino.
Ti si  ridestata la curiosit, s. Mi chiedo chi sia il
responsabile. La vita a Saint Loo? Isabella Charteris? John Gabriel?
Di certo non  John Gabriel ribattei.
Non ne sarei cos sicura. C' qualcosa in quell'uomo...
Di certo non gli manca il sex appeal! dissi. Ma  un tipo di persona che detesto... proprio non riesco a sopportare gli opportunisti senza ritegno. E quell'uomo venderebbe anche sua nonna, se ci fosse la possibilit di ricavarci qualcosa.
Non mi sorprenderebbe.
Non mi fiderei di lui per nulla al mondo.
No, non  molto affidabile.
Continuai: Non fa che pavoneggiarsi, ed  palesemente a caccia di pubblicit. Sfrutta la sua immagine e chiunque gli capiti a tiro. Pensi che quell'uomo possa essere capace anche di una sola azione disinteressata?.
Teresa rispose con fare riflessivo: Forse s, ma sarebbe la sua fine.
Nei giorni successivi mi sarebbero tornate in mente queste sue parole.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Tutto il fermento cittadino si concentr sul torneo di
whist, organizzato dal circolo femminile.
Si tenne dove si era sempre tenuto, al Gran Fienile di
Polnorth House. Il Gran Fienile, da quello che dedussi, era
un posto molto speciale. Antiquari appassionati venivano
ad ammirarlo, misurarlo, fotografarlo e farne oggetto
di scritti. Gli abitanti di Saint Loo lo consideravano di loro
propriet ed era motivo di grande orgoglio.
Nei due giorni che seguirono ferveva l'attivit, e le donne
del circolo femminile non facevano che entrare e uscire.
Per mia fortuna rimasi per lo pi escluso da quella
baraonda, ma Teresa di tanto in tanto portava da me quelli
che potrei definire esemplari selezionati con cura per divertirmi e intrattenermi.
Teresa sapeva che Milly Burt mi stava simpatica, e cos
la giovane fu ammessa con una certa frequenza nel mio
salottino, dove ci dedicavamo a vari compiti, quali scrivere
biglietti, incollare o attaccare decorazioni.
Fu mentre eravamo affaccendati in queste operazioni
che venni a sapere la storia di Milly. Come mi aveva fatto
notare Gabriel nella maniera pi cruda, l'unica giustificazione
della mia esistenza era trasformarmi in una sorta
di apparecchio ricevente. Non servivo a nient'altro, ma
per quello andavo ancora bene.
Milly Burt mi parl senza imbarazzo: si confid gorgogliando
come un fiumiciattolo che scorre dolcemente.
Parl a lungo del maggiore Gabriel. La sua adorazione
per tutto ci che lo riguardava, ben lungi dal diminuire,
era aumentata.
La cosa che mi colpisce di pi, capitano Norreys,  la
sua gentilezza. Cio, con tutti gli impegni e la fretta che
ha, e di cose importanti ne avr a bizzeffe, non dimentica
mai nulla e ha un modo di scherzare cos intrigante. Non
ho mai conosciuto nessuno come lui.
Su questo non ci sono dubbi replicai io.
Pur con l'incredibile curriculum militare che pu vantare,
non  mai arrogante o presuntuoso: sa essere gentile
con me tanto quanto con le persone importanti.  cortese
con chiunque, si ricorda di tutti, se hanno figli morti in
Birmania o stanno ancora l o in qualche altro posto terribile
a combattere, sa qual  la cosa giusta da dire, riesce
sempre a strappare un sorriso e tirare su di morale. Proprio
non so come ci riesca.
Avr letto Se di Kipling commentai secco.
S, sono sicura che sa riempire ogni inesorabile minuto
dando valore ad ognuno dei sessanta secondi come
nessun altro.
O forse a ognuno dei centoventi secondi suggerii io.
Sessanta a Gabriel non bastano.
Vorrei tanto capirne di pi di politica disse Milly malinconica.
Ho letto tutti gli opuscoli, ma non sono brava
a fare propaganda e a convincere le persone a votare.
Non so come rispondere a quello che dicono.
Ah, ma quelli sono solo trucchetti la consolai io. E
poi, per me la propaganda  immorale.
Milly Burt mi guard interdetta.
Non si dovrebbe nemmeno provare a far votare la gente
contro le proprie convinzioni le spiegai.
Ah capisco, s... capisco cosa intende. Ma noi crediamo
davvero che i conservatori siano gli unici in grado di porre
fine alla guerra e fare la pace nel modo giusto, no?
Signora Burt, che conservatrice meravigliosa che ! 
questo che dice quando va a fare propaganda?
La donna arross.
No, davvero non so parlare di politica. Ma posso spiegare
che uomo fantastico e onesto  il maggiore Gabriel,
e che saranno le persone come lui a fare la differenza.
Be', pensai, era esattamente in linea con Gabriel... Guardai
il suo viso serio e paonazzo. Gli occhi castano le brillavano.
Per un attimo mi preoccupai che potesse esserci qualcosa
di pi dell'adorazione.
Come a rispondere al mio pensiero inespresso, il volto
di Milly si arross ancora di pi.
Jim pensa che io sia una stupida disse imbarazzata.
Davvero? Come mai?
Dice che sono cos stupida da non capire niente di
politica... e che comunque sono tutti degli imbroglioni.
E dice che neanche col cavolo posso... cio, dice che non
posso essere di alcun aiuto, e che se vado in giro a parlare
con la gente, regalo solo voti all'opposizione. Capitano
Norreys, secondo lei  vero?
No risposi con decisione.
La giovane s'illumin.
Lo so che per certi versi sono stupida. Ma  solo quando
sono agitata, e Jim riesce sempre ad agitarmi. Gli piace
farmi preoccupare. Gli piace... Si ferm, le labbra le
tremavano.
Poi, a un tratto, gett in aria le strisce di cartoncino
bianco a cui stava lavorando e scoppi in lacrime, lunghi
singhiozzi strazianti.
Mia cara signora Burt dissi io, impotente.
Che diavolo pu fare un uomo costretto su una sedia a
rotelle? Non potevo darle una pacca sulla spalla, non era
abbastanza vicina. Non potevo porgerle un fazzoletto.
Non potevo farfugliare una scusa qualsiasi per sgattaiolare
fuori dalla stanza. Non potevo nemmeno dirle le porto
una tazza di t.
No, dovevo adempiere alla mia funzione, la funzione che,
come Gabriel mi aveva tanto gentilmente (o crudelmente)
fatto notare, era l'unica che mi rimaneva. Quindi dissi,
inerme: Mia cara signora Burt... e rimasi ad aspettare.
Sono cos triste... cos terribilmente triste... ora lo so...
non avrei mai dovuto sposare Jim.
Risposi in modo poco convincente: Oh, suvvia, sono
sicuro che potrebbe andare peggio.
Lui era cos allegro e affascinante... e faceva delle battute
cos divertenti. Veniva spesso a vedere i cavalli e a controllare
che fosse tutto a posto. Sa, pap aveva una scuola
di equitazione. Jim  meraviglioso a cavallo.
Certo, certo...
E allora non beveva cos tanto... o forse s, ma quantomeno
non me ne accorgevo. Anche se immagino che avrei
dovuto capirlo, visto che mi avevano avvisato. Dicevano
che alzava troppo il gomito. Ma, vede, capitano Norreys,
io non ci credevo. Si fatica a crederci, vero?
S annuii.
Pensavo che avrebbe smesso dopo il matrimonio. Sono
sicura che mentre eravamo fidanzati non beveva per niente.
Di questo sono sicura.
Magari ha ragione replicai. Un uomo  capace di
qualsiasi cosa, in fase di corteggiamento.
E mi dicevano anche che era violento. Ma a questo non
ho creduto minimamente. Perch con me era dolcissimo.
Anche se una volta l'ho visto con un cavallo... aveva perso
il controllo, lo stava punendo... Rabbrivid appena e socchiuse
gli occhi. Per un istante avevo provato un sentimento
diverso. Non lo sposer mai, se  questa la persona
che  mi ero detta. Era stato strano... mi era sembrato
uno sconosciuto, non il mio Jim. Si immagina che assurdit
se avessi rotto il fidanzamento?
Assurdit non era la parola che intendeva, ma fui d'accordo
che sarebbe stata un'assurdit. E anche una fortuna.
Milly prosegu: Ma poi mi  passata... Jim mi ha dato
delle spiegazioni, e io mi sono resa conto che a tutti capita
di perdere la pazienza, ogni tanto. Non mi era parso
importante. Sa, pensavo che lo avrei reso felice al punto
che non avrebbe voluto bere mai pi e che non si sarebbe
pi fatto prendere dalla rabbia. Era questo il vero motivo
per cui volevo sposarlo... per renderlo felice.
Rendere felice l'altro non  il vero scopo del matrimonio
le feci notare io.
Mi guard incredula.
Per, ovviamente, se si ama qualcuno, la prima cosa
che si pensa  farlo felice, no?
Questa  una delle forme pi insidiose di indulgenza
verso le proprie passioni replicai. E anche piuttosto
diffusa. Probabilmente ha causato pi infelicit che altro,
nelle statistiche matrimoniali.
La donna continuava a fissarmi con gli occhi sgranati.
Le citai quei versi di triste saggezza di Emily Bront:
Ho conosciuto cento modi di amare
E tutti addoloravano l'amato.
La signora Burt protest: Ma  orribile!.
Amare qualcuno significa sempre caricare l'altra
persona di un peso quasi insostenibile continuai.
Che cose strane che dice, capitano Norreys.
Milly sembrava quasi disposta a riderci su.
Non presti attenzione a quel che dico la tranquillizzai.
Le mie opinioni non sono ortodosse, sono solo il risultato
di brutte esperienze.
Oh, anche lei  stato infelice? Ha...
Mi sottrassi alla compassione che si stava risvegliando nei
suoi occhi, e riportai la conversazione su Jim Burt. Pensai
che per Milly fosse stata una sfortuna essere una persona
sensibile che si lasciava intimidire facilmente: il tipo peggiore
di moglie per un uomo come Burt. Dalle voci che mi erano
arrivate, immaginavo che fosse uno di quegli individui
che amano avere la meglio, sia sui cavalli che sulle donne.
Un'arpia irlandese magari sarebbe riuscita a tenerlo a bada
e a farsi rispettare, anche se a fatica. Ma avere potere su
un animale o su un essere umano era fatale per uno come
Jim. Il suo sadismo veniva alimentato dalla paura folle che
ne aveva la moglie, dalle sue lacrime e dai suoi singhiozzi.
La cosa pi spiacevole era che Milly Burt avrebbe potuto
rendere felici molti uomini (o almeno cos la pensavo io). Li
avrebbe ascoltati, lusingati e colmati di attenzioni. Avrebbe
aumentato la loro autostima e il loro umore.
A un tratto mi venne in mente che sarebbe stata una
buona moglie per John Gabriel. Non avrebbe fatto crescere
la sua ambizione (ma poi era davvero ambizioso? Ne
dubitavo), ma avrebbe mitigato l'amarezza e l'insicurezza
che di tanto in tanto traspariva dall'intollerabile presunzione
delle sue maniere.
A quanto pareva, James Burt combinava gelosia e negligenza,
accoppiata tutt'altro che inusuale. Pur dando
alla moglie della paurosa e della stupida, qualsiasi segno
di affetto mostrato da un altro uomo era fonte di risentimento.
Capitano Norreys, non ci creder ma ha detto delle
cose orribili persino sul maggiore Gabriel. Solo perch
la scorsa settimana mi ha invitato a prendere un caff
al Ginger Cat.  stato cos carino - il maggiore Gabriel,
intendo, non Jim - e siamo rimasti l per un bel po', anche
se sono sicura che non aveva tempo da perdere... e ha
chiacchierato in modo cos piacevole, mi ha chiesto di
mio padre e dei cavalli e delle cose che c'erano un tempo
a Saint Loo. Non poteva essere pi gentile! E poi... e poi Jim
mi ha detto tutte quelle cose... e gli  preso uno dei suoi
attacchi di rabbia... mi ha presa per un braccio... io sono
scappata a chiudermi nella mia stanza. A volte Jim mi
spaventa... Oh, capitano Norreys, sono tremendamente
infelice. Vorrei morire.
No, signora Burt, non  vero.
S, invece. Che cosa ne sar di me? Non c' niente ad
attendermi. Diventer sempre peggio... Jim sta perdendo
molti clienti a causa dell'alcol. E questo lo fa infuriare pi
che mai. E io ho una paura matta...
Cercai di calmarla come potei. Non credevo che la
situazione fosse cos brutta come la descriveva, ma di
certo era una donna molto infelice.
Dissi a Teresa che la signora Burt conduceva una vita
sventurata, ma lei non sembr interessarsene pi di tanto.
Non vuoi saperne di pi? le domandai con tono di
rimprovero.
Teresa rispose: Non particolarmente. Le mogli infelici
si somigliano cos tanto che le loro storie sono piuttosto
monotone.
Ma via, Teresa! esclamai io. Sei davvero disumana.
Ammetto che la compassione non  mai stata il mio
forte replic lei.
Ho la brutta sensazione che quella povera creatura sia
innamorata di Gabriel le comunicai.
Molto probabile fu la risposta secca di Teresa.
E tu continui a non essere dispiaciuta per lei?
Be', non per questo, almeno. Innamorarsi di Gabriel
dev'essere un'esperienza divertente.
Ma insomma, Teresa! Non sarai mica innamorata di
lui anche tu?
Teresa neg. Per fortuna aggiunse.
Mi aggrappai a queste sue parole e le dissi che era incoerente.
Aveva appena detto che innamorarsi di Gabriel
era divertente...
Non per me rispose Teresa. Perch io non sopporto, e
non ho mai sopportato, essere sopraffatta dalle emozioni.
S riflettei. Credo che sia vero. Ma perch? Non
riesco a capirlo.
Non so spiegarlo.
Provaci la esortai io.
Caro Hugh, quanto ti piace fare domande! Immagino sia
perch mi manca l'impulso alla vita. Avere la volont e la
mente travolte e annullate dalle emozioni  insopportabile
per me. Posso controllare le mie azioni e in larga misura i
miei pensieri: non essere in grado di controllare le emozioni
nuoce al mio orgoglio...  un'umiliazione.
Secondo te non c' alcun pericolo che succeda qualcosa
tra John Gabriel e la signora Burt, non  vero? le domandai.
Gira qualche voce. Carslake  preoccupato. Secondo
sua moglie ovunque non si fa che parlare di questo.
Quella donna! Sar lei la prima a parlarne.
Gi. Ma rappresenta l'opinione pubblica. Rappresenta
la gente maligna e pettegola di Saint Loo. E immagino che
Burt non tenga a freno la lingua dopo qualche bicchiere...
il che credo accada molto spesso. Certo,  noto per essere
un marito geloso e gran parte di quello che dice non
viene nemmeno preso in considerazione, ma comunque
fa parlare.
Gabriel dovr andarci cauto commentai io.
Andarci cauto non mi sembra la sua specialit disse
Teresa.
Non credi che sia davvero affezionato a lei?
Teresa riflett prima di rispondere: Credo che sia molto
dispiaciuto per lei.  un uomo che si lascia vincere facilmente
dalla compassione.
Secondo te potrebbe spingerla a lasciare il marito?
Quello sarebbe un disastro.
Ne siamo proprio sicuri?
Cara la mia Teresa, metterebbe fine a tutto lo spettacolo.
Lo so.
Insomma, sarebbe una catastrofe, no?
Teresa disse con una voce strana: Per John Gabriel? O
per il partito conservatore?.
In realt stavo pensando a Gabriel risposi. Ma anche
per il partito, ovvio.
Io non sono poi cos interessata alla politica disse
Teresa. Non mi importa un fico secco se a Westminster
verr eletto un altro laburista... anche se Carslake non
dovr mai sentirmi pronunciare queste parole. Quello
che mi chiedo  se sarebbe un disastro per John Gabriel.
Magari alla fine sarebbe un uomo pi felice.
Ma se vuole vincere le elezioni a tutti i costi! esclamai.
Teresa disse che successo e felicit erano due cose del
tutto diverse.
Credo che non possano mai andare insieme sentenzi.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Il mattino del torneo di whist, il capitano Carslake venne
a esternare il suo sconforto e la sua preoccupazione.
Non c' niente di vero disse. Ovvio che non c' niente
di vero! Conosco la cara signora Burt da una vita.  una
donna per bene, ha ricevuto un'educazione severa e tutto
il resto...  assolutamente ammodo. Ma sapete com' fatta
la gente.
Sapevo com'era fatta sua moglie, che con ogni probabilit
fungeva per lui da criterio di giudizio.
Continu a parlare andando su e gi per la stanza, e
sfregandosi il naso, esasperato.
Gabriel  un bravo ragazzo.  stato gentile con lei.
Ma imprudente. E non ci si pu permettere di essere
imprudenti in tempo di elezioni.
Quello che vuole dire  che non ci si pu permettere
di essere gentili.
Esattamente... esattamente. Gabriel  stato troppo
gentile... Gentile in pubblico. Prendere il caff al Ginger
Cat... come gli  saltato in testa di andare l con lei?
Perch non avrebbe dovuto?
Carslake ignor la domanda.
Con tutte le vecchie galline che a quell'ora stanno l a
razzolare. E poi credo che l'altra mattina si siano fatti una
lunga passeggiata in citt... lui le portava la borsa della
spesa.
Come ben si addice a un gentiluomo conservatore
mormorai io.
Carslake non prestava attenzione ai miei commenti.
E un giorno le ha dato un passaggio in macchina-
vicino alla fattoria degli Sprague. Fuori citt. Lasciando
pensare che avessero fatto una gita in campagna insieme.
In fondo siamo nel millenovecentoquarantacinque,
non nel milleottocentoquarantacinque puntualizzai io.
Le cose non sono cambiate pi di tanto, da queste parti
replic Carslake. Non mi riferisco ai nuovi cottage e a
tutti quegli pseudoartisti - loro sono moderni, di morale
non vogliono sentirne parlare - ma comunque votano
tutti per i laburisti.  della comunit tradizionalista, che ci
tiene alla buona reputazione, che dobbiamo preoccuparci.
Gabriel dovr fare pi attenzione.
Mezz'ora dopo Gabriel mi espresse tutta la sua rabbia e
indignazione. Carslake gli aveva fatto presente la situazione
con un certo tatto e il risultato era quello che ci si pu
aspettare quando a caldo si usa un certo tatto.
Carslake  un vecchio bacchettone! esclam. Lo sa
che cosa ha avuto la faccia tosta di dirmi?
S risposi. So tutto. E comunque, a quest'ora in genere
riposo e non ricevo visite.
Che sciocchezze replic Gabriel. Lei non ha bisogno
di riposare. Non fa altro. Stia a sentire che cos'ho da dire
al riguardo. Che diamine, devo pur sfogarmi con qualcuno
e, come le ho detto l'altro giorno,  l'unica cosa in cui pu
rendersi utile, quindi farebbe bene a mettersi da bravo
ad ascoltare le persone, quando vogliono sentire il suono
della loro voce!
Ricordo bene la grazia con cui me lo ha fatto presente
dissi.
Volevo pungerla sul vivo.
Lo so.
Immagino che sia una cosa crudele da sentirsi dire,
per non  un bene che lei sia cos permaloso.
In realt mi ha tirato su di morale replicai io. Sono
circondato da premure e cortesie al punto che una cosa
detta senza tanti peli sulla lingua  stata un sollievo.
Sta facendo passi avanti disse Gabriel, e prosegu con
la sua questione.
Non posso offrire un caff a una ragazza infelice in
pubblico senza che mi si sospetti di immoralit? domand.
Perch devo dare importanza a quello che pensa la gente,
se ha un cervello lurido come una fogna pubblica?
Be', vuole o non vuole diventare deputato? domandai.
Sar deputato.
Carslake ritiene che non lo diventer se mette in bella
mostra la sua amicizia con la signora Burt.
Che carogne che sono!
Gi!
Come se la politica non fosse un affare sporco!
Certo, s s.
Non c' niente da ridere, Norreys.  davvero fastidioso,
stamattina. E se pensa che tra me e la signora Burt ci sia
qualcosa che non dovrebbe esserci, si sbaglia di grosso.
Mi dispiace per lei, tutto qui. Non le ho mai detto una
parola che non dovesse arrivare a suo marito o a tutta la
commissione di vigilanza di Saint Loo. Mio Dio, e pensare
a quanto mi sto trattenendo con le donne! E le donne mi
piacciono!
Era ferito nel profondo, e la questione aveva un lato
umoristico.
Disse con fervore: Quella donna  tremendamente
infelice. Non sa... non pu nemmeno immaginare che
cosa deve sopportare. Quant' coraggiosa. E com' fedele.
E non si lamenta. Pensa che in un modo o nell'altro sia
colpa sua. Vorrei proprio mettere le mani su Burt...  un
vero animale. Gliele suonerei cos tanto che dopo non lo
riconoscerebbe nemmeno sua madre!
Per carit feci, davvero allarmato. Non ha un minimo
senso di prudenza, Gabriel? Una rissa in pubblico con Burt
e le sue possibilit di vincere le elezioni rasenteranno lo
zero.
Si mise a ridere. Chi lo sa? Magari ne varrebbe la pena...
Sa che le dico... Si ferm.
Alzai lo sguardo per vedere che cosa avesse bloccato il
flusso di parole. Era Isabella, appena entrata dal terrazzo.
Diede il buongiorno a entrambi e spieg che Teresa le aveva
chiesto di venire per aiutare con l'allestimento del fienile.
Ci onorer della sua presenza, spero, signorina Charteris
fece Gabriel.
La sua voce aveva un tono mellifluo e sopra le righe che
non gli si addiceva per niente. Isabella sembrava avere
sempre un brutto effetto su di lui.
La ragazza rispose di s e aggiunse: Partecipiamo
sempre a queste cose.
Poi usc alla ricerca di Teresa, e Gabriel esplose.
Molto gentile da parte della principessa disse. Quant'
magnanima. Addirittura si mischier alla gente comune!
Perbacco! Sa che le dico, Norreys? Milly Burt vale almeno
dodici presuntuose come Isabella Charteris. Isabella
Charteris! Chi  poi, in fondo?
Sembrava chiaro chi fosse. Ma Gabriel volle profondersi
sull'argomento.
Povera come un topo di sacrestia! Vive in un vecchio
castello in rovina e ha la presunzione di ritenersi pi
importante di chiunque altro. Se ne sta l a girarsi i pollici
senza fare niente, nella speranza che l'erede dei suoi sogni
torni a casa a sposarla. Non lo ha mai visto e non gliene pu
fregare niente, ma non vede l'ora di sposarlo. Puah! Queste
ragazze mi danno la nausea. La nausea, Norreys. Sono dei
cagnolini viziati, ecco che cosa sono. Lady Saint Loo,  questo
che vuole diventare. Qual  il vantaggio di essere Lady St
Loo al giorno d'oggi? Queste cose sono belle e finite. Sono
ridicole! Vanno bene al massimo per il cabaret...
Gabriel, gli dissi lei ha davvero sbagliato fazione.
Farebbe un discorso magnifico sul palco di Wilbraham.
Perch non cambia?
Per una ragazza come quella, continu Gabriel, il
respiro ancora affannato Milly Burt  solo la moglie del
veterinario! Una persona degna di un saluto alle feste del
partito, ma non di un invito per un t al castello... oh no,
il t sarebbe troppo! Glielo assicuro, Milly Burt vale sei
presuntuose Isabella Charteris.
Chiusi gli occhi con risolutezza.
Potrebbe lasciarmi solo, Gabriel? dissi. Checch ne
dica lei, io sono un uomo molto malato e le ripeto che
devo riposare. Lei  troppo stancante per me.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Avevano tutti qualcosa da dire su John Gabriel e Milly
Burt, e prima o poi lo vennero a dire a me. Nel bel
mezzo dei preparativi per il torneo di whist, camera mia
sembrava il camerino di un teatro. La gente faceva un salto
per una tazza di t o per un bicchiere di sherry. Teresa
avrebbe senz'altro potuto impedirglielo, ma non ci prov
nemmeno, e la cosa non mi dispiacque perch era sorto in
me un certo interesse per quell'intreccio di dicerie e malizia
velata di invidia che si stava intessendo rapidamente.
Tra Milly Burt e il maggiore Gabriel non c'era niente di
riprovevole, di questo ero certo. Affabilit e compassione
da parte di lui, adorazione da parte di lei.
Tuttavia mi resi conto, non senza una certa riluttanza,
che gli sviluppi anticipati dai malevoli pettegolezzi erano
impliciti. Tecnicamente innocente, Milly Burt era gi
sulla strada dell'innamoramento, che lo sapesse o meno.
Gabriel era un uomo di appetiti carnali, e i suoi modi
cavallereschi e protettivi potevano trasformarsi in passione
da un momento all'altro.
Pensai che, se non fosse stato per le esigenze dettate
dalle elezioni, la loro amicizia si sarebbe gi trasformata
in una relazione. Immaginavo che Gabriel fosse un uomo
che aveva bisogno di essere amato e allo stesso tempo
ammirato. Il veleno nero che scorreva in lui, sotterraneo,
poteva essere placato fintanto che aveva qualcuno da
proteggere e di cui prendersi cura. E Milly Burt era proprio
quel tipo di donna che aveva bisogno di qualcuno che si
prendesse cura di lei e la proteggesse.
Pensai cinicamente che in fondo sarebbe stato la miglior
tipologia di adulterio: fondato non tanto sulla lussuria
quanto su amore, compassione, gentilezza e gratitudine.
Eppure, senza ombra di dubbio, di adulterio si sarebbe
trattato, e gran parte dell'elettorato di Saint Loo non avrebbe
visto le attenuanti, e sarebbe stata pronta a dare il voto
al laconico Wilbraham, dalla vita privata irreprensibile,
oppure sarebbe rimasta a casa, astenendosi. Giusto o
sbagliato che fosse, Gabriel aveva basato la sua battaglia
elettorale sul fascino personale: i voti che prendeva erano
per John Gabriel, non per Winston Churchill. E John
Gabriel stava camminando sul filo del rasoio.
So che forse non dovrei parlarne esord Lady Tressilian,
trafelata per la corsa. Si sbotton il cappotto di flanella
grigia e prese a sorseggiare con riconoscenza il t servito
in una delle vecchie tazze di Miss Amy Tregellis. Abbass
la voce con fare complottistico. Ma mi chiedevo se in giro
si parlasse... della signora Burt e... del nostro candidato.
Mi guard come un cagnolino in difficolt.
Purtroppo la faccenda  un po' chiacchierata.
Il suo bel visino assunse un'espressione preoccupata.
Accidenti fece lei. Speravo di no. Insomma, lei  una
cos brava donna, davvero. Non  per niente quel tipo di...
insomma,  un'ingiustizia. Se ci fosse stato un fondo di
verit, qualcosa da nascondere... be', in quel caso sarebbero
stati attenti e non lo saprebbe nessuno.  proprio perch
 tutto in regola e non c' niente da nascondere che non
hanno... insomma... non hanno pensato...
A quel punto la signora Bigham Charteris scatt. Era
gi indignata per uno dei suoi cavalli.
Fa presto a parlare la gente, scandaloso! Quel Burt 
inaffidabile. Beve sempre di pi e ora i risultati si vedono
anche sul lavoro. Certo, ho sempre saputo che con i cani
era senza speranza, ma con i cavalli e le mucche se la
cavava, gli allevatori si fidavano ciecamente... Ora, invece,
mi hanno detto che la vacca di Polneathy  morta durante
il parto - e solo per negligenza. E poi anche la giumenta
di Bentley. Burt far una brutta fine, se non sta attento.
Stavo giusto parlando al capitano Norreys della signora
Burt riprese Lady Tressilian. Per sapere se gli erano
giunte voci...
Un mucchio di sciocchezze la interruppe con veemenza
la signora Bigham Charteris. Per queste cose
hanno risonanza. Ora la gente dice che  per questo che
Burt beve cos tanto. Altra grande fesseria. Si ubriacava e
picchiava sua moglie da molto prima che il maggiore Gabriel
arrivasse qui.
Eppure aggiunse bisogna fare qualcosa. Qualcuno
deve parlare con il maggiore Gabriel.
Carslake gli ha fatto presente il problema, credo interloquii io.
Quell'uomo non ha tatto disse la signora Bigham
Charteris. Immagino che Gabriel sia andato su tutte le
furie.
S risposi.
Gabriel  un vero idiota si sfog la signora Bigham
Charteris.  di buon cuore,  questo il problema. Mmm...
Qualcuno dovrebbe parlare con Milly, piuttosto. Farle
capire che  meglio che scompaia dalla circolazione fino
alle elezioni. Non credo che abbia la minima idea di quello
che dice la gente. Si volt verso la cognata. Meglio che
ci pensi tu, Agnes.
Lady Tressilian divent paonazza e piagnucol sconfortata:
No, Maud, davvero... non saprei cosa dire. Sono sicura
di essere proprio la persona sbagliata.
Insomma, non possiamo rischiare mandando la signora
Carslake. Quella donna  veleno.
Senti senti scherzai io.
E io ho il vago sospetto che ci sia lei alla base di tutte
queste chiacchiere.
Ma no, Maud. Non farebbe mai niente che possa pregiudicare
le chances del nostro candidato.
Non crederesti a quello che ho visto nel reggimento,
Agnes disse la signora Charteris con tono cupo. Se una
donna vuole dare sfogo alla perfidia, ignorer qualsiasi
cosa... anche le possibilit di promozione del marito...
tutto. E se lo volete sapere, continu secondo me non
le sarebbe dispiaciuto essere lei ad amoreggiare con John
Gabriel!
Maud!
Chiedi che cosa ne pensa il capitano Norreys. Lui ha
assistito, e dicono che gli spettatori siano quelli che vedono
meglio il gioco.
Mi guardarono tutte e due con grande aspettativa.
Non penso proprio... cominciai. E poi cambiai idea.
Credo che lei abbia perfettamente ragione dissi alla
signora Bigham Charteris.
Certe occhiate della signora Carslake, certe allusioni mi
erano di colpo diventate chiare in tutto il loro peso. Per
quanto potesse sembrare assurdo, ritenevo plausibile che
la signora Carslake non solo non avesse mosso un dito
per stroncare sul nascere le voci che giravano, ma che le
avesse anche segretamente alimentate.
Un mondo ingrato, riflettei.
Se qualcuno deve affrontare Milly Burt, credo che
quello sia il capitano Norreys annunci a un tratto la
signora Bigham Charteris.
No obiettai io.
Lei le sta simpatico, e un invalido si trova sempre in
una posizione privilegiata.
Hai proprio ragione le fece eco Lady Tressilian, appoggiando
in pieno la proposta che l'avrebbe liberata da
un compito tanto sgradevole.
No! ripetei io.
Ora  al fienile ad aiutare per l'allestimento disse la
signora Bigham Charteris, alzandosi con solerzia. Gliela
mando subito... le dico che c' una tazza di t che l'aspetta.
Non far niente del genere sbraitai.
S, invece insistette la signora Bigham Charteris, che
non a caso era stata moglie di un colonnello. Dobbiamo
fare tutti qualcosa per evitare che vincano quei terribili
socialisti.
 per aiutare il nostro Churchill rincar la dose Lady
Tressilian. Dopo tutto quello che ha fatto per il Paese...
Ora che ha vinto la guerra per noi, farebbe meglio a
starsene tranquillo a scrivere la storia del conflitto ( uno
dei migliori scrittori dei nostri tempi) e a rilassarsi mentre
i laburisti gestiranno male la pace.
La signora Bigham Charteris si era precipitata in terrazzo.
Continuai a parlare con Lady Tressilian.
Churchill si merita un po' di riposo la incalzai.
Pensi alla confusione terribile in cui ci getterebbero i
laburisti replic Lady Tressilian.
Pensi alla confusione terribile in cui ci getterebbe
chiunque obiettai. Non si pu evitare il caos dopo una
guerra. Non sarebbe preferibile se non fosse il nostro
schieramento a causarlo? Comunque mi affrettai ad
aggiungere, sentendo i passi e le voci fuori  lei la persona
giusta per parlare con Milly Burt. Queste cose  meglio
sentirsele dire da un'altra donna.
Ma Lady Tressilian scuoteva la testa.
No, non  cos. Maud ha perfettamente ragione.  lei
la persona giusta. Sono sicura che capir.
Supposi che quest'ultima frase si riferisse a Milly Burt.
Io per avevo seri dubbi.
La signora Bigham Charteris condusse la signora Burt
in camera mia come un cacciatorpediniere che scorti una
nave mercantile.
Ecco qui il t disse con disinvoltura. Se ne versi una
tazza e si accomodi pure a intrattenere il capitano Norreys.
Agnes, ho bisogno di te. Che cosa ne hai fatto dei premi?
Le due donne uscirono solenni dalla stanza. Milly Burt
si vers il suo t e venne a sedersi accanto a me. Sembrava
un po' disorientata.
C' qualcosa che non va? domand.
Forse, se non avesse esordito con queste parole, mi
sarei sottratto al compito che mi era stato imposto. Ma
stando cos le cose, quella frase iniziale rese pi facile lo
svolgimento del mio compito.
Lei  una splendida persona, Milly dissi. Si  accorta
che invece tanta gente non lo  per niente?
Dove vuole arrivare, capitano Norreys?
Ascolti dissi. Lo sa che girano parecchie malelingue
su di lei e il maggiore Gabriel?
Su di me e il maggiore Gabriel? Strabuzz gli occhi.
Un rossore ardente le pervase pian piano il viso fino alla
radice dei capelli. Distolsi lo sguardo, imbarazzato. Vuol
dire che non  solo Jim che... anche la gente dice che...
pensa davvero che...
Quando ci sono le elezioni, il potenziale candidato
deve stare particolarmente attento dissi, odiandomi. Per
usare le parole di san Paolo, Astenetevi da ogni apparenza
di male... Capisce? Anche sciocchezze come un caff al
Ginger Cat, o un incontro fortuito per strada, un aiuto con
le buste della spesa, bastano a provocare pettegolezzi.
Sgran gli occhi castani, pieni di paura.
Ma lei non crede che ci sia mai stato niente, nemmeno
una parola, vero?  stato solo molto molto gentile... E
nient'altro, davvero.
Ma certo, lo so. Per un potenziale candidato non pu
permettersi nemmeno di essere gentile. E aggiunsi con
amarezza: Tale  la purezza dei nostri ideali politici.
Non voglio arrecargli alcun danno disse Milly. Per
niente al mondo.
Ne sono certo.
Mi guard implorante.
Che cosa posso fare... per sistemare le cose?
Le consiglierei semplicemente di... insomma, di stargli
alla larga fino alle elezioni. Cerchi di non farsi vedere in
pubblico con lui, se pu.
La donna annu con zelo.
S, senz'altro. Le sono cos grata per avermelo detto,
capitano Norreys. Non ci avrei mai pensato. Io,  che 
stato fantastico con me...
Si alz e si sarebbe concluso tutto nel migliore dei modi
se John Gabriel non avesse deciso di fare il suo ingresso
proprio in quel momento.
Salve disse. Come va da queste parti? Io ho appena
finito un comizio, ho parlato fino a perdere la voce. C' un
po' di sherry? Devo andare a trovare delle mamme dopo...
e il whisky non  il massimo per l'alito.
Devo andare disse Milly. Arrivederci, capitano Norreys.
Arrivederci, maggiore Gabriel.
Gabriel intervenne: Aspetti un attimo. La accompagno
a casa.
No no, la prego... sono di fretta.
Gabriel rispose: Va bene, sacrificher lo sherry allora.
La prego! arross Milly, imbarazzata. Non voglio che
venga... voglio andare da sola.
Usc quasi di corsa dalla stanza. Gabriel si volt verso
di me.
Chi glielo ha detto? Lei?
S risposi.
Come le viene in mente di ficcare il naso nei fatti miei?
Non me ne frega un fico secco dei fatti suoi. Questi
sono affari del partito conservatore.
E a lei importa qualcosa del partito conservatore?
In effetti no ammisi.
E allora perch s'impiccia?
Se proprio lo vuole sapere, perch la signora Burt mi
sta simpatica e se capisse che lei ha perso le elezioni per
ragioni legate alla sua amicizia con lei, la prenderebbe
molto male.
Non perder le elezioni per la mia amicizia con lei.
Invece ci sono buone possibilit che succeda, Gabriel.
Sta sottovalutando la forza delle fantasie pruriginose.
Annu.
Chi l'ha convinta a parlarle?
La signora Bigham Charteris e Lady Tressilian.
Quelle vecchie arpie! E Lady Saint Loo?
No replicai. Lady Saint Loo non c'entra niente.
Se fosse stata lei a dare ordini, porterei via Milly Burt
per il fine settimana, e al diavolo tutte loro!
Questo s che ci regalerebbe un finale divertente!
commentai. Pensavo che volesse vincere le elezioni.
Fece un ampio sorriso, di nuovo di buon umore.
Infatti vincer afferm.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Quella fu una delle sere pi belle di tutta l'estate. La gente
afflu in gran numero al Gran Fienile, dove oltre al
torneo di whist vero e proprio c'erano maschere e balli.
Teresa mi ci port in modo che potessi dare un'occhiata.
Sembravano tutti molto allegri. Gabriel dava il meglio
di s raccontando aneddoti e mischiandosi alla folla, tra
una risposta impertinente e una battuta arguta. Aveva
l'aria gioviale e pi sicura del solito. Prestava particolare
attenzione alle donne, con delle maniere un po' ostentate
nei loro confronti. La ritenni una mossa astuta. Il suo
contagioso buon umore le faceva sentire bene... e la festa
stava andando a gonfie vele.
Lady Saint Loo, ossuta e solenne, era l a movimentare la
serata. La sua presenza fu presa come un complimento.
Avevo scoperto che era apprezzata e temuta. Bench in
varie occasioni si fosse dimostrata senza tanti peli sulla
lingua, la sua gentilezza, per quanto limitata, era autentica,
e nutriva un vivo interesse per la citt di Saint Loo e per le
sue vicissitudini.
Il castello godeva di grande rispetto. Quando il funzionario
degli alloggi non sapeva pi dove pescare per
trovare rifugio agli sfollati, era giunto un inflessibile
messaggio da parte di Lady Saint Loo. Perch a lei non era stato
assegnato nessuno?
Alle incerte giustificazioni di Pengelley, che non aveva
voluto arrecarle disturbo poich, come adduceva ad
esempio, alcuni bambini erano molto indisciplinati, Lady
St Loo aveva replicato:
Faremo anche noi la nostra parte. Possiamo dare alloggio
senza difficolt a cinque bambini in et scolare o a
due donne con prole al seguito, a sua scelta.
Le donne coi figli non furono un esperimento di successo.
Le due londinesi erano terrorizzate dagli echeggianti
corridoi di pietra del castello, e avevano paura dei fantasmi.
Quando si alzava il vento dal mare, il riscaldamento
inadeguato le costringeva a rannicchiarsi a battere i denti.
Abituate al calore e all'umanit degli appartamenti di
Londra, quel posto fu per loro un incubo. Se ne andarono
ben presto e furono sostituite da bambini in et scolare,
per i quali il soggiorno al castello fu una delle cose pi
entusiasmanti mai capitate. Si arrampicavano sulle rovine,
andavano all'instancabile ricerca di un fantomatico passaggio
sotterraneo, giocavano per i corridoi echeggianti.
Finirono con l'essere viziati da Lady Tressilian e intimoriti
e affascinati da Lady Saint Loo, mentre la signora Bigham
Charteris insegn loro a non aver paura dei cavalli e dei
cani; alla fine divennero grandi amici dell'anziano cuoco,
originario della Cornovaglia, che preparava loro focaccine
allo zafferano.
Un paio di volte Lady Saint Loo fece delle rimostranze al
funzionario. Alcuni bambini erano stati alloggiati presso
fattorie isolate: i contadini in questione non erano, secondo
lei, generosi n affidabili. Insistette finch non vennero
svolte indagini e si scopr che in un caso i bambini erano
denutriti e nell'altro, per quanto nutriti adeguatamente,
vivevano in condizioni poco igieniche e venivano trascurati.
Tutto ci non fece che accrescere il rispetto nei confronti
dell'anziana signora. Il castello non tollerava che le cose
venissero fatte male, diceva la gente.
Lady Saint Loo non onor a lungo il torneo di whist con la
sua presenza. Lei e la cognata si ritirarono insieme, mentre
Isabella rimase per aiutare Teresa, la signora Carslake e
le altre.
Io stesso rimasi a osservare la scena solo per una ventina
di minuti. Poi Robert mi riport a casa. In terrazzo, gli
chiesi di fermarsi. Era una serata tiepida e la luna era
splendida.
Sto qui un altro po' dissi.
D'accordo. Desideri una coperta o altro?
No, si sta bene.
Robert annu, gir sui tacchi e ritorn a lunghi passi al
fienile, dove lo attendevano altri compiti.
Io rimasi l a fumare nella pace pi assoluta. Il castello
si stagliava sullo sfondo del mare illuminato dalla luna e
sembrava pi che mai un pezzo di scenografia. Un brusio
di voci e musica arrivava dal fienile. Alle mie spalle, la casa
era avvolta nell'oscurit, le finestre tutte chiuse tranne una.
Sembrava quasi che il riflesso della luna tracciasse una via
luminosa dal castello a Polnorth House.
Mi immaginai, a percorrerla, una giovane figura in
armatura scintillante: Lord Saint Loo di ritorno a casa... Un
peccato che l'uniforme militare non sia romantica quanto
una maglia di ferro.
Diversivo sul distante vociare del fienile, si udivano i
rumori della notte estiva, scricchiolii e fruscii... animaletti
che si muovevano furtivamente, intenti nelle loro legittime
occupazioni, foglie fruscianti, il fievole verso di un gufo
in lontananza...
Mi pervase un vago senso di appagamento. Era vero
quello che avevo detto a Teresa: stavo ricominciando a
vivere. Il passato e Jennifer erano come uno splendido
sogno incorporeo, e tra me e quel sogno c'era un intrico di
dolore, oscurit e inerzia da cui stavo emergendo soltanto
adesso. Non potevo tornare alla mia vecchia esistenza: la
rottura era netta. Quella che stavo cominciando era una
nuova vita. Come sarebbe stata? Che forma le avrei dato?
Chi era il nuovo Hugh Norreys? Percepivo la curiosit
destarsi in me. Che cosa sapevo? In cosa potevo sperare?
Che cosa avrei fatto?
Vidi una figura vestita di bianco emergere dal Grande
Fienile. Esit un momento e poi si diresse verso di me.
Avevo capito subito che si trattava di Isabella. Venne a
sedersi sulla panchina di pietra. L'armonia della notte era
assoluta.
Rimanemmo a lungo senza dire niente. Io ero molto
felice. Non volevo rovinare il momento parlando. Non
volevo nemmeno pensare.
Fu solo quando una raffica di vento improvvisa arriv
dal mare a scompigliare i capelli di Isabella e lei sollev il
braccio alla testa, che l'incantesimo fu spezzato. Mi voltai
a guardarla. Stava osservando, come me prima, la luce
della luna che tracciava la via fino al castello.
Rupert sarebbe dovuto venire stasera le dissi.
S. La voce della giovane era quasi spezzata. Sarebbe
dovuto venire stasera.
Mi sono immaginato il suo arrivo proseguii. Con la
maglia di ferro, o a cavallo. Ma, in realt, penso che verr
in uniforme da combattimento e berretto.
Deve venire presto disse Isabella. Oh, deve venire
presto...
C'era fretta, quasi ansia nella sua voce.
Non sapevo che cosa avesse in mente, ma mi intimor.
Non faccia troppo affidamento sul suo arrivo la misi
in guardia. La vita ha la capacit di andare a finire male.
Immagino di s, ogni tanto.
Ci si aspetta cose che non ci sono... proseguii.
Isabella rispose: Rupert deve tornare presto.
Lo disse con inquietudine, con urgenza.
Le stavo per chiedere che cosa volesse dire, ma in quel
momento John Gabriel arriv dal Gran Fienile e si un a
noi.
Mi manda la signora Norreys per sapere se le serve
niente mi disse. Qualcosa da bere?
No, grazie.
Sicuro?
Sicurissimo.
Grosso modo ignor Isabella.
Si versi un bicchiere gli proposi.
No, grazie. Dopo un po' disse, citando Shakespeare:
Che bella serata. Fu certo in una notte come questa che
il giovane Lorenzo... eccetera eccetera.
Rimanemmo tutti e tre in silenzio. La musica arrivava
lieve dal Gran Fienile. Gabriel si rivolse a Isabella.
Mi concede un ballo, signorina Charteris?
Isabella si alz e mormor con quella sua voce compita:
Grazie, molto volentieri.
Si allontanarono insieme, distaccati, senza dirsi una parola.
Io cominciai a pensare a Jennifer. Mi chiesi dove fosse e
che cosa stesse facendo. Era felice o triste? Aveva trovato,
come si dice, qualcun altro? Lo speravo. Lo speravo
tantissimo.
Non c'era vera sofferenza nel pensare a lei, perch la
Jennifer che avevo conosciuto io non era esistita davvero.
L'avevo inventata per compiacermi. Non mi ero mai
preoccupato della vera Jennifer. Tra lei e me si era interposta
un'altra figura, quella di Hugh Norreys il sollecito
aiutante di Jennifer.
Mi balen in mente il vago ricordo di quando da piccolo
scendevo piano, con passo incerto, una lunga rampa di scale.
Sentivo ancora l'eco lontana della mia voce dire con tono
d'importanza: Ecco Hugh che scende le scale.... E poi, da
bambini, si impara a dire Io Ma quell'io non riesce ad
arrivare fino in profondit. Si continua a vivere senza essere
io bens uno spettatore. Ci si vede come in una serie di
fotografie. Avevo visto Hugh che consolava Jennifer, Hugh
che era tutto il mondo per Jennifer, Hugh che andava a
rendere felice Jennifer, che cercava di dare a Jennifer quello
che si meritava dopo tutto quello che le era successo.
S, pensai a un tratto, proprio come Milly Burt. Milly
Burt che decideva di sposare il suo Jim, che vedeva se stessa
farlo felice, togliergli il vizio dell'alcol, senza preoccuparsi
di conoscere il vero Jim.
Applicai lo stesso processo a John Gabriel. Ecco John
Gabriel, dispiaciuto per quella giovane donna, che cerca
di tirarla su, di essere gentile con lei, di darle una mano.
Passai a Teresa. Ecco Teresa che sposava Robert, ecco
Teresa...
No, non funzionava. Teresa, dissi tra me e me, era adulta:
aveva imparato a dire io
Due figure uscirono dal fienile. Non vennero verso di
me, ma scesero i gradini che conducevano all'altro terrazzo
e al giardino acquatico...
Proseguii le mie ricerche mentali. Lady Tressilian vedeva
se stessa nell'atto di convincermi a tornare in salute e a
trovare interesse per la vita. La signora Bigham Charteris
si vedeva come la persona che sa sempre qual  il modo
giusto di affrontare le cose, ancora moglie efficiente del
colonnello. Be', perch no, in fondo? La vita  difficile,
dobbiamo avere dei sogni.
Jennifer ne aveva avuti? Com'era Jennifer in realt? Mi
ero mai preoccupato di capirlo? Non avevo visto sempre
quello che volevo vedere, la mia meravigliosa Jennifer,
fedele e infelice?
Com'era in realt? Non cos meravigliosa, non cos fedele
(se ci si pensa bene!), senz'altro infelice... decisamente
infelice. Mi ricordai dei suoi rimorsi, delle sue autoaccuse,
e io a letto, ridotto a un relitto fracassato. Era sempre tutta
colpa sua, tutta opera sua. Che cosa voleva dire, in fondo,
se non che Jennifer vedeva se stessa in un ruolo tragico?
Tutto quello che succedeva doveva essere a causa di
Jennifer. Ecco Jennifer, l'eroina tragica e infelice, alla quale
va tutto storto, e che si assume la colpa di qualsiasi cosa non
vada per il verso giusto. Milly Burt, probabilmente, farebbe
pi o meno lo stesso. Milly... i miei pensieri passarono
bruscamente dalle teorie sulla personalit alle questioni
pi stringenti. Milly non era venuta quella sera. Forse
era stata una saggia decisione. O la sua assenza avrebbe
causato altrettanti commenti?
A un tratto sobbalzai tra i brividi. Dovevo essermi quasi
addormentato. Cominciava a fare freddo...
Sentii dei passi che venivano dal terrazzo di sotto. Era
John Gabriel. Mentre si avvicinava notai che aveva un'andatura
traballante. Mi chiesi se avesse bevuto.
Venne da me. La sua apparizione mi sorprese. Parl con
una voce rauca, quasi incomprensibile. Aveva tutta l'aria
di uno che ha alzato il gomito, ma non era stato l'alcol a
ridurlo in quello stato.
Fece una risata un po' da ubriaco.
Quella ragazza! esclam. Quella ragazza! Glielo
avevo detto che era come tutte le altre. Potr anche avere
la testa tra le stelle, ma i piedi ce li ha d'argilla.
Che sta dicendo, Gabriel? dissi bruscamente. Ha
bevuto?
Si mise a ridere di nuovo.
Questa  bella! No, non ho bevuto. Ci sono cose migliori
da fare. Un bocconcino orgoglioso e presuntuoso!
Una signora troppo fine per avere a che fare con la gente
comune! Le ho fatto vedere qual  il suo posto. L'ho fatta
scendere dalle stelle... le ho fatto vedere di cos' fatta,
nient'altro che di terra. Glielo avevo detto, tempo fa, che
non era una santa... non con una bocca come quella... 
umana.  come tutti noi. Pu fare l'amore con tutte le donne
che vuole, ma sono tutte uguali... tutte uguali!
Insomma, Gabriel dissi furioso. Che sta combinando?
Si concesse una risatina.
Mi sono divertito, vecchio mio disse. Ecco che cos'ho
fatto, mi sono divertito. A modo mio... eccome se non ci
so fare!
Se ha offeso la ragazza in qualsiasi modo...
Ragazza?  una donna. Sa quello che fa, o dovrebbe
saperlo.  una donna. Mi creda.
Si mise di nuovo a ridere. L'eco di quella risata mi perseguit
per molti anni. Era volgare e materialista, terribilmente
sgradevole. Lo odiavo e continuai a odiarlo.
Mi rendevo conto con orrore della mia impotenza, della
mia immobilit. E Gabriel me la rammentava con la
sua occhiata rapida e sprezzante. Non riesco a immaginare
una persona pi odiosa di John Gabriel quella sera...
Rise di nuovo e si diresse con passo barcollante verso
il fienile.
Lo guardai, furioso di rabbia. Poi, mentre stavo ancora
rimuginando con amarezza sulla mia condizione di invalido,
sentii qualcuno percorrere i gradini del terrazzo. Un
passo pi leggero e misurato, stavolta.
Giunse Isabella, mi pass davanti e si sedette sulla panchina
di pietra accanto a me.
I suoi movimenti, come sempre, erano sicuri e placidi.
Se ne stette seduta in silenzio come poco prima. Eppure
mi accorsi di una differenza. Era come se, senza darlo a
vedere, cercasse conforto. Era all'erta, allarmata. Cera
preoccupazione in lei, lo percepii distintamente. Ma non
sapevo, non potevo nemmeno immaginare, che cosa le
passasse per la testa. Forse lo ignorava anche lei.
Feci una domanda vaga: Isabella, mia cara...  tutto a
posto?.
Chiss cosa volevo dire.
Lei rispose: Non lo so....
Dopo qualche minuto fece scivolare la sua mano nella
mia. Fu un dolcissimo gesto di fiducia, che non ho mai
dimenticato. Non dicemmo una parola. Rimanemmo
seduti l per un'ora. Poi la gente cominci a uscire dal
Fienile e varie signore vennero in terrazzo a chiacchierare e
a scambiarsi congratulazioni per il buon esito della serata,
e una di loro diede un passaggio a Isabella fino a casa.
Sembrava tutto fantastico, irreale.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Pensavo che il giorno dopo Gabriel mi avrebbe lasciato
in pace, ma su di lui non si poteva fare alcuna previsione.
Si present in camera mia poco prima delle undici.
Speravo proprio di trovarla da solo disse. Immagino
di aver fatto la figura del perfetto imbecille, ieri sera.
La chiami pure cos. Io userei qualcosa di pi forte. Lei
 un vero maiale, Gabriel.
Che cosa ha detto... lei?
Niente.
Era turbata? Arrabbiata? Maledizione, avr pur detto
qualcosa.  rimasta con lei quasi per un'ora.
Non ha detto niente di niente ripetei.
Vorrei proprio non aver... Si ferm. Aspetti un attimo,
ma non penser che io l'abbia sedotta, vero? Niente del
genere. Buon Dio, no. Ho solo... ho solo amoreggiato un
po' con lei, ecco tutto. Il chiaro di luna, una bella ragazza...
insomma, poteva succedere a chiunque.
Non aprii bocca, e Gabriel rispose al mio silenzio come
se fosse stato fatto di parole.
Ha ragione disse. Non ne vado particolarmente fiero.
Ma mi ha fatto impazzire. Mi ha fatto impazzire da quando
l'ho conosciuta. Aveva l'aria di una troppo sacra per essere
toccata.  per questo che ho fatto l'amore con lei ieri sera...
s, e non  dolce, ma brutale. Per lei rispondeva, Norreys. 
umana. Umana come ogni pollastrella che rimorchi di sabato
sera. Oserei dire che ora mi odia. Non ho chiuso occhio...
Camminava con foga su e gi. Poi mi chiese di nuovo:
 sicuro che non le abbia detto niente? Ma proprio
niente?
Gliel'ho gi ripetuto replicai con freddezza.
Si afferr la testa. Poteva anche essere un gesto buffo,
ma fu meramente tragico.
Non capisco mai che cosa pensa disse. Non so niente
di lei.  l, da qualche parte, dove non posso arrivare.
Proprio come quel maledetto fregio di Pisa. I beati, seduti
l in paradiso che sorridono sotto gli alberi. Ho dovuto
portarla gi... ho dovuto! Non potevo pi sopportarlo.
Volevo umiliarla, farla scendere sulla terra, farla vergognare.
La volevo all'inferno con me...
Per carit, Gabriel, stia zitto sbottai. Non ha la minima
decenza?
No, e non ce l'avrebbe nemmeno lei, Norreys, se avesse
passato quello che ho passato io, queste settimane. Vorrei
non averla mai vista. Vorrei dimenticarla. Vorrei non sapere
nemmeno che esiste.
Non avevo idea...
Mi interruppe.
Lei non ha mai idea. Non vede a un palmo dal suo naso!
 l'individuo pi egocentrico che abbia mai conosciuto, del
tutto assorbito dai tuoi sentimenti. Non lo vede come sto?
Ancora un po', e non me ne frega nemmeno pi niente di
entrare in parlamento.
Il paese ne gioir feci io.
La verit  che mi sono cacciato in un guaio terribile
ammise Gabriel con disperazione.
Non risposi. Ero cos stufo dei suoi modi trionfanti,
che ricavai un certo grado di soddisfazione vedendolo
completamente abbattuto.
Il mio silenzio lo stizz. Ne fui contento: era proprio
quello che volevo.
Norreys, ha la minima idea della faccia compiaciuta
e puritana che ha in questo momento?... Secondo lei che
cosa dovrei fare? Chiedere scusa alla ragazza... dirle che
ho perso la testa, qualcosa del genere?
Perch lo chiede a me? Lei ha cos tanta esperienza
con le donne che dovrebbe gi saperlo.
Non ho mai avuto a che fare con una ragazza come
questa. Pensa che sia sconvolta... disgustata? Mi ha preso
per un depravato?
Provai di nuovo un certo piacere nel ripetergli la semplice
verit: non sapevo che cosa pensasse o provasse Isabella.
Ma credo che stia venendo qui lo informai guardando
dalla finestra.
Gabriel avvamp e il suo sguardo si riemp di inquietudine.
Prese posto davanti al camino, assumendo una brutta
postura, con le gambe divaricate e il mento proteso in
avanti. Aveva un aspetto avvilito e imbarazzato, che non
gli donava per niente. Notai con piacere che sembrava un
uomo ordinario, losco e gretto.
Se mi guarda come se fossi un avanzo... disse, ma non
termin la frase.
Isabella, tuttavia, non lo guard come se fosse stato un
avanzo. Disse buongiorno, prima a me e poi a lui. Ci tratt
allo stesso modo, con le sue maniere gravi e compite. Aveva
l'aspetto sereno e inalterato di sempre. Doveva recapitare
un messaggio a Teresa, e quando seppe che era alla porta
accanto con i Carslake, and a cercarla, accennando a
entrambi un aggraziato sorriso mentre usciva dalla stanza.
Quando richiuse la porta, Gabriel cominci a imprecare.
La maledisse con fermezza e ferocia. Cercai di frenare quel
flusso di malevolenza, ma senza esito. Mi grid:
Chiuda il becco, Norreys, lei non c'entra nulla. Le assicuro
che la spunter anche con quella sgualdrina orgogliosa
e presuntuosa, fosse l'ultima cosa che faccio.
E con queste parole si precipit fuori dalla stanza e sbatt
la porta alle sue spalle, facendo tremare tutta Polnorth
House.
Non volevo perdermi il passaggio di Isabella al suo
ritorno dai Carslake, e suonai il campanello per farmi
portare in terrazzo.
L'attesa non fu lunga. Isabella usc dalla portafinestra
e percorse il terrazzo in mia direzione. Con la sua solita
naturalezza si diresse dritta dritta alla panchina di pietra
e si sedette. Non disse niente. Teneva le mani affusolate
giunte sul grembo, con la stessa tranquillit di sempre.
In genere questo mi bastava, ma quel giorno ero particolarmente
speculativo. Volevo sapere che cosa ci fosse
in quella testa aristocratica. Avevo visto in che stato era
Gabriel, ma non avevo idea di che impressione avessero
lasciato gli accadimenti della sera precedente su Isabella,
ammesso e non concesso che vi avessero lasciato qualcosa.
La cosa difficile quando si aveva a che fare con Isabella
era che si doveva parlare chiaro e tondo: gli eufemismi al
massimo potevano attirare un'occhiata di vuoto sconcerto.
Ma visto che le abitudini sono quelle che sono, il mio
primo accenno fu vago.
 tutto a posto, Isabella? domandai.
La giovane mi rivolse uno sguardo interrogativo.
Gabriel  un po' scombussolato stamattina aggiunsi.
Credo che volesse chiederle scusa per quello che  successo
ieri sera.
La sua risposta fu: Perch dovrebbe chiedermi scusa?.
Be'!... feci, esitante. Crede di essersi comportato molto
male.
Mi guard con aria riflessiva e disse: Ah, capisco.
Non c'era traccia di imbarazzo. La curiosit mi port a
rivolgerle altre domande, bench non fossero affari miei.
Non crede che si sia comportato male? domandai.
Isabella rispose: Non lo so... proprio non lo so.... Poi
aggiunse, con tono di scusa: Sa,  che non ho avuto il
tempo di pensarci.
Non si  sentita turbata, spaventata o arrabbiata?
Ero curioso, molto curioso.
Isabella sembrava riflettere sulle mie parole. Poi disse,
ancora con l'aria distaccata di chi vede qualcosa in lontananza:
No, non credo. Avrei dovuto?
Ora la situazione si era ribaltata: ero io a non sapere la
risposta. Come si deve sentire una ragazza normale quando
incontra per la prima volta non l'amore, n la tenerezza,
bens la passione facile di un uomo cos volgare?
Avevo sempre percepito (o avevo voluto percepire?) che ci
fosse qualcosa di straordinariamente vergine in Isabella. Ma
era davvero cos? Gabriel, mi ricordai, aveva nominato due
volte la sua bocca. La guardai. Il labbro inferiore era carnoso...
era quasi una bocca asburgica... e di un rosso naturale, anche
senza belletto. S, era una bocca sensuale, passionale.
Aveva risposto al richiamo di Gabriel. Ma che tipo di
risposta era stata? Solo dei sensi? Dell'istinto? Era una
risposta che il suo giudizio approvava?
Poi Isabella mi fece una domanda. Mi chiese se mi stava
simpatico il maggiore Gabriel.
C'era stato un tempo in cui sarebbe stato difficile rispondere.
Ma ormai non pi. Quel giorno non avevo alcun
dubbio sui miei sentimenti nei confronti di Gabriel.
Dissi con intransigenza: No.
Isabella ci pens su: Nemmeno alla signora Carslake.
Non mi piacque per niente essere considerato alla stregua
della signora Carslake.
Poi fu il mio turno di porre una domanda.
A lei piace, Isabella?
Rimase in silenzio molto a lungo. E quando le parole
emersero a fatica, mi resi conto che arrivavano da un
profondo groviglio di confusione.
Non lo conosco... non so niente di lui.  terribile quando
non si pu nemmeno parlare con qualcuno.
Non afferrai subito il senso di quelle parole perch per
me, quando ero stato attratto da una donna, era sempre
stata la comprensione a sedurmi. La convinzione (a volte
sbagliata) di una particolare affinit. La scoperta di cose
che piacevano a entrambi, o che disprezzavamo entrambi,
discussioni su drammi, libri, dilemmi morali, simpatie o
antipatie in comune.
La sensazione di un affettuoso cameratismo era sempre
stata l'inizio di quello che nella maggior parte dei casi non
era cameratismo, ma sesso camuffato.
Gabriel, stando a quello che diceva Teresa, era un uomo
che esercitava un certo fascino sulle donne. Magari Isabella
lo aveva trovato attraente, ma in tal caso il suo fascino virile
era esplicito, non mascherato da una patina di illusoria
comprensione. Era un estraneo, uno sconosciuto. Ma lo
trovava davvero attraente? O forse era il suo modo di fare
l'amore ad affascinarla, pi dell'uomo in s?
Mi resi conto che queste erano tutte supposizioni. E
Isabella non faceva supposizioni. Quali che fossero i suoi
sentimenti per Gabriel, non li avrebbe analizzati. Li avrebbe
accettati... come una parte del disegno della Vita, e poi
sarebbe passata al tassello successivo di quel mosaico.
A un tratto capii che era stato questo a suscitare la rabbia
convulsa di Gabriel. Per una frazione di secondo sentii
risvegliarsi una punta di compassione per lui.
Poi Isabella parl.
Mi chiese, con la sua voce seria, perch le rose in acqua
non duravano mai a lungo.
Discorremmo sul tema e le domandai quali fossero i
suoi fiori preferiti.
Disse che erano le rose rosse, le violacciocche gialle e
quelle che defin color lilla, abbastanza fitte a vedersi
Mi sembr una preferenza piuttosto stramba. Le domandai
come mai le piacessero quei fiori in particolare.
Disse che non lo sapeva.
Ha una mente pigra, Isabella la rimproverai. Lo
saprebbe perfettamente, se solo si prendesse la briga di
pensarci.
Davvero? Benissimo, allora ci rifletto.
Se ne stette l, ritta e seria, a pensare...
(Ed  cos che ricordo Isabella e che sempre la ricorder,
fino alla fine del tempo. Seduta al sole sulla panchina di
pietra, con la testa fiera ed eretta, le lunghe mani affusolate
giunte placidamente sul grembo e il viso solenne, a pensare
ai fiori.)
Alla fine disse: Credo che sia perch sembrano tutti belli
da toccare, densi... come il velluto... E perch fanno un buon
profumo. Le rose non crescono molto bene... crescono
male. Una rosa vuole starsene da sola, in un bicchiere...
allora s che  bellissima... ma solo per un periodo molto
breve... poi si affloscia e muore. Aspirine, potature e tutte
quelle cose non servono a niente - non alle rose rosse -
vanno bene per gli altri fiori. Niente pu tenere in vita le
rose rosse per molto... quanto vorrei che non morissero.
Fu il discorso pi lungo che Isabella mi avesse mai fatto.
Era pi interessata a parlare di rose che di Gabriel.
Fu, come ho detto, un momento che non avrei mai
dimenticato. Insomma, fu il culmine della nostra amicizia...
Dalla mia sedia a rotelle, avevo di fronte il sentiero che
attraverso i campi conduceva al castello di Saint Loo. E lungo
quel sentiero, si stava avvicinando una figura... una figura in
uniforme e berretto. Con una fitta improvvisa, di sorpresa,
capii che Lord Saint Loo era ritornato a casa.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
A volte si ha l'impressione che una determinata serie
di eventi si sia gi verificata in molte altre occasioni.
A me successe mentre guardavo il giovane Lord Saint Loo
venire verso di noi. Mi sembr di essere gi stato seduto
l, impotente, immobile, a guardare Rupert Saint Loo che attraversava
i campi... Era gi successo e sarebbe successo
ancora... per l'eternit.
Isabella, disse il mio cuore, questo  un addio.  il tuo
Destino che arriva.
C'era di nuovo quell'atmosfera da fiaba: sembrava tutto
illusorio, irreale. Avrei assistito al finale noto di una storia
altrettanto nota.
Guardai Isabella e sospirai. Non era consapevole del
Destino che si approssimava. Aveva lo sguardo rivolto
verso il basso, sulle candide mani giunte. Stava pensando
ancora alle rose... o magari alle violacciocche...
Isabella le dissi delicatamente. Sta venendo qualcuno...
Lei alz lo sguardo, senza fretta, con un lieve interesse.
Gir la testa. Irrigid il corpo e poi fu attraversata da un
fremito.
Rupert... disse. Rupert...
Poteva benissimo non essere Rupert. Nessuno avrebbe
potuto riconoscerlo a quella distanza. Ma era Rupert.
Attravers il cancello con un po' di esitazione e sal gli
scalini del terrazzo, con una vaga aria di scusa. Perch
Polnorth House apparteneva a degli estranei che non
conosceva ancora... Ma gli avevano detto, al castello, che
avrebbe trovato l la cugina.
Isabella si alz, lui sal sul terrazzo e lei fece un paio
di passi in sua direzione. Rupert acceler l'andatura per
venirle incontro.
Rupert... disse Isabella con voce fievole appena si
incontrarono.
Isabella! esclam lui.
Se ne stettero l insieme, si strinsero la mano, e lui pieg
appena la testa con fare protettivo.
Era perfetto... davvero perfetto. Se fosse stata la scena
di un film, non ci sarebbe stato bisogno di una seconda
ripresa... A teatro avrebbe fatto venire le farfalle allo stomaco
a ogni romantica spettatrice di mezz'et. Era idillico...
irreale... il lieto fine di una fiaba. Era una storia d'amore
con la A maiuscola.
Era l'incontro di un ragazzo e di una ragazza che avevano
pensato l'uno all'altra per anni, costruendosi un'immagine
illusoria che al momento del ricongiungimento
corrispondeva miracolosamente alla realt...
Era una di quelle cose che si suppone non succedano nella
vita reale. Ma stava succedendo, l, davanti ai miei occhi.
Stabilirono tutto in quel primo momento. Rupert aveva
sempre creduto fermamente, nei recessi della sua mente, al
suo ritorno a Saint Loo e al matrimonio con Isabella. Isabella
aveva sempre avuto la serena certezza che Rupert sarebbe
tornato a casa a sposarla, e che avrebbero vissuto insieme
a Saint Loo... per sempre felici e contenti.
E ora la loro convinzione fu giustificata, l'idea si trasform
in realt.
Quel momento non dur a lungo. Isabella si volt verso
di me, il viso che brillava di felicit.
Capitano Norreys... disse. Mio cugino Rupert.
Lord Saint Loo si fece avanti e mi diede la mano, e io lo
osservai con attenzione.
Credo tuttora di non aver mai visto un uomo pi bello.
Non che fosse il classico dio greco. Era una bellezza del
tutto virile e mascolina. Un viso scuro e asciutto, segnato
dalle intemperie, con dei baffi lunghi, gli occhi di un blu
intenso, una testa perfettamente ritta sulle spalle larghe,
fianchi stretti e gambe ben fatte. La voce era suadente,
profonda e piacevole. Non aveva l'accento delle colonie.
Sul suo viso c'era cordialit, intelligenza, tenacia e mite
risolutezza.
Si scus per essersi presentato l senza badare alle formalit,
ma era appena arrivato in aereo, e poi dall'aerodromo
si era recato direttamente in campagna in macchina.
Al suo arrivo Lady Tressilian gli aveva detto che Isabella
era andata a Polnorth House e che con ogni probabilit
l'avrebbe trovata l.
Guard Isabella quando fin di parlare, e nei suoi occhi
balen una scintilla.
Sei migliorata molto da quando eri piccola, Isabella
le disse. Ti ricordavo con le gambe lunghe e ossute, due
trecce al vento e un'aria giudiziosa.
Dovevo avere un aspetto orribile riflett Isabella.
Lord Saint Loo disse che sperava di conoscere mia cognata
e mio fratello, di cui ammirava molto i dipinti.
Isabella spieg che Teresa era dai Carslake, quindi sarebbe
andata a chiamarla. Rupert voleva vedere anche i
Carslake?
Rupert disse di no, tanto non si ricordava di loro, anche
se dovevano essere stati l l'ultima volta che era venuto
a Saint Loo, da piccolo.
Rupert, mi sa che dovrai conoscere anche loro replic
Isabella. Saranno entusiasti del tuo arrivo. Saranno
tutti entusiasti.
Il giovane Lord Saint Loo assunse un'espressione preoccupata.
Aveva solo un mese di licenza, spieg.
E poi dovrai tornare in Oriente? domand Isabella.
S.
E quando la guerra in Giappone sar finita... tornerai
a vivere qui?
Gli porse la domanda con gravit. E anche il viso di
Rupert divenne serio.
Dipende... da diverse cose... rispose.
Ci fu un breve silenzio senza spiegazioni. Fu come se
stessero pensando tutti e due le stesse cose. C'era gi totale
armonia e intesa tra loro.
Poi Isabella si allontan alla ricerca di Teresa, e Rupert
St Loo si sedette e cominci a chiacchierare. Parlammo di
lavoro e lo apprezzai. Da quando ero arrivato a Polnorth
House, avevo vissuto per forza di cose in un'atmosfera
femminile. Saint Loo era uno di quei posti minuscoli che
rimangono sostanzialmente tagliati fuori dalla guerra,
se non tramite voci, dicerie e pettegolezzi - i soldati in
congedo dal fronte vogliono lasciarsi la guerra alle spalle.
Piuttosto, mi ero immerso nel mondo della politica - e
la politica, in posti come Saint Loo,  per lo pi femminile. 
un universo di calcolo degli effetti, di persuasione, di mille
piccole sottigliezze, unito a una dose elevata di lungo e
noioso lavoro che , anche questo, contributo femminile
all'esistenza.  un mondo in miniatura, in cui l'universo
esterno di sangue e violenza trova posto solo come scenografia
su un palcoscenico. Sullo sfondo di questo conflitto
non ancora concluso, eravamo impegnati in una battaglia
provinciale e fortemente personale. E lo stesso succedeva
in tutta l'Inghilterra, sotto il camuffamento di nobili stereotipi.
Democrazia, Libert, Sicurezza, Impero, Nazionalizzazione,
Lealt, Mondo Nuovo... erano queste le parole,
i motti.
Ma quelle elezioni, come tutte, forse, erano condizionate
da pressioni molto pi forti e molto pi urgenti delle
parole e dei nomi - dei motti - sotto cui era iscritta la
battaglia.
Quale schieramento mi dar una casa? Quale mi restituir
il mio piccolo Johnnie e mio marito David dalle terre
lontane? Quale partito dar ai miei bambini le migliori
possibilit per il futuro? Quale eviter altre guerre e la
morte del mio uomo, se non dei miei figli?
Le belle parole non danno da mangiare. Chi mi aiuter
a riaprire il mio negozio? Chi mi costruir una casa? Chi
mi dar pi alimenti, pi tessere per i vestiti, pi asciugamani,
pi sapone?
Churchill  in gamba. Ha vinto la guerra per noi. Ci ha
risparmiato di ritrovarci i tedeschi qui. Io sto con Churchill.
Wilbraham  un insegnante. L'istruzione  il lasciapassare
dei nostri figli nel mondo. I laburisti ci daranno pi
case. O cos dicono. Churchill non far tornare i nostri ragazzi
a casa cos velocemente. I laburisti nazionalizzeranno
le miniere... e avremo tutti pi carbone.
Mi piace il maggiore Gabriel.  un vero uomo. Ci tiene
davvero.  stato ferito in guerra, ha combattuto in tutta
Europa, non se n' stato a casa con un lavoro sicuro. Sa
come ci sentiamo con i nostri ragazzi lontani. Vogliamo
uno come lui, non un maledetto insegnante. Gli insegnanti
sfollati non aiuterebbero nemmeno la signora Polwidden
a lavare i piatti. Sono degli arroganti, eccome!
In fondo che cos' la politica se non una serie di bancarelle
vicine le une alle altre nel mercato del mondo, ognuna
a offrire la propria specifica cura da quattro soldi a tutti i
mali?... E il pubblico credulone si beve quelle chiacchiere.
Era questo il mondo in cui vivevo da quando ero resuscitato
e avevo ricominciato a vivere. Era un mondo che
non avevo mai conosciuto prima, completamente nuovo
per me.
All'inizio lo avevo guardato con condiscendente disprezzo.
Lo avevo liquidato come una truffa. Ma ora cominciavo
ad accorgermi di ci che lo componeva, dell'infinita
lotta per la sopravvivenza, delle intense speranze
che vi venivano riposte. L'universo delle donne, non degli
uomini. L'uomo era ancora il cacciatore: selvaggio, spesso
affamato, avanzava impavido verso la meta, donna e
bambino al seguito. Non serve la politica in un mondo
come quello, ma solo occhi aperti e mani pronte all'inseguimento
della preda.
Eppure, la societ civilizzata si basa sulla terra, la terra
che produce e d frutti.  questo il mondo che costruisce
edifici e li riempie di possedimenti: un posto materno e
fecondo, in cui la sopravvivenza  mille volte pi complicata
e si pu riuscire o fallire in un centinaio di modi diversi.
Le donne non vedono le stelle, ma le quattro mura di un
riparo dal vento, la pentola sul fuoco, il viso ben pasciuto
dei bambini che dormono.
Volevo, con tutto me stesso, scappare da quel mondo
di donne. Robert non mi era d'aiuto... era un pittore. Un
artista, maternamente impegnato a generare nuova vita.
Gabriel era abbastanza virile, s, la sua presenza aveva
valicato quella rete di infinitesimali macchinazioni, ma
in sostanza non cera affinit tra noi.
Con Rupert Saint Loo, ero tornato nel mio mondo. Quello di
El Alamein e della Sicilia, del Cairo e di Roma. Parlavamo
una vecchia lingua, un antico idioma, mentre scoprivamo
ci che condividevamo. Ero di nuovo un uomo completo,
nell'universo incauto della guerra, della morte imminente,
dell'allegria e dell'appagamento fisico.
Rupert Saint Loo mi piacque molto. Era, ne fui sicuro, un
ufficiale di prim'ordine, e aveva una personalit interessante.
Aveva cervello, buon umore e una certa sensibilit.
Pensai che per costruire il nuovo mondo ci volessero
uomini come lui: fedeli alla tradizione, eppure moderni
e lungimiranti.
Poi arriv Teresa, insieme a Robert, e spieg quanto fossimo
impegnati nella frenesia delle elezioni, e Rupert confess
di non essere granch come politico. Poi si unirono
anche i Carslake e Gabriel, e la signora Carslake fece un
po' la svenevole, mentre Carslake sfoggi le sue maniere
affabili, contentissimo di vedere Lord Saint Loo e di presentargli
il nostro candidato, il maggiore Gabriel.
Rupert Saint Loo e Gabriel si salutarono cordialmente,
Rupert gli augur buona fortuna e parl un po' della spedizione
e di come stavano andando le cose. Le loro figure,
luna vicina all'altra, si stagliavano contro il sole, e notai
il forte, impietoso contrasto tra loro. Non si trattava
solo del fatto che Rupert era bello e Gabriel un omiciattolo basso e brutto: c'era qualcosa di pi profondo. Rupert
St Loo era posato, disinvolto. Aveva delle maniere naturalmente
cortesi e gentili. Si percepiva subito che era una
persona retta. Persino un mercante cinese, se possiamo
metterla su questi termini, si sarebbe fidato di dargli grandi
quantit di beni senza pagarli... e non avrebbe sbagliato.
Rispetto a lui, Gabriel si presentava male: era nervoso
e troppo risoluto, stava a gambe larghe e si muoveva goffamente.
Quel povero diavolo sembrava uno sgradevole
ometto come ce n' milioni... o peggio, sembrava quel
tipo di uomo che sarebbe stato onesto finch gli conveniva.
Era come un cane di dubbia razza che faceva bella figura
finch non aveva accanto un purosangue.
Robert era accanto alla mia sedia a rotelle, e con un sussurro
portai la sua attenzione sui due uomini.
Lui cap al volo, e li osserv con attenzione. Gabriel
continuava a muoversi facendo peso ora su un piede ora
sull'altro, imbarazzato. Per guardare Rupert doveva alzare
la testa, e non credo che la cosa gli andasse a genio.
Anche qualcun altro stava osservando i due uomini: Isabella.
All'inizio il suo sguardo sembrava essere rivolto a
entrambi ma poi si sofferm inequivocabilmente su Rupert.
Dischiuse le labbra, port indietro la testa con fierezza
e sulle guance si diffuse un lieve rossore. Quel suo
sguardo lieto e orgoglioso era incantevole.
Robert comprese con una rapida occhiata la predisposizione
della giovane, poi pos di nuovo lo sguardo sul viso di Rupert Saint Loo.
Quando gli altri entrarono per bere qualcosa, Robert rimase in terrazzo. Gli chiesi che cosa ne pensasse di Lord Saint Loo, e la sua risposta fu piuttosto curiosa: Mi viene da pensare che non dovesse esserci nemmeno una fata cattiva al suo battesimo.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
Rupert e Isabella non ci misero molto a organizzare.
Secondo me avevano gi stabilito tutto in quel primo
momento in cui si erano incontrati in terrazzo, vicino alla mia sedia a rotelle.
Credo che entrambi si fossero sentiti molto sollevati
dal fatto che il sogno in cui si erano segretamente cullati
per cos tanto tempo non li avesse traditi, una volta messo alla prova.
Perch, come mi disse Rupert qualche giorno dopo, si era cullato in un sogno.
Eravamo diventati piuttosto intimi, io e lui. Anche Rupert
era sollevato di avere un po' di compagnia maschile.
L'atmosfera al castello era sovraccarica di adorazione
femminile. Le tre anziane signore stravedevano per lui, e
persino Lady Saint Loo mise da parte l'austerit che la contraddistingueva.
Pensavo di essere uno stupido per questa cosa di Isabella
esord un giorno. Dica ci che vuole, che  assurdo
mettersi in testa di sposare una persona - anzi, una
persona che  ancora una bambina, e per di pi pelle e
ossa, se vogliamo dirla tutta - senza pi cambiare idea...
Gli risposi che conoscevo dei casi simili.
Lui disse pensieroso: La verit  che io e Isabella ci
apparteniamo, credo... Ho sempre avuto la sensazione che
fosse parte di me, una parte che non avevo ancora fatto
mia, ma che un giorno mi avrebbe completato. Assurdo.
Lei  una ragazza particolare.
Fum in silenzio per un paio di minuti e poi disse:
Credo che una delle cose che mi piace di pi di lei sia
che non ha il minimo senso dell'umorismo.
Dice?
Non ne ha per niente. L'umorismo serve a smorzare...
Ho sempre avuto il sospetto che sia un espediente da
quattro soldi che il popolo civilizzato ha escogitato per
difendersi dalla delusione. Ci sforziamo di vedere le cose
in modo divertente perch temiamo che ci deludano.
Non aveva tutti i torti... Ci riflettei, con un lieve sorriso
sardonico sulle labbra... S, Rupert Saint Loo la sapeva lunga.
Era intento a osservare il castello. Disse con trasporto:
Amo quel posto. L'ho sempre amato. Sono contento di
essere cresciuto in Nuova Zelanda fino a quando non sono
venuto a Eton: ho maturato il distacco. Posso guardare St
Loo dall'esterno, e allo stesso tempo posso identificarmici
senza riflessi. Venire qui da Eton per le vacanze, sapere che
il castello era davvero mio, che un giorno ci avrei vissuto...
riconoscerlo, com'era, per qualcosa che ho sempre voluto
possedere... avere la sensazione - la prima volta che l'ho
visto -, avere quella strana sensazione... di tornare a casa.
E Isabella ne faceva parte. Da allora sono stato sicuro
che ci saremmo sposati e avremmo vissuto qui per il resto
della nostra vita terrena. Serr la mandibola con decisione.
E ci vivremo! Nonostante le tasse, le spese e i lavori di
restauro... e la minaccia della nazionalizzazione. Questa
 casa nostra, mia e di Isabella.
Cinque giorni dopo il ritorno di Rupert, lui e Isabella
erano gi fidanzati ufficialmente.
Fu Lady Tressilian a portarci la notizia. Sarebbe apparsa
sul Times il giorno seguente, o quello dopo ancora,
disse, ma voleva che lo sapessimo prima. Ed era davvero
felicissima!
Quel suo bel faccione fremeva di romanticherie. Sia io
che Teresa fummo commossi dalla sua felicit. Palesava
alcune mancanze nella sua vita. Nella gioia del momento,
divenne molto meno materna nei miei confronti, il che
mi fece apprezzare di pi la sua compagnia. Per la prima
volta non mi port libriccini e non cerc di essere positiva
e incoraggiante. Era chiaro che a occupare i suoi pensieri
ci fossero Rupert e Isabella.
L'atteggiamento delle altre due vegliarde non fu molto
diverso. La signora Bigham Charteris era ancora pi alacre
ed energica. Fece infinite passeggiate per i possedimenti
insieme a Rupert, lo present agli inquilini delle varie
propriet e gli fece una predica sui tetti e sulle riparazioni
che dovevano essere realizzate necessariamente, e su
quello che poteva, e quindi doveva, essere lasciato cos
com'era.
Amos Polflexen si lagna sempre. Gli abbiamo rifatto lo
stucco alle pareti due anni fa. Invece bisogna fare qualcosa
per il camino di Ellen Heath.  stata molto paziente. Gli
Heath vivono qui da trecento anni.
Ma l'atteggiamento pi interessante fu quello di Lady
St Loo. Per un po' non riuscii a decifrarlo. Poi un giorno
ebbi l'illuminazione. Era trionfo. Uno strano tipo di
trionfo: una sorta di esultanza per una battaglia vinta contro
un nemico invisibile e inesistente.
Ora andr tutto bene mi disse.
E poi tir un sospiro - un lungo, stanco sospiro. Fu
come se avesse detto: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace... Mi diede l'impressione di una persona
che, bench non abbia osato mostrarlo, ha avuto paura, e
che ormai ha visto estinguersi il pericolo.
Insomma, penso che le possibilit che Lord Saint Loo tornasse
a sposare una cugina che non vedeva da otto anni
fossero piuttosto esigue. La cosa pi probabile sarebbe stata
che Rupert prendesse in moglie un'estranea negli anni
in cui era nell'esercito. I matrimoni si arrangiavano velocemente
durante la guerra. S, le possibilit che Rupert
tornasse da Isabella erano poche.
Eppure c'era un che di appropriato in quell'unione... di
assolutamente adeguato.
Domandai a Teresa se era d'accordo e lei annu con la
testa, pensierosa.
Sono una coppia perfetta disse.
Sono fatti l'uno per l'altra.  questo che diceva un tempo
la servit ai matrimoni, ma in questo caso  vero.
Gi. Incredibile... Hugh, a volte non hai l'impressione
di poterti svegliare da un momento all'altro?
Ci riflettei per un istante: sapevo che cosa volesse dire.
Niente che abbia a che vedere con il castello di Saint Loo
 reale replicai.
Fui costretto a sentire anche il parere di John Gabriel. Continuava
a rivolgersi a me con schiettezza. Immaginavo che disprezzasse
Lord Saint Loo. Ed era anche piuttosto naturale, visto
che Rupert aveva distolto parecchio l'attenzione da lui.
Tutta Saint Loo era elettrizzata dall'arrivo del legittimo erede
del castello. I vecchi residenti andavano fieri dell'antichit
del titolo nobiliare e ricordavano il padre di Rupert,
mentre i nuovi erano animati da un certo snobismo.
Che branco di pecore schifose fece Gabriel.  assurdo
l'amore degli inglesi per i titoli.
Non deve dare dell'inglese a un abitante della Cornovaglia
lo rimproverai. Non lo ha ancora imparato?
Mi  sfuggito. Ma  vero, no? O li adorano, o passano
all'altro estremo e dicono che  tutta una farsa, e anche
questo  snobismo, solo all'inverso.
E lei da che parte sta? domandai.
Gabriel fece un ampio sorriso. I suoi punti deboli lo divertivano.
Sono uno snob all'inverso, lo ammetto disse. Quello che vorrei pi di ogni altra cosa al mondo  essere nato
Rupert Saint Loo.
Mi sorprende dissi.
Ci sono cose con cui bisogna nascere... farei qualsiasi
cosa per avere le sue gambe riflett Gabriel.
Mi ricordai quello che aveva detto Lady Tressilian al
primo comizio di Gabriel, e mi resi conto di quanto fosse
perspicace quell'uomo.
Gli domandai se pensava che Rupert Saint Loo gli stesse
rubando la scena.
Gabriel analizz con aria seria i lati positivi della questione,
senza mostrare segni di contrariet.
No, disse, pensava che non rappresentasse un problema
perch Lord Saint Loo non era un suo rivale politico. Era
tutta propaganda in pi per il partito conservatore.
Anche se devo ammettere che se si candidasse - cio,
se potesse, cosa che non pu fare essendo un nobile, molto
probabilmente si schiererebbe con i laburisti.
Ma no obiettai. Le ricordo che  un proprietario
terriero.
Certo, la nazionalizzazione non gli piacerebbe... ma
le cose sono contorte, ormai, Norreys. I contadini e la
classe operaia sono devoti conservatori e i giovani dotati
di materia grigia, titoli di studio e denaro sono laburisti,
per lo pi, credo, perch non hanno la minima idea di
cosa significhi lavorare con le proprie mani, n di che cosa
voglia davvero un lavoratore.
E cosa vorrebbe un lavoratore? gli chiesi, sapendo
che Gabriel forniva sempre una risposta diversa a questa
domanda.
Vuole che il Paese sia prospero... in modo che anche lui
possa essere prospero. Crede che i conservatori abbiano
pi probabilit di arricchire il Paese perch ne sanno di
pi di denaro, il che, ovviamente  molto sensato. Direi
che Lord Saint Loo  un liberale all'antica... e, ovviamente,
nessuno ha bisogno di un liberale. No, Norreys, inutile
che apra bocca per dire quello che sta per dire. Aspetti il
risultato delle elezioni. I liberali saranno cos pochi, che
dovr cercarli con la lente di ingrandimento. A nessuno
piacciono davvero le idee liberali, il che vale a dire che a
nessuno piacciono le vie di mezzo. Sono troppo noiose.
Quindi per lei Rupert Saint Loo  il difensore della via di
mezzo?
S,  un uomo ragionevole... conserva il vecchio e accoglie
il nuovo... non  n carne n pesce.  marzapane,
ecco che cos'!
Come?
Ha capito bene. Marzapane! Il castello di marzapane.
Il proprietario di marzapane del castello. Sbuff. Il
matrimonio di marzapane!
Con la sposa di marzapane? domandai.
No, lei  a posto...  solo che vive in... un po' come
Hansel e Gretel nella casa di marzapane, che  appetitosa,
puoi staccarne un pezzetto e mangiarlo.  commestibile.
Rupert Saint Loo non le sta molto simpatico, eh?
Perch dovrebbe? E se  per questo, nemmeno io sto
simpatico a lui.
Ci pensai su per qualche istante. No, non credevo che a
Rupert Saint Loo potesse stare simpatico John Gabriel.
Eppure dovr sopportarmi disse Gabriel. E dovr essere
il rappresentante della sua parte di mondo. Dovranno invitarmi
a cena di tanto in tanto, e dovr salire sul palco con me.
 molto sicuro di s, Gabriel. Non ha ancora vinto.
Gliel'ho detto che  una certezza. Deve andare cos.
Non mi sar data una seconda possibilit, lo sa. Io sono
un esperimento. Se l'esperimento fallisce, sono fritto. Non
posso nemmeno tornare nell'esercito. Sa, non sto bene
dietro una scrivania... sono utile solo nella mischia della
battaglia. Quando la guerra in Giappone sar conclusa, io
sar spacciato. Otello non avr pi un lavoro.
Otello non mi  mai sembrato un personaggio credibile
commentai.
Perch no? La gelosia  sempre poco credibile.
Allora diciamo che non mi  mai sembrato un personaggio
in cui ci si pu immedesimare. Non si prova dispiacere
per lui. Si ha l'impressione che sia un perfetto idiota.
No riflett Gabriel. Non si prova dispiacere per lui.
Non come quello che si prova per Jago.
Dispiacersi per Jago? Gabriel, ha davvero delle strane
simpatie.
Mi lanci un'occhiata strana.
No, lei non pu capire disse.
Si alz e prese a camminare nervosamente, facendo cadere
degli oggetti dallo scrittoio senza nemmeno accorgersene.
Mi resi conto che era tormentato da una profonda
emozione che non riusciva a esternare, e la cosa
mi incurios.
Jago s che lo capisco disse. Capisco anche perch
quel poveraccio alla fine non dice altro che
Non chiedermi nulla, quel che sai sai.
Da adesso in avanti non dir pi una parola.
Si gir verso di me. Quelli come lei, Norreys, che sono
stati bene con se stessi per tutta la vita, che sono stati in
grado di crescere in pace con la propria personalit senza
mai sussultare di paura (se posso metterla cos), insomma,
che diavolo potete saperne voi di Jago, di chi  nato sotto
la cattiva stella, dei miserabili? Mio Dio, se mettessi mai
in scena Shakespeare, non baderei a spese per Jago: mi
procurerei un attore con la A maiuscola, uno che pu
commuoverti fino alle lacrime! Immagini quello che vuol
dire nascere codardi... mentire, barare e farla franca...
amare cos tanto i soldi da svegliarsi, mangiare, dormire
e baciare la moglie sempre e solo con i soldi nella testa. E
sapere tutto il tempo chi sei...
 una vita d'inferno... avere solo una fata buona al
battesimo in mezzo a quelle cattive. E quando tutte quelle
ti hanno ridotto a una sporca canaglia, la Fata dei Sogni a
Occhi Aperti agita la bacchetta e sussurra: Gli do il dono
di vedere e sapere...
Pi amore vediamo, pi ne vogliamo. Chi diavolo 
stato lo scemo che lo ha detto? Wordsworth, probabilmente...
Uno che non riusciva nemmeno a vedere una primula
per quello che ...
Gliel'ho detto, Norreys, quando si venderebbe l'anima
per avere qualcosa, pi la si vede e pi la si odia, perch non
 destinata a noi. L'uomo che d molto valore al coraggio
 molto spesso lo stesso che se la d a gambe quando
arriva il pericolo. L'ho visto pi di una volta. Crede che
un uomo sia quello che vuole essere?  quello che  nato.
Crede che il poveretto che adora i soldi voglia adorare i
soldi? Crede che l'uomo ossessionato dalle fantasie erotiche
voglia avere fantasie erotiche? Crede che l'uomo che fugge
voglia fuggire?
L'uomo che noi invidiamo (che invidiamo davvero)
non  quello che ha fatto meglio di noi.  quello che 
meglio di noi.
Se si  impantanati nel fango, si detesta la donna che
sta tra le stelle. La si vorrebbe trascinare gi, sempre
pi gi... a sguazzare nel porcile insieme a noi. Bisogna
compatire Jago, dico io. Gli sarebbe andata bene se non
avesse conosciuto Otello. Se la sarebbe cavata con i suoi
imbrogli. Al giorno d'oggi, sarebbe al Ritz Bar a vendere
azioni di miniere d'oro inesistenti ai citrulli.
Un personaggio plausibile, Jago, sveglio, sempre pronto
a raggirare il soldato semplice. Niente di pi facile che
raggirare un soldato - il soldato, pi  importante, pi
 stupido negli affari. Sono sempre i soldati a comprare
le azioni false, a credere alle mappe di tesori spagnoli da
cercare nei galeoni affondati, a comprare allevamenti di
polli in fin di vita. Sono dei creduloni. Otello era cos
sciocco da potersi bere qualsiasi storiella messa su da un
artista... e Jago era un artista. Basta leggere tra le righe di
quella tragedia per capire che Jago ha depredato i fondi
del reggimento. Otello non ci crede... no, lo stupido e
onesto Jago non potrebbe mai fare una cosa del genere...
deve esserci stato un equivoco... Eppure la promozione la
d a Cassio, scavalcando Jago. Cassio  solo un ragioniere,
un contabile, mi mangio il cappello se non  cos. Mentre
Jago  uno onesto (o almeno cos crede Otello), ma non
abbastanza intelligente da meritarsi la promozione.
Ricorda le prodezze in battaglia di cui si vantava
Jago? Tutte fandonie, Norreys... non sono mai esistite.
Cose che racconta al bar chi non  mai stato in prima linea.
Robe da Falstaff, solo che stavolta non siamo in una
commedia, ma in una tragedia. Jago, poveraccio, voleva
essere un Otello. Voleva essere un soldato coraggioso e
un uomo retto, ma non poteva, proprio come un gobbo
non riesce a stare dritto. Voleva fare colpo sulle donne,
e le donne non lo degnavano nemmeno di uno sguardo.
Quell'affabile sgualdrina di sua moglie lo disprezzava
come uomo. Sempre pronta a infilarsi tra le lenzuola
di un altro. Scommetto che tutte le donne volevano
andare a letto con Otello! Glielo assicuro, Norreys, ho
visto succedere cose assurde agli uomini sessualmente
frustrati. Diventa patologico, e Shakespeare lo sapeva.
Jago non pu aprire bocca senza stillare un grido di veleno
nero, di frustrazione sessuale. Quello che nessuno
sembra vedere  la sofferenza di quell'uomo! Ammirava
la bellezza, sapeva che cos'era, riconosceva un'indole
nobile quando l'aveva di fronte. Mio Dio, Norreys, l'invidia
materiale, l'invidia del successo, dei possedimenti,
della ricchezza... non  niente... non  niente rispetto
all'invidia spirituale!  vetriolo, ti mangia dentro, ti distrugge.
Vedi quello che c' pi in alto, e contro la tua
volont lo ami, e quindi lo odi, e non sarai in pace finch
non lo avrai distrutto. Finch non lo avrai demolito
e annientato. S, Jago ha sofferto, poveretto...
E sa che le dico? Che Shakespeare lo sapeva e soffriva
per quel povero disgraziato. Ma solo alla fine. Oserei
dire che quando ha cominciato a intingere la penna d'oca
nell'inchiostro, o quello che usavano a quei tempi, aveva
in mente un vero cattivo dal cuore di tenebra. Ma ha
dovuto accompagnare Jago, andare con lui in profondit,
provare quello che provava lui. Ecco perch quando arriva
il castigo per Jago, Shakespeare salva il suo orgoglio.
Gli fa mantenere l'unica cosa che gli  rimasta: la reticenza.
Shakespeare  sceso tra i morti. E sa che, quando sei
stato all'inferno, non ne parli...
Gabriel si gir. La sua faccia brutta e bizzarra era contratta,
gli occhi brillavano di una strana sincerit.
Sa, Norreys, non sono mai riuscito a credere in Dio.
Dio padre, che ha generato le creature e i fiori, Dio che ci
ama e si prende cura di noi, Dio che ha creato il mondo.
No, non credo in Dio. Ma a volte, non posso farci nulla,
credo in Cristo... perch Cristo  sceso all'inferno... Il suo
amore  stato profondo fino a questo punto...
Ha promesso il paradiso ai penitenti. E agli altri? A
chi bestemmiava e lo insultava? Cristo  andato all'inferno
con loro. Forse dopo...
A un tratto fu pervaso da un brivido. Si riscosse. Gli
occhi divennero ancora una volta dei begli occhi in una
brutta faccia.
Ho parlato troppo disse. Vado.
Usc bruscamente dalla camera.
Mi chiesi se avesse parlato di Shakespeare o di se stesso.
Pensai, giusto un poi di se stesso...
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Gabriel era certo del risultato delle elezioni. Aveva detto
che non vedeva cosa potesse andare storto.
Ci che non aveva previsto, in questo caso, fu una ragazza
di nome Poppy Narracott. Faceva la cameriera in
una locanda di Greatwithiel. John Gabriel non l'aveva mai
vista e ne ignorava l'esistenza. Eppure fu proprio Poppy
Narracott a mettere in moto gli eventi che minacciarono
le sue chances elettorali.
James Burt e Poppy Narracott erano in rapporti molto
intimi. Ma James Burt, quando beveva troppo, era violento...
quasi sadico. Quella Poppy si ribell. Si rifiut categoricamente
di avere pi qualcosa a che fare con lui, e
tenne fede al proponimento.
E fu per questo che una sera James Burt torn a casa
ubriaco fradicio e di umore nero, e il palese terrore sul volto
di Milly lo fece andare in bestia. Si lasci andare. Sfog
sulla sventurata moglie la rabbia e il desiderio per Poppy.
Diede di matto e Milly Burt, non la si pu biasimare pi
di tanto, si fece prendere dal panico.
Pens che Jim l'avrebbe uccisa.
Divincolandosi dalla sua stretta, si precipit in strada.
Non sapeva dove andare o da chi. L'idea del commissariato
non la sfior nemmeno. Nessun vicino da cui rifugiarsi
nei dintorni, solo negozi chiusi di sera.
A guidare la sua fuga c'era solo l'istinto. E l'istinto la
condusse dall'uomo che amava... dall'uomo che era stato
gentile con lei. Non aveva pensieri lucidi, n la consapevolezza
dello scandalo che poteva suscitare: era terrorizzata
e corse da John Gabriel. Non era altro che un animaletto
impaurito alla disperata ricerca di un rifugio.
Corse, scompigliata e trafelata, alla locanda di Saint Loo, e
James Burt la segu fin l, sbraitando minacce di vendetta.
Si diede il caso che Gabriel fosse all'ingresso.
Personalmente, non vedo in quale altro modo si sarebbe
potuto comportare il maggiore. Lei era una donna che
amava e compativa, lui era un marito ubriaco e molesto.
Quando James Burt fece irruzione urlando e imprecando e
gli intim di farla finita con sua moglie, Gabriel lo mand
a quel paese e gli disse che non meritava di avere una
moglie e che lui, John Gabriel, si sarebbe assicurato di
portarla al sicuro.
James Burt si scagli contro il maggiore come un toro a
tutta carica per ricevere un pugno. Poi Gabriel prese una
camera per la signora Burt e le disse di chiudersi dentro.
Non poteva tornare a casa adesso, le disse, avrebbero
risolto tutto al mattino.
Il giorno dopo la notizia circolava per tutta Saint Loo. Jim
Burt aveva scoperto di sua moglie e del maggiore Gabriel.
I due ora dormivano insieme alla locanda.
Potete forse immaginare l'effetto di una notizia del genere
alla vigilia delle elezioni. Mancavano solo due giorni.
Si  fregato con le sue stesse mani mormorava Carslake
assorto, andando su e gi per il soggiorno. Siamo finiti...
spacciati... Vincer Wilbraham.  un disastro.... Una
tragedia. Non mi  mai piaciuto quell'uomo. Uno scostumato.
Lo sapevo che avrebbe finito col piantarci in asso.
La signora Carslake deplorava con affettazione:  questo
che succede quando il candidato non  un gentiluomo
dell'aristocrazia.
Era raro che mio fratello prendesse parte alle discussioni
di politica. E quelle poche volte che era presente, se
ne stava a fumare in silenzio. Tuttavia, in quell'occasione
si tolse la pipa di bocca e disse la sua.
Il problema  che si  comportato da gentiluomo, invece.
Mi sembr che ci fosse una certa ironia nel fatto che le
pi marcate deviazioni di Gabriel rispetto ai canoni della
galanteria avessero accresciuto la sua reputazione, mentre
quel gesto isolato di cavalleria donchisciottesca si fosse
rivelato una brutta mossa.
Poi ecco che arriv proprio Gabriel, l'aria risoluta, irremovibile.
Non serve a niente buttarla in tragedia, Carslake sbuff.
Mi dica che cos'altro potevo fare.
Carslake domand dove fosse adesso la signora Burt.
Gabriel spieg che era ancora nella locanda. Non vedeva
dove potesse stare se non l. E comunque, aggiunse,
era troppo tardi. Si volt verso Teresa, che a quanto pare
considerava la realista del gruppo. Giusto? le domand.
Teresa rispose che senza dubbio era troppo tardi.
Una notte  una notte disse Gabriel. Ed  la notte
che interessa alle persone, non il giorno.
Maggiore Gabriel, ma!... borbott Carslake. Era profondamente
scandalizzato.
Dio, che mente depravata la sua! protest Gabriel.
Non ho passato la notte con lei, se  qui che vuole arrivare.
Sto solo dicendo che per l'intera popolazione di Saint Loo 
la stessa cosa. Eravamo entrambi nella locanda.
Quella, disse, era l'unica cosa di cui la gente si sarebbe
preoccupata. Oltre alla scenata che aveva fatto Burt e
alle cose che andava dicendo in giro su sua moglie e sul
maggiore Gabriel.
Ma non poteva farla andare da qualche altra parte?
fece Carslake. Forse in quel caso... Sembr speranzoso
per un istante, poi scosse la testa. No, la gente avrebbe
fiutato qualcosa ammise.
C' anche un'altra cosa da risolvere puntualizz Gabriel.
Che facciamo con lei?
Carslake lo fiss senza capire.
In che senso?
Non hai pensato a lei, vero?
Carslake replic sprezzante: Non possiamo certo considerare
questi dettagli adesso. Quello che dobbiamo fare 
cercare di trovare qualche via d'uscita da questo disastro.
Certo... fece Gabriel. La signora Burt non conta,,
giusto? Chi  la signora Burt? Nessuno di importante.
Solo una povera, brava ragazza che  stata tiranneggiata
e maltrattata, spaventata a morte, senza un posto dove
andare n un centesimo.
Alz la voce.
Bene... glielo dico una volta per tutte, Carslake. Non
mi piace il suo atteggiamento. E le dico anche cos'altro
 la signora Burt:  un essere umano. Peccato che per
le sue maledette macchinazioni, Carslake, importi solo
il voto.  questo il marcio della politica. Che cosa ha
detto Alfred Baldwin negli anni bui? Se avessi detto la
verit, avrei perso le elezioni. Bel io non sono Baldwin:
non sono nessuno. Quello che mi sta dicendo : Lei si
 comportato come un essere umano qualsiasi, quindi
perder le elezioni! Benissimo, allora vadano all'inferno
le elezioni! Pu tenersele, queste schifose elezioni. Prima di
tutto sono un essere umano, e solo dopo un politico. Non
ho mai detto una parola che non avrei dovuto dire a quella
povera creatura. Non ho fatto l'amore con lei. Mi sono
preoccupato per lei, ecco tutto. Ieri sera  venuta da me
perch non aveva nessun altro a cui rivolgersi. Benissimo,
pu stare con me. Ci penser io a lei. E vadano all'inferno
St Loo e Westminster e tutte queste diavolerie.
Maggiore Gabriel. Era la voce angosciata della signora
Carslake. Non pu fare una cosa del genere! Se poi Burt
chiede il divorzio?
Se chiede il divorzio, la sposo io.
Carslake tuon: Non pu farci questo, Gabriel. Non
pu causare un simile scandalo.
Non posso, Carslake? Mi guardi. Non avevo mai visto
niente di pi rabbioso degli occhi di Gabriel. Non mi era
mai stato pi simpatico.
Non pu costringermi. Se una mandria di elettori da
nulla sostengono il principio che un uomo pu picchiare
la moglie e spaventarla a morte e rivolgerle accuse infami
e infondate... Bene, facciano pure! Ma se ci tengono alla
dignit cristiana, possono votare per me.
Per non lo faranno intervenne Teresa con un sospiro.
Gabriel pos lo sguardo su di lei e il suo viso si distese.
No, non lo faranno ammise.
Robert si tolse di nuovo la pipa di bocca.
Che deficienti sbott.
Certo, signor Norreys, sappiamo che lei  un comunista
comment acida la signora Carslake.
Non ho la pi pallida idea di quello che volesse dire.
Poi, nel pieno di questa profonda amarezza, fece la sua
comparsa Isabella Charteris. Veniva dal terrazzo, impassibile,
austera, posata.
Non prest attenzione a noi. Era venuta a dire una cosa
e la disse. And dritta da Gabriel, come se ci fosse solo lui,
e gli parl con fare confidenziale.
Credo che sia tutto a posto disse.
Gabriel la fiss incredulo. I nostri occhi erano puntati
su di lei.
Per la signora Burt, intendo chiar Isabella.
Non mostrava alcun imbarazzo. Al contrario, aveva
l'aria soddisfatta della persona risoluta che ritiene d'aver
fatto la cosa giusta.
 al castello prosegu.
Al castello? ripet Carslake incredulo.
Isabella si volt verso di lui.
S rispose. Appena abbiamo saputo quello che era
successo ho pensato che fosse la cosa migliore. Ne ho
parlato con la zia Adelaide, che ha concordato con me.
Siamo andate subito in macchina alla locanda.
Scoprii in seguito che era stata un'operazione degna
della famiglia reale quando ordina il trasferimento della
corte. La mente sveglia di Isabella aveva subito individuato
l'unica contromossa possibile.
L'anziana Lady Saint Loo, come ho gi detto, aveva un
ascendente smisurato sulla comunit. Era lei a scandire
il tempo morale di Greenwich, per cos dire. La gente
poteva anche storcere il naso o darle dell'antiquata, ma
la rispettava, e quando lei dava l'approvazione, di rado
qualcuno obiettava.
Era entrata solenne nella vecchia Daimler, e con lei
Isabella. La figura fiera di Lady Saint Loo aveva fatto il suo
ingresso alla locanda e aveva chiesto della signora Burt.
Una Milly riluttante, in lacrime e occhi rossi, era apparsa
sulle scale, ed era stata ricevuta coi fasti di una vestizione
ufficiale. Lady Saint Loo aveva parlato chiaro, senza nemmeno
abbassare la voce.
Mia cara, non sa quanto mi sia dispiaciuto sapere
quello che ha passato disse con voce tonante. Il maggiore
Gabriel avrebbe dovuto portarla da noi ieri sera... ma lui 
cos riguardoso da non averci voluto disturbare a quell'ora,
suppongo.
Io... io...  molto gentile.
Sistemi le sue cose, mia cara. Adesso verr con noi.
Milly Burt arross e mormor che... in realt... non aveva
niente con s...
Che stupida che sono replic Lady Saint Loo. Passeremo
da casa sua per prendere qualcosa, allora.
Ma... obiett Milly, restia.
Salga in macchina. Passeremo da casa sua.
Milly dovette cedere dinanzi all'autorit. Le tre donne
s'infilarono nella Daimler, che and a fermarsi a pochi
metri da Fore Street.
Lady Saint Loo scese con la signora Burt e l'accompagn in
casa. Dall'ambulatorio guizz fuori James Burt, gli occhi
iniettati di sangue, pronto a sfociare in un'invettiva furiosa.
Ma incontr lo sguardo di Lady Saint Loo e si trattenne.
Prepari le sue cose, cara disse Lady Saint Loo.
Milly scatt al piano di sopra. L'anziana si rivolse a
James Burt.
Si  comportato in maniera ignominiosa sentenzi.
Davvero ignominiosa. Il suo problema, Burt,  che beve
troppo. D'altronde lei non  un uomo rispettabile. Consigliere
a sua moglie di troncare ogni rapporto con lei. Le
cose che ha detto in giro sono menzogne... e lo sa benissimo.
Non  vero?
Lo sguardo spietato della donna ipnotizz l'uomo fremente.
Ah... be!.. immagino che... se lo dice lei...
Lo sa che sono menzogne.
Va bene... va bene... Non ero in me ieri sera.
Si prenda la briga di far sapere in giro che erano menzogne.
Altrimenti dir al maggiore Gabriel di adire alle
vie legali. Ah, eccola, signora Burt.
Milly stava scendendo le scale con una piccola valigia.
Lady Saint Loo la prese sottobraccio e si mosse verso la porta.
Ma... dove va Milly? domand il marito.
Viene al castello con me. Poi aggiunse con tono di sfida:
Ha qualcosa in contrario?.
Burt scosse debolmente la testa. Lady Saint Loo continu
perentoria:
Segua il mio consiglio, James Burt: riprenda le redini
della sua vita prima che sia troppo tardi. Smetta di bere.
Non trascuri il suo lavoro. Ha molta esperienza, ma se
continua cos far una brutta fine. Si rimetta in carreggiata.
Ci riuscir se solo ci prover. E tenga a freno quella
linguaccia.
Poi sal in macchina insieme a Milly, che si accomod
di fianco a Lady Saint Loo, Isabella era davanti. Percorsero la
strada principale, costeggiarono il porto e risalirono dal
mercato fino al castello. La regina e la sua corte che avanzavano
per il paese. Le vide quasi tutta Saint Loo.
Quella sera la gente ripeteva:
Sar tutto in regola, o Lady Saint Loo non l'avrebbe portata
al castello.
Qualcuno sosteneva che dovesse esserci un fondo di verit,
si chiedeva come mai Milly Burt fosse corsa proprio
dal maggiore Gabriel nel cuore della notte e poi, si pensava,
di certo l'appoggio di Lady Saint Loo aveva delle ragioni
politiche.
Ma era la minoranza. Il carattere si impone. E Lady St
Loo aveva carattere da vendere, insieme a una reputazione
di assoluta integrit. Se Milly Burt era stata ricevuta al
castello, se Lady Saint Loo si schierava dalla sua parte, allora
Milly Burt si era comportata bene. Lady Saint Loo non avrebbe
dato il suo sostegno a una causa sbagliata. Non la loro Lady
St Loo. Insomma, era cos rigorosa!
Fu Isabella a sintetizzarci il succo di questi avvenimenti.
Era venuta dal castello appena Milly si era sistemata.
Quando Carslake afferr la portata di quello che la
giovane stava dicendo, il suo viso, da cupo, s'illumin. Si
diede un colpetto sulla gamba.
Mio Dio esclam. Credo proprio che funzioner.
La signora  intelligente. S,  proprio intelligente. Idea
geniale.
Ma l'intelligenza e l'idea erano di Isabella. Mi meravigli
la sua rapidit nel comprendere la situazione e agire.
Mi metto subito all'opera disse Carslake. Dobbiamo
sfruttare il momento e studiare accuratamente la nostra
versione dei fatti. Su. Maggiore Gabriel...
Arrivo tra un attimo replic Gabriel.
I Carslake uscirono. Gabriel si avvicin a Isabella.
 stata opera sua le disse. Perch?
Lei spalanc gli occhi, perplessa.
Ma... per le elezioni.
Quindi ci tiene davvero tanto che vincano i conservatori?
Lei lo guard con una certa sorpresa.
No. Cio... per lei.
Per me?
S. Lei ci tiene molto a vincere le elezioni, giusto?
Gabriel assunse un'espressione tra il disorientato e il
confuso. Distolse lo sguardo e disse, pi a se stesso che a
lei o a qualcuno di noi:
Ci tengo? Pu darsi...
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Come dicevo, questo non  un fedele resoconto della
campagna elettorale. Ero fuori dal giro, in uno stato
di isolamento in cui poteva arrivare solo l'eco di quello che succedeva. Percepivo una frenesia crescente, che
sembrava colpire tutti tranne me.
Rimanevano due giorni di delirante propaganda elettorale
durante i quali Gabriel venne da noi un paio di volte
a bere qualcosa. Quando si rilassava, sembrava stremato,
la voce arrochita dopo i comizi all'aperto, ma anche se
stanco la sua dinamicit rimaneva inalterata. Parl poco
con me, forse perch voleva risparmiare fiato ed energia.
Vuot il bicchiere in un sorso solo e mormor: Che
vita  questa! Quante menzogne bisogna dire alla gente!
Si meritano il governo che si ritrovano.
Teresa trascorreva la maggior parte del tempo a guidare.
Il mattino delle elezioni arriv accompagnato da una
burrasca dall'Atlantico. Il vento ululava e la pioggia batteva
sul tetto.
Isabella pass da noi poco dopo colazione. Aveva un
impermeabile nero, i capelli bagnati e gli occhi luminosi.
Sull'impermeabile era appuntata una splendida coccarda
blu.
Per tutto il giorno dar passaggi a chi deve andare a
votare mi disse. E anche Rupert. Ho proposto alla signora
Burt di venire a trovarla. Le dispiace? Sar da solo tutto
il giorno, no?
Non mi dispiaceva, anche se la prospettiva di una giornata
in pace con i miei libri mi allettava: avevo avuto sin
troppa compagnia nell'ultimo periodo.
Non era da Isabella mostrare preoccupazione per la
mia solitudine: fu come se a un tratto avesse adottato
l'atteggiamento di sua zia Agnes nei miei confronti.
L'amore la addolcisce, Isabella? le chiesi con tono di
disapprovazione. O  stata un'idea di Lady Tressilian?
Isabella sorrise.
Voleva venire a farle visita mi spieg la giovane. Pensava
che potesse sentirsi solo... anzi, come ha detto lei, che
potesse sentirsi estromesso.
Mi rivolse uno sguardo interrogativo. Mi resi conto che
una simile idea non le sarebbe mai passata per la testa.
E lei non  d'accordo con la signora Burt? le domandai.
Isabella rispose con il suo solito candore: Be', ma lei 
davvero estromesso.
Giusto.
Per quanto possa dispiacermi, non vedo che aiuto
sarebbe sentirsi il fiato di zia Agnes sul collo. Servirebbe
solo a estromettere anche lei.
E sono sicuro che lei invece ci tiene a essere coinvolta.
Ho pensato alla signora Burt perch deve tenersi alla
larga comunque. E magari lei, Norreys, potrebbe parlarle.
Parlarle?
S. Isabella aggrott lievemente la fronte. Sa, io non
sono brava a parlare con le persone. O a farle parlare con
me. E lei continua.
La signora Burt... continua?
S, e mi sembra cos insensato... ma io non so esprimermi
su questi argomenti. Ho pensato che magari poteva farlo lei.
Ma... che cosa continua a dire?
Isabella si sedette sul bracciolo della poltrona. Parl
lentamente, un poco accigliata, come una turista che
descriva i riti pi sconcertanti di qualche trib selvaggia.
Sa, per quello che  successo. Per essersi precipitata
dal maggiore Gabriel. Dice che  tutta colpa sua. Che
se perde le elezioni sar lei la responsabile. Che se fosse
stata pi attenta... che doveva prevedere le conseguenze.
Se fosse stata pi gentile con James Burt e lo avesse
capito un po' di pi, non avrebbe mai bevuto cos tanto.
Se la prende tremendamente con se stessa e di notte
non riesce a dormire per la preoccupazione. Vorrebbe
aver agito in maniera diversa. Se avesse danneggiato la
carriera del maggiore Gabriel, non se lo perdoner mai,
per tutta la vita. La colpa  solo sua. Tutto, sempre, 
stato colpa sua.
Isabella rimase in silenzio. Mi guard. Mi stava passando
una patata bollente che a lei risultava del tutto incomprensibile.
Mi arriv un fievole eco dal passato. Jennifer che corrugava
quella sua fronte adorabile e si addossava coraggiosamente
la colpa delle azioni altrui.
Lo avevo ritenuto uno dei tratti pi belli di Jennifer. Ma
adesso che era Milly Burt a indulgere nello stesso atteggiamento,
mi resi conto di quanto potesse risultare irritante.
Ecco, riflettei con una punta di cinismo, la differenza tra
nutrire simpatia per una donna ed esserne innamorato!
Be' feci pensieroso. Capisco come si possa sentire.
Lei no?
Isabella rispose con un monosillabo deciso.
No.
Ma perch no? Si spieghi.
Lo sa che non so spiegarmi si scherm Isabella con
tono di biasimo. Rimase in silenzio, aggrott le sopracciglia
e poi cominci a parlare, in tono indeciso. Disse: Le cose
o sono successe, o non sono successe. Posso anche capire
che ci si preoccupi prima...
Nemmeno quello, intuii, era accettabile per Isabella.
Ma continuare a preoccuparsi adesso...  come se vai
a fare una passeggiata in campagna e pesti lo sterco di
mucca. Voglio dire, non servirebbe a niente continuare
a parlarne per tutto il tempo, ripetendo che non avresti
dovuto pestare lo sterco di mucca, che avresti dovuto
prendere un'altra strada, e che  tutta colpa tua perch
non guardavi dove mettevi i piedi e che non fai altro che
stupidaggini. Hai lo sterco di mucca sotto la scarpa e non
puoi farci pi niente, ma non c' alcun bisogno di averlo
anche in mente! Ci sono tante altre cose... i campi, il cielo,
le siepi, la persona con cui stai passeggiando... sono tutte
l. L'unico momento in cui dovrai ripensare allo sterco di
mucca  quando torni a casa e dovrai farci i conti. Allora
s che dovrai pensarci...
L'eccesso di autocritica era un campo di speculazione
interessante. Capii che era qualcosa in cui Milly Burt amava
crogiolarsi. Ma non sapevo come mai alcune persone vi
fossero pi inclini di altre. Una volta Teresa aveva insinuato
che gli individui come me, che si ostinano a voler tirare su
di morale gli altri, e a sistemare le cose, in realt non sono
d'aiuto come pensano. Ma questo comunque non spiega
perch agli esseri umani piaccia ingigantire la propria
responsabilit sugli eventi.
Isabella mi chiese speranzosa: Le parler?.
Metta il caso che a lei piaccia... insomma... che le
piaccia addossarsi tutte le colpe teorizzai. Perch non
dovrebbe farlo?
Perch credo che renda tutto ancora pi difficile per
lui... per il maggiore Gabriel. Deve essere davvero faticoso
rassicurare qualcuno di continuo.
S, indubbiamente doveva essere faticoso, dissi tra me...
Era stato faticoso, mi ricordai... Jennifer era sempre stata
troppo faticosa. Ma Jennifer aveva anche dei bei capelli
neri dai riflessi blu, dei tristi occhioni grigi e un buffo,
adorabile nasino...
Magari a Gabriel piacevano i capelli castani e i dolci
occhi nocciola di Milly e non gli pesava ripeterle che era
tutto a posto.
La signora Burt si  trovata una sistemazione? domandai.
S, s. La nonna le ha trovato un impiego in Sussex
come dama di compagnia. La paga  buona e il lavoro 
leggero. In pi la zona  ben servita di treni per Londra,
quindi potr andare a trovare gli amici.
Mi domandai se per amici Isabella intendesse il maggiore
Gabriel. Milly era innamorata di lui. Mi chiesi se Gabriel
fosse un po' innamorato di lei. Forse s.
Immagino possa divorziare dal signor Burt disse
Isabella. Solo che il divorzio costa.
Si alz. Ora devo andare. Le parler, non  vero? Indugi
sulla porta. Io e Rupert ci sposiamo tra una settimana
esatta aggiunse con voce sommessa. Pensa di poter
venire alla cerimonia? Gli scout possono accompagnarla
se la giornata  bella.
Vuole che venga?
S, ci tengo.
Allora verr.
Grazie. Ci rester una settimana da trascorrere insieme
prima del rientro in Birmania. Ma la guerra non durer
ancora per molto, vero?
 felice, Isabella? le domandai con delicatezza.
Lei annu.
Fa quasi paura... che una cosa a cui si  pensato per
tantissimo tempo diventi realt... Rupert era l nella mia
mente, ma sempre pi sfocato...
Mi guard.
Anche se  tutto vero, non sembra ancora vero. Mi
sento come se da un momento all'altro potessi... svegliarmi.
Sembra un sogno.
Aggiunse, con molta dolcezza: Avere tutto... Rupert...
St Loo... tutti i desideri avverati....
Poi, con un sussulto, esclam: Non dovevo trattenermi
cos a lungo. Mi avevano dato venti minuti, giusto il tempo
per una tazza di t.
Intuii che io ero stato la tazza di t di Isabella.
Milly Burt venne a trovarmi nel pomeriggio. Si liber
dell'impermeabile, del cappuccio di lana e delle galosce,
si lisci i capelli castani all'indietro, s'incipri il naso un
po' impacciata e venne a sedersi accanto a me. Pensai che
era davvero bella e anche molto simpatica. Non si poteva
detestare Milly Burt nemmeno se si voleva e, per quanto
mi riguardava, io non volevo.
Spero che non si siano dimenticati di lei, oggi mi disse.
Ha pranzato? Tutto a posto?
Le assicurai che tutte le mie necessit erano state soddisfatte.
Pi tardi ci faremo preparare una tazza di t le dissi.
Molto volentieri. Si muoveva irrequieta. Oh, capitano
Norreys, pensa che vincer, vero?
 troppo presto per dirlo.
Ma... che cosa pensa?
Sono sicuro che abbia delle ottime chances la rassicurai.
Se non fosse stato per me, sarebbe stata una certezza! Come
ho fatto a essere cos stupida... cos scellerata. Oh, capitano
Norreys, non faccio che pensarci. So che  tutta colpa mia.
Eccoci, pensai.
Dovrebbe smettere di pensarci le consigliai.
Ma come faccio? Spalanc quei suoi pietosi occhioni
castani.
Con un po' di autocontrollo e di buona volont replicai.
Milly mi lanci un'occhiata scettica e di lieve disapprovazione.
Non credo che la cosa vada presa alla leggera. Visto
che  tutta colpa mia.
Mia cara ragazza, continuare a rimuginare non aiuter
Gabriel a entrare in parlamento.
N-no, certo... Ma non mi perdonerei mai di avergli
rovinato la carriera.
La discussione mi tornava familiare. Jennifer me ne aveva
dato un'esauriente anticipazione. Solo che ora discutevo
a sangue freddo, senza il filtro della vulnerabilit sentimentale.
Ed era una bella differenza. Milly Burt mi stava
simpatica... ma era esasperante.
Per carit di Dio esclamai. Non la metta in tragedia!
Si sforzi per amor di Gabriel, almeno.
Ma  per amor suo che mi dispiace.
Non pensa che quel poveretto ne abbia gi delle sue
senza aggiungere il carico delle lacrime e dei rimorsi?
Ma se perde le elezioni...
Se perde le elezioni (e ancora non le ha perse) e lei
ha contribuito a quel risultato (cosa che non c' modo
di sapere e che potrebbe non essere assolutamente vera)
non crede che sar gi un brutto colpo per lui aver perso
la battaglia anche senza che una donna tormentata dal
rimorso gli renda le cose ancora pi difficili?
Milly assunse un'espressione confusa e ostinata.
Ma io voglio rimediare per quello che ho fatto.
Probabilmente non  possibile. Al massimo potrebbe
cercare di convincere Gabriel che perdere le elezioni sia
un colpo di fortuna per lui, perch cos potr cogliere al
volo un'opportunit pi interessante.
Milly Burt assunse un'espressione scettica.
Ah disse. Non credo di poterci riuscire.
Nemmeno io lo credevo. Una donna intelligente e spregiudicata
s. Teresa, se per puro caso fosse stata affezionata
a John Gabriel, avrebbe potuto farlo benissimo.
La tattica di Teresa nei confronti della vita , diciamo,
l'attacco incessante.
Invece quella di Milly Burt era, senza ombra di dubbio, la
pietosa e incessante sconfitta. Per magari a John Gabriel
piaceva raccogliere i pezzi e rimetterli insieme. Anche a
me era piaciuto un tempo.
Lei gli  molto affezionata, vero? domandai.
Gli occhi castani si riempirono di lacrime.
Ah, s... s. Lui ... non ho mai incontrato nessuno
come lui...
Nemmeno io avevo mai incontrato nessuno come John
Gabriel, ma la cosa su di me non aveva lo stesso effetto.
Farei qualsiasi cosa per lui, capitano Norreys... sul serio.
Se ci tiene davvero a lui, questo basta. Lo lasci stare.
Chi aveva detto Amateli e lasciateli stare? Qualche
psicologo autore di consigli per le madri? Ma era una frase
molto saggia, la cui applicazione non dovrebbe limitarsi
ai bambini. Eppure, possiamo davvero lasciare qualcuno
da solo? I nostri nemici, forse, con qualche sforzo. Ma
coloro che amiamo?
Desistetti da quella che si definirebbe sterile speculazione,
suonai il campanello e ordinai il t.
Mentre lo sorseggiavamo, chiacchierai con grande interesse
dei film che avevo visto l'anno prima. A Milly piaceva
andare al cinema. Mi aggiorn sugli ultimi capolavori.
Fu piuttosto piacevole e mi divertii, tanto che mi dispiacque
molto quando se ne and.
I soldati dell'esercito elettorale tornarono a orari diversi.
Erano stremati e in stati d'animo che andavano dall'ottimismo
allo sconforto. Solo Robert torn del suo solito
umore allegro. Aveva trovato un faggio caduto in una miniera
abbandonata ed era proprio ci di cui aveva bisogno
la sua anima. Aveva anche pranzato stranamente bene in
una piccola locanda. Soggetti da dipingere e cibo sono gli
argomenti di conversazione preferiti di Robert. E non sono
niente male come argomenti.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
La sera seguente Teresa si precipit in camera mia, allontan
i capelli neri da quel suo viso stanco e disse:
Ce l'ha fatta!.
Con che maggioranza? domandai.
Duecentoquattordici.
Feci un fischio.
Per un pelo, allora.
S, Carslake pensa che se non fosse stato per la storia
di Milly Burt sarebbe arrivato almeno a mille.
Carslake non ne sa pi degli altri.
Il Paese si sta schierando a sinistra. I laburisti hanno
vinto dappertutto. Saint Loo sar uno dei pochi baluardi
conservatori.
Gabriel aveva ragione dissi. Lo aveva detto, ti ricordi?
Lo so. Ha una capacit di giudizio straordinaria.
Be', la nostra cara Milly Burt andr a letto felice, stasera.
Non ha mandato tutto all'aria, alla fine. Sar un gran
sollievo per lei.
Dici?
Che arpia che sei, Teresa la ripresi io. Quella piccola
creatura  affezionata a Gabriel.
Lo so. E poi aggiunse pensierosa: E starebbero bene
insieme. Credo che lui potrebbe essere felice con lei... sempre
che voglia esserlo. Alcune persone non lo desiderano.
Non ho mai riscontrato tratti di ascetismo in John
Gabriel replicai io. Piuttosto, direi che non si fa mancare
mai niente e che non ci pensa due volte ad arraffare tutto
quello che pu della vita. A ogni modo, si sposer per
denaro. Me lo ha detto lui. E credo che lo far.  tagliato
per il successo... il successo pi esasperato. Per quanto
riguarda Milly, sembra tagliata per il ruolo della vittima.
Immagino che ora mi dirai che questo ruolo le piace.
No, certo che no. Ma ci vuole molto carattere, Hugh,
per dire Sono stata una scema e riderci su, continuando
come se niente fosse. I deboli hanno bisogno di qualcosa
a cui aggrapparsi. Vedono i loro errori non solo come
un fallimento con cui fare i conti, ma come una colpa
irrimediabile, un tragico peccato.
Aggiunse in tono brusco: Non credo al male. Tutta la
sofferenza del mondo  causata dai deboli... che in genere
sono animati da buone intenzioni... e riescono ad apparire
sotto una luce straordinariamente romantica. Mi fanno
paura. Sono pericolosi, come barche abbandonate che,
in balia della corrente, nell'oscurit, possono mandare in
pezzi la nave sicura.
Non vidi Gabriel fino al giorno successivo. Aveva un
aspetto mogio e avvilito. Feci fatica a rintracciare in lui
l'uomo che conoscevo.
Postumi delle elezioni? suggerii io.
Grugn.
Proprio cos. Quant' nauseante la vittoria. Dov' il
vostro sherry migliore?
Glielo indicai e lui si serv.
Non credo che Wilbraham faccia i salti di gioia per la
sconfitta commentai.
Gabriel accenn un sorriso.
No, poveraccio. E poi prende se stesso e la politica molto
sul serio, credo. Non troppo, ma comunque abbastanza.
Che peccato che sia cos fiacco.
Immagino che lei abbia detto le solite cose... che vi siete
battuti con onest e coraggio e cos via...
Gabriel sogghign.
Abbiamo seguito la prassi. Ci ha pensato Carslake.
Quant e stupido quell'uomo! Sa fare il suo lavoro a memoria
- non dimentica una battuta - e tutto senza un minimo
di intelligenza.
Sollevai il mio bicchiere di sherry.
Allora, al successo e alla sua futura carriera.  cominciata,
ormai.
S replic Gabriel senza entusiasmo.  cominciata.
Non mi sembra molto contento, eh?
 proprio come diceva prima lei: postumi delle elezioni.
La vita  sempre noiosa quando si ha vinto. Ma ci saranno
ancora tantissime battaglie da combattere. Ha visto come
mi sono imposto davanti all'opinione pubblica?
I laburisti hanno una maggioranza consistente.
Lo so. Ottimo.
Ma insomma, Gabriel. Che parole in bocca al nostro
nuovo deputato conservatore.
Vadano all'inferno i conservatori! Questa  la mia opportunit.
Chi pu rimettere in piedi il partito? Winston
 un gran signore della guerra, specie per chi non la vuole
pi. Ma  troppo anziano per affrontare la pace. La pace
 complessa. Eden  il tipico gentleman, prudente e diplomatico...
Continu passando in rassegna gli esponenti pi noti
del partito conservatore.
Tra tutti loro messi insieme non ne esce una sola idea
costruttiva. Si batteranno contro la nazionalizzazione, e si
scaglieranno con grande soddisfazione contro gli errori dei
socialisti. (E, caro mio, di errori ne faranno! Sono una massa
di zucconi. Vecchi sindacalisti impenitenti e sconsiderati
pensatori di Oxford.) La nostra fazione user tutti i soliti
trucchetti parlamentari, come vecchi cani patetici a una
mostra canina. Bau bau bau, e poi in piedi sulle zampe
posteriori e quindi via col valzer.
E dove si colloca John Gabriel in questa incantevole
immagine dell'opposizione?
Non si pu sferrare l'attacco finch non si  calcolato
tutto fino all'ultimo dettaglio. Poi... a tutto gas. Devo guadagnarmi
la presa sui giovani... quelli con le idee nuove
che in genere sono contro il governo. Vendigli un'idea e
si batteranno tutti per difenderla.
Quale idea?
Gabriel mi lanci un'occhiata esasperata.
Non capisce mai niente. Non ha la minima importanza
quale idea! Posso farmene venire in mente una mezza
dozzina in qualsiasi momento. Ci sono solo due cose che
infiammano la gente in politica. Una  riempirsi le tasche.
L'altra  quel tipo di idea che sembrerebbe sistemare tutto
e che  facilissima da capire, nobile e vaga allo stesso
tempo... e che ti fa sembrare profondo. Alle persone piace
pensare di avere il cuore d'oro tanto quanto arricchirsi.
Ma niente di troppo concreto, ci vuole piuttosto un
concetto buonista che possibilmente non coinvolga qualcuno
che si rischia di dover incontrare di persona. Ha visto
quante offerte sono arrivate per le vittime del terremoto
in Turchia, Armenia o quel che era? Ma nessuno ha voluto
accogliere uno di quei bambini a casa sua.  la natura
umana.
Seguir la sua carriera con grande interesse gli assicurai.
Tra vent'anni mi trover grasso, immerso negli agi e
probabilmente con la reputazione di benefattore mi disse
Gabriel.
E poi?
In che senso e poi?
Non si annoier?
Ah, m'inventer qualcosa, tanto per divertirmi.
Mi affascinava sempre la totale sicurezza con cui Gabriel
parlava del suo futuro. Cominciavo ad avere fiducia
nella realizzazione dei suoi pronostici. Aveva la particolare
capacit di avere ragione. Aveva previsto che il Paese
avrebbe votato per i laburisti. Era certo della sua vittoria.
La sua vita avrebbe seguito il corso che aveva predetto,
senza discostarsi di un millimetro.
Dissi banalmente: Allora va tutto per il meglio nel migliore
dei mondi possibili.
Lui aggrott subito la fronte, irritato, e disse:
Certo che un bel modo di mettere il dito nella piaga,
Norreys.
Perch, c' qualcosa che non va?
Non c' niente che non va... proprio niente. Rimase
in silenzio per un istante, e poi prosegu: Le  mai capitato
di avere una spina al dito? Sa quanto pu essere esasperante?
Niente di terribile, ma continua a ricordarti che
 l, a punzecchiare, a dar fastidio....
Qual  la spina? domandai. Milly Burt?
Alz un sopracciglio, sconcertato. Non era Milly Burt.
Con lei  tutto a posto disse. Non ho fatto danni,
per fortuna. Mi piace. La vedr di tanto in tanto a Londra.
L saremo al riparo da questi tremendi pettegolezzi
di provincia.
A quel punto divenne paonazzo, mentre tirava fuori
dalla tasca un pacchettino.
Potrebbe darci un'occhiata? Secondo lei va bene?  un
regalo di matrimonio. Per Isabella Charteris. Suppongo
di doverle portare qualcosa. Quand'? Gioved? O pensa
che sia un regalo troppo stupido?
Scartai il pacchetto con molta curiosit. Quello che
trovai mi sorprese moltissimo. Era l'ultima cosa che mi
sarei aspettato John Gabriel comprasse come regalo di
matrimonio.
Era un breviario, miniato in modo squisito e delicato.
Un oggetto da museo.
Non so di preciso che cosa sia disse Gabriel. Una
roba per cattolici. Vecchio almeno un paio di secoli. Ma
ho avuto la sensazione... non so... ho pensato che poteva
essere indicato per Isabella. Naturalmente, Norreys, se secondo
lei  una sciocchezza...
Mi affrettai a rassicurarlo.
 bellissimo dissi. Una cosa che chiunque sarebbe
contento di possedere. Un pezzo da museo.
Non che creda possa piacerle pi di tanto, ma ho avuto
l'impressione che le si addica, se capisce cosa intendo...
Annuii. Lo capivo. E in fondo, qualcosa dovr pur portarle.
Non che la ragazza mi stia particolarmente simpatica.
La detesto, quella pollastrella arrogante e presuntuosa.
 riuscita ad accalappiare il lord. Le auguro la felicit
che si pu avere con un pallone gonfiato.
Lui  molto di pi di un pallone gonfiato.
S...  vero. A ogni modo, devo rimanere in buoni
rapporti con loro. In qualit di deputato sar invitato a
pranzo al castello di tanto in tanto, per non parlare del
ricevimento annuale. Immagino che alla vecchia Lady St
Loo toccher trasferirsi in quella catapecchia ammuffita
vicino alla chiesa. Chiunque viva l, morir presto di reumatismi.
Riprese il messale miniato e lo sistem di nuovo nella confezione.
Pensa davvero che vada bene?  adatto?
 un regalo magnifico e dei meno scontati lo rassicurai.
A quel punto entr Teresa. Gabriel disse che stava giusto per congedarsi.
Che cos'ha? mi domand lei, quando se ne fu andato.
 il suo modo di reagire, immagino.
Teresa ribatt:  qualcosa di pi.
Non posso fare a meno di pensare che sia un peccato che abbia vinto le elezioni dissi. La sconfitta avrebbe potuto avere un effetto calmante. Stando cos le cose, invece, in un paio d'anni diventer incontenibile. Non  altro che una canaglia. Ma arriver sul ramo pi alto.
Immagino che fu la parola ramo a far parlare Robert.
Era entrato con Teresa, ma in quel suo modo che non d nell'occhio, quindi come sempre fummo sorpresi quando apr bocca.
No, no disse.
Gli lanciammo un'occhiata interrogativa.
Non arriver in cima disse Robert. Non c' la bench minima possibilit, direi...
Vag sconsolato per la camera chiedendosi perch mai gli nascondessero sempre il mestichino per dipingere.
...
.
...
Capitolo 23.
...
.
...
Il matrimonio di Lord Saint Loo e Isabella Charteris era fissato
per gioved. Sar stata l'una di notte, quando sentii
dei passi che provenivano dal terrazzo.
Non ero riuscito a prendere sonno. Era una delle brutte
nottate in cui il dolore si faceva sentire.
Pensai che la fantasia mi giocasse strani scherzi, visto che
avrei giurato che quelli l fuori fossero i passi di Isabella.
Poi sentii la sua voce.
 permesso, Hugh?
Le portefinestre erano socchiuse, le lasciavamo sempre
cos se non c'era cattivo tempo. Isabella entr e io accesi il
lume accanto a me. Avevo ancora la sensazione di vivere
un sogno.
Isabella sembrava altissima. Aveva un lungo cappotto
di tweed nero e un foulard rosso scuro sui capelli. Il viso
era austero, sereno e un po' triste.
Non riuscivo a immaginare che cosa facesse qui a quell'ora
della notte - o meglio, del mattino - e mi preoccupai un po'.
Ora non avevo pi la sensazione di sognare. Anzi, a dire
la verit, provavo la sensazione opposta. Mi sembr che
tutto quello che era successo da quando Rupert Saint Loo
aveva fatto ritorno a casa fosse un sogno, e che quello
fosse il momento del risveglio.
Mi ricordai le parole di Isabella: Mi sento come se da
un momento all'altro potessi svegliarmi"!
E a un tratto mi resi conto che era quanto le era successo.
La giovane che era l davanti a me non stava pi sognando.
Si era svegliata.
Mi ricordai anche un'altra cosa: Robert che diceva che
non cerano state fate cattive al battesimo di Rupert Saint Loo.
In seguito gli avevo chiesto che cosa intendesse e la sua
risposta era stata: Be! se non c' nemmeno una fata cattiva,
dov' la tua storia?. Era quello, forse, a rendere Rupert
St Loo non del tutto reale, nonostante il bell'aspetto,
l'intelligenza, la rettitudine.
Tutte queste cose si avvicendarono confusamente nella
mia testa in quei secondi che passarono prima che Isabella
dicesse:
Sono venuta a dirle addio, Hugh.
Rimasi di sasso, come uno stupido.
Addio?
S. Vede... sto andando via...
Via? Con Rupert, intende?
No. Con John Gabriel...
In quel momento mi resi conto del dualismo della mente
umana. Met del mio cervello era attonita, incredula.
Quello che Isabella stava dicendo sembrava improbabile...
una cosa inverosimile che non sarebbe mai potuta accadere.
Ma un'altra parte di me non era cos sorpresa. Era come
se una voce interiore stesse dicendo beffarda: Ma certo,
lo hai sempre saputo.... Mi ricordai di come, senza girare
la testa, Isabella avesse riconosciuto i passi di John Gabriel
in terrazzo. Mi torn in mente l'espressione sul suo viso
quando era risalita dal giardino la sera del torneo di whist,
e la velocit con cui aveva risolto il guaio di Milly Burt.
Mi ritornarono alla memoria le sue parole - Rupert deve
tornare presto... - e quella strana ansia nella voce. Aveva
paura, allora, paura di quello che le stava succedendo.
Capii, anche se non del tutto, l'oscuro slancio che la stava
spingendo tra le braccia di Gabriel. Per una qualche ragione,
l'uomo esercitava una strana attrazione sulle donne. Teresa
me lo aveva detto molto tempo prima...
Isabella lo amava? Ne dubitavo. E non vedevo felicit
nella sua vita con un uomo come Gabriel... un uomo che
la desiderava ma non la amava.
Da parte sua, era pura follia. Significava abbandonare
la sua carriera politica. Sarebbe stata la rovina delle sue
ambizioni. Non riuscivo a capire il perch di quella mossa
balzana.
Lui la amava? No. Pensavo che in un certo senso la
odiasse. Apparteneva a tutto ci che lo aveva umiliato
da quando era l (il castello, la vecchia Lady Saint Loo...).
Era questo l'oscuro motivo di quell'atto di follia? Si stava
vendicando per quell'umiliazione? Era disposto a fare a
pezzi la propria vita se poteva fare a pezzi anche ci che
lo aveva umiliato? Il popolano si stava prendendo la sua
rivincita?
Amavo Isabella. Ora lo sapevo. La amavo cos tanto da
poter essere felice per la sua felicit. E lei s che era stata
felice con Rupert nel suo sogno che si avverava, nella
prospettiva di una vita a Saint Loo... Aveva solo temuto che
non fosse reale.
Allora che cos'era reale? John Gabriel? No, quella che
stava facendo era una pazzia. Doveva essere fermata,
supplicata, dissuasa.
Le parole si riversarono sulle mie labbra... ma rimasero
inarticolate. Tuttora non so perch.
L'unica ragione che mi viene in mente  che Isabella... era Isabella...
Non dissi niente.
Lei si chin a baciarmi. Non fu il bacio di una bambina.
La sua bocca era la bocca di una donna. Le sue labbra fresche si posarono sulle mie con una dolcezza e con un'intensit che non dimenticher mai. Fu come essere baciato da un fiore.
Mi disse addio, e usc dalla portafinestra, dalla mia vita, per andare l dove la aspettava John Gabriel.
E io non cercai di fermarla...
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Con la partenza di John Gabriel e Isabella da Saint Loo
si conclude la prima parte della mia storia, o meglio
della loro storia, come dimostra il fatto che di quanto successe
dopo ricordo poco e niente.  tutto vago e confuso.
Non mi sono mai interessato al risvolto politico della
nostra vita a Saint Loo. Per me era solo lo sfondo su cui si
muovevano i protagonisti del dramma. Ma le ripercussioni
politiche furono forse - anzi, lo furono senza dubbio - di grande portata.
Se John Gabriel avesse avuto un minimo di coscienza
politica, di certo si sarebbe comportato diversamente.
L'idea di piantare in asso il suo schieramento lo avrebbe
fatto rabbrividire. Perch s che lo piant in asso, suscitando
nella gente del posto una reazione tremenda al punto che,
se non lo avesse fatto di sua spontanea volont, sarebbe
stato costretto a dimettersi. La questione gett grande
discredito sul partito conservatore. Un uomo pi serio e
vicino alla tradizione sarebbe stato sensibile a queste cose.
Ma a John Gabriel non importava un fico secco. Si era
messo in gioco per la sua carriera, e poi l'aveva rovinata con
la sua folle condotta. Era questa la sua prospettiva. Aveva
detto la verit quando aveva profetizzato che solo una
donna sarebbe stata in grado di rovinargli la vita. Quello
che non aveva minimamente previsto era chi potesse essere quella donna.
Per carattere e educazione non poteva comprendere lo
sconvolgimento e l'orrore che provarono persone come
Lady Tressilian e la signora Bigham Charteris. A Lady
Tressilian avevano insegnato che candidarsi alle elezioni
era un dovere dell'uomo nei confronti del Paese. Cos glielo aveva prospettato il padre.
Una reazione del genere per Gabriel era del tutto incomprensibile.
Nella sua visione delle cose, il partito conservatore
aveva preso una cantonata quando lo aveva scelto.
Aveva fatto una scommessa e l'aveva persa. Se le cose
avessero seguito il normale corso, sarebbe andato tutto a
gonfie vele. Ma c'era sempre quella possibilit su cento...
e quella possibilit su cento si era verificata.
Strano ma vero, l'unica persona a pensarla come lui era
Lady Saint Loo. ,
Ne parl soltanto una volta, nel salotto di Polnorth
House, quando fu da sola con me e Teresa.
Non possiamo sottrarci alle nostre colpe disse. Sapevamo
com'era fatto quell'uomo. Abbiamo nominato un
estraneo, senza credo, senza tradizione, senza integrit. Lo
sapevamo perfettamente che era un arrivista, e nient'altro.
Lo avevamo accettato perch aveva le qualit che fanno
breccia sulla massa, un buon curriculum militare, un
fascino ingannevole. Eravamo disposti a farci usare da lui,
perch eravamo disposti a usarlo. Ci nascondevamo dietro
la scusa che ci stavamo adeguando ai tempi. Ma se c' una
verit, un qualche significato nella morale conservatrice,
 che bisogna tenere fede alla tradizione. Dobbiamo essere
rappresentati da uomini che siano onesti, bench privi
di carisma, che nutrano interesse per il Paese, siano preparati
ad assumersi la responsabilit dei pi deboli, e che
non si vergognino di appartenere alla classe dirigente, perch
ne accettano non solo i privilegi ma anche i doveri.
A parlare era la voce di un regime agonizzante. Io non
condividevo, ma rispettavo quel punto di vista. Stavano
nascendo nuove idee, nuovi stili di vita, e il vecchio veniva
accantonato, ma, da baluardo della vecchia Inghilterra,
Lady Saint Loo non cedeva e avrebbe occupato il suo posto
fino alla morte.
Di Isabella non parl. L la ferita era ben pi profonda.
Perch Isabella, secondo l'inflessibile parere dell'anziana
signora, aveva tradito il proprio ceto. Per John Gabriel l'anziana
despota poteva trovare delle scusanti - apparteneva
a una razza minore, priva di leggi - ma Isabella aveva
tradito la roccaforte dall'interno.
Se Lady Saint Loo non disse una parola su Isabella, Lady
Tressilian invece si sfog. Ne parl con me, forse perch
non poteva farlo con nessun altro, probabilmente perch,
data la mia condizione di invalido, riteneva che io non
contassi. Provava un incorreggibile sentimento materno
nei confronti della mia impotenza e credo che si sentisse
pi giustificata a parlare con me, quasi fossi suo figlio.
Adelaide, disse, era inavvicinabile. Maude rispondeva
male e ogni scusa era buona per andare a portare a spasso
i cani. L'anima di Lady Tressilian, colma di smisurato
sentimentalismo, aveva bisogno di alleggerirsi.
Si sarebbe sentita un'infedele a discutere di questioni
familiari con Teresa, ma non si sentiva un'infedele a
discuterne con me, forse perch sapeva che amavo Isabella.
Lei voleva bene a Isabella, moltissimo, e non poteva fare a
meno di pensarci, di provare sconcerto e confusione per
quello che aveva fatto.
Non  per niente da lei... per niente, Hugh. Sono sicura
che quell'uomo l'abbia stregata. L'ho sempre ritenuto un
tipo molto pericoloso. E lei sembrava cos felice... di una
felicit completa... lei e Rupert sembravano fatti l'uno per
l'altra. Non riesco a capire. Erano felici, lo erano davvero.
Non lo crede anche lei?
Risposi, con cautela, che s, pensavo fossero stati felici.
Avrei voluto aggiungere, se solo avessi ritenuto Lady
Tressilian in grado di comprendere, che a volte la felicit
non basta...
Non posso fare a meno di pensare che quell'uomo
orribile l'abbia sedotta... che in un modo o nell'altro l'abbia
ipnotizzata. Ma Addie dice di no. Lei sostiene che Isabella
faccia solo ci che vuole fare davvero. Eppure io non lo
so, non riesco a farmene una ragione.
Lady Saint Loo ci aveva visto bene, pensai.
Lady Tressilian mi domand: Secondo lei si sono sposati?
E dove saranno?.
Le chiesi se non avessero ricevuto nemmeno una riga da lei.
No, niente. Niente a parte la lettera che ha lasciato.
Era indirizzata a Addie. Diceva che non si aspettava che
potesse mai perdonarla e che probabilmente aveva ragione.
E poi c'era scritto: Non serve a niente dire che mi dispiace
per tutto il dolore che vi sto arrecando. Se mi dispiacesse
davvero, non lo farei. Credo che Rupert possa capire,
ma non  detto. Vi amer tutti per sempre, anche se non
dovessi vedervi mai pi.
Lady Tressilian mi guard con gli occhi colmi di lacrime.
Quel povero ragazzo, quel povero, povero ragazzo. Il
nostro caro Rupert... ci eravamo affezionate cos tanto a
lui.
Immagino che l'abbia presa molto male...
Non vedevo Rupert dalla fuga di Isabella. Era partito da
St Loo il giorno dopo. Non so dove fosse andato n cosa
avesse fatto. Una settimana dopo, aveva raggiunto la sua
unit in Birmania.
Lady Tressilian scosse la testa, in lacrime.
 stato cos carino e gentile con tutte noi. Ma non ha
voluto parlarne. Nessuno vuole parlarne. Sospir. Ma
non posso fare a meno di chiedermi dove siano e che cosa
stiano facendo. Si sposeranno? Dove andranno a vivere?
La mentalit di Lady Tressilian era sostanzialmente
femminile: diretta, pratica, presa dalle occupazioni della vita
quotidiana. Intuii che aveva gi in mente un bel quadretto
della vita domestica di Isabella: il matrimonio, la casa, i
bambini. L'aveva perdonata presto. Le voleva bene. Quello
che aveva fatto Isabella era sconvolgente. Scandaloso.
Aveva deluso la famiglia. Ma era anche romantico. E Lady
Tressilian era, pi di ogni altra cosa, una romantica.
Come dicevo, i miei ricordi dei due anni successivi a St
Loo sono vaghi. Furono indette le elezioni straordinarie,
nelle quali Wilbraham fu eletto con una larga maggioranza.
Non ricordo nemmeno chi fosse il candidato conservatore...
un qualche aristocratico dalla condotta ineccepibile e
incapace di risvegliare il minimo interesse nella massa,
immagino. La politica, senza John Gabriel, non attirava
pi la mia attenzione. Fu la salute a occupare gran parte
dei miei pensieri. Andai in ospedale e cominciai una serie
di trattamenti che non peggiorarono n migliorarono
la mia situazione. Teresa e Robert rimasero a Polnorth
House. Le tre anziane del castello di Saint Loo si trasferirono
in una villetta vittoriana con un bel giardino. Il castello fu
dato in affitto per un anno a a qualcuno venuto dal Nord.
Undici mesi dopo, Rupert Saint Loo torn in Inghilterra e
spos un'americana facoltosa. Teresa mi scrisse che era
previsto un totale restauro del castello, non appena il piano
regolatore lo avesse permesso.
Per quanto possa sembrare assurdo, il pensiero del
castello di Saint Loo restaurato mi era odioso.
Dove fossero Gabriel e Isabella e che cosa stessero facendo,
non lo sapeva nessuno.
Nel '47 Robert espose i suoi dipinti della Cornovaglia
in una riuscitissima mostra londinese.
Nel frattempo, la chirurgia aveva fatto grandi progressi.
Oltre la Manica numerosi medici stranieri stavano ottenendo
risultati straordinari in casi simili al mio. Uno
dei pochi vantaggi che la guerra porta con s  un grande
progresso nell'alleviamento della sofferenza umana. Il
mio chirurgo di Londra era entusiasta del lavoro svolto da
un medico ebreo in Slovacchia. Impegnato sul fronte della
resistenza, aveva portato avanti dei coraggiosi esperimenti
raggiungendo risultati prodigiosi. In un caso come
il mio, era possibile, o cos pensava il mio uomo, tentare
qualcosa che nessun medico inglese avrebbe osato fare.
Fu per questo che nell'autunno del '47 mi recai a Zagrade
per farmi visitare dal dottor Crassvitch.
Non c' alcun bisogno di entrare nei dettagli della mia
storia.  sufficiente dire che il dottor Crassvitch, che mi
sembr un chirurgo meticoloso e competente, sostenne di
poter apportare grandi miglioramenti alla mia condizione
con un'operazione. Sperava che sarei riuscito a camminare
con le stampelle... invece di starmene a letto come un
vecchio rottame. Sarei stato operato subito.
Le nostre speranze divennero realt. Dopo sei mesi
ero in grado, come mi aveva promesso, di camminare
con l'aiuto delle stampelle. Non riuscirei mai a descrivere
come divenne entusiasmante la mia vita. Rimasi un po' a
Zagrade, visto che pi volte alla settimana mi sottoponevo
a trattamenti manipolativi. Una sera d'estate, mi trascinai
lentamente e dolorosamente lungo la via principale di
Zagrade e mi fermai a riposare in un piccolo bar all'aperto,
dove ordinai una birra.
Fu allora, volgendo lo sguardo sui tavoli occupati, che
vidi John Gabriel.
Fu un duro colpo. Non pensavo a lui da tempo. Non
sapevo in che parte del mondo potesse trovarsi. Ma la cosa
che mi impression di pi fu il suo aspetto.
Era colato a picco. Aveva sempre avuto il viso un tantino
ruvido, ma ora era cos sciupato che si stentava a riconoscerlo.
Era bolso e malandato, e aveva gli occhi iniettati
di sangue. In quel momento esatto mi accorsi che era
un tantino ubriaco.
Lui guard verso di me, mi vide, si alz e si avvicin
barcollando al mio tavolo.
Ma guarda un po' chi si rivede! disse. L'ultima persona
al mondo che mi sarei mai aspettato.
Avrei tanto voluto dargli un pugno in faccia, ma a parte
il fatto che non ero in condizioni di potermi battere, volevo
estorcergli informazioni su Isabella. Lo invitai a sedersi e
a bere qualcosa.
Grazie, Norreys, volentieri. Che dicono Saint Loo, il castello
di marzapane e le vecchie zitellone?
Gli dissi che mancavo da Saint Loo da un po', che il castello
era stato dato in affitto e che le tre anziane signore si erano
trasferite.
Gabriel replic che doveva essere stata dura da mandar
gi per l'anziana nobildonna. Gli risposi che secondo me
ne era stata contenta. Lo informai che Rupert Saint Loo stava
per sposarsi.
In effetti  andata a finire benissimo per tutti concluse
Gabriel.
Riuscii a non rispondere. Vidi il suo vecchio ghigno
corrugargli la bocca.
Su, Norreys disse. Non mi guardi cos, sputi il rospo.
Mi chieda di lei.  questo che vuole sapere, no?
Con Gabriel il problema era che portava sempre l'esercito
sul campo nemico. Riconobbi la sconfitta.
Come sta Isabella? domandai.
Sta bene. Non l'ho sedotta e abbandonata in soffitta.
Divenne ancora pi difficile per me trattenermi. Aveva
sempre avuto il potere di risultare offensivo, e ancor di
pi ora che stava sprofondando.
 qui a Zagrade? domandai.
S, dovrebbe andare a trovarla. Sarebbe contenta di
vedere un vecchio amico e di avere notizie di Saint Loo.
Ne sarebbe stata contenta? Non ne ero cos sicuro. C'era
una lieve, remota eco di crudelt nella voce di Gabriel.
Chiesi, con un certo imbarazzo: Siete... sposati?.
Il suo ghigno fu decisamente perfido.
No, Norreys, non siamo sposati. Pu andare a riferirlo
alla vecchia sgualdrina di Saint Loo.
(Curioso che la ferita di Lady Saint Loo gli bruciasse ancora.)
 cos, no? Isabella ha disonorato la famiglia. Dondol
con la sedia all'indietro. Oddio, avrei proprio voluto
vedere la loro faccia quel mattino... il mattino che hanno
scoperto che eravamo scappati insieme.
Mio Dio, che maiale che , Gabriel esclamai spazientito.
Tuttavia le mie parole non lo infastidirono minimamente.
Dipende da come si guarda la cosa replic. La sua
prospettiva sulla vita  molto ristretta, Norreys.
Almeno io mi comporto in modo dignitoso dissi
tagliente.
Lei  cos inglese. Dovrei presentarle la cerchia cosmopolita
che frequentiamo io e Isabella.
Gabriel, lei non ha una bella cera, se posso dirlo
commentai.
 perch bevo troppo si difese Gabriel prontamente.
Sono un po' alticcio adesso. Ma stia tranquillo, Isabella
non beve prosegu. Non capisco perch... ma non beve.
Ha ancora quell'aspetto da scolaretta. Le far piacere
vederla.
S, mi far piacere risposi lentamente, ma mentre lo
dicevo non ero sicuro che fosse vero.
Volevo vederla? Non sarebbe stata soltanto un'altra
sofferenza? Lei voleva vedermi? Forse no. Se avessi potuto
sapere come si sentiva...
Niente marmocchi illegittimi, pu stare tranquillo
disse Gabriel con leggerezza.
Lo guardai. Mi chiese con voce sommessa:
Mi odia, Norreys, vero?
Credo di averne tutte le ragioni.
Io non la vedo cos. Sono stato un buon passatempo per
lei a Saint Loo. S, l'ho intrattenuta, Norreys. La curiosit per le
mie vicende probabilmente l'ha salvata dal suicidio. Al suo
posto, io mi sarei ammazzato. Non  giusto che mi odi solo
perch va matto per Isabella. Eh s che va matto per lei. Ci
andava matto e ci va matto ancora.  per questo che se ne
sta seduto qui a fare l'amico mentre in realt mi detesta.
Io e Isabella eravamo amici dissi. Una cosa che non
credo lei sia in grado di capire.
Non dico che lei le abbia fatto delle avances, lo so che
non  la sua specialit. Affinit d'animo e arricchimento
spirituale. Comunque, sar bello per lei rivedere un vecchio
amico.
Non lo so dissi lentamente. Pensa davvero che voglia
vedermi?
Cambi del tutto atteggiamento. Divenne una iena.
Perch diavolo non vorrebbe vederla? Eh? Perch?
La domanda l'ho fatta io insistetti.
Rispose: Be', io vorrei che lei la vedesse.
Queste parole mi irritarono. Gli risposi: In tal caso,
faremo quello che preferisce lei.
A un tratto irradi un sorriso.
Ma certo che vuole vederla, vecchio mio. La stavo
solo prendendo in giro. Le do l'indirizzo. Vada a trovarla
quando le pare. In genere  in casa.
E lei invece che fa, Gabriel?
Mi strizz un occhio, inclinando la testa di lato.
Lavoro sotto copertura, caro mio. Top secret. Per mi
pagano poco. Avrei preso mille sterline all'anno da deputato.
Glielo avevo detto che, se vincevano i laburisti, alzavano
lo stipendio. Ricordo spesso a Isabella tutto quello a
cui ho rinunciato per lei. Quanto detestavo quel disgraziato
volgare e sfrontato. Volevo... bel volevo fargli molte
cose che mi erano fisicamente impossibili. E invece, mi
trattenni e accettai quel foglietto sporco che mi allung
con l'indirizzo scarabocchiato sopra.
Quella notte non riuscii a prendere sonno. Mi assaliva
la paura per Isabella. Era possibile convincerla a lasciare
Gabriel? Era palese che le cose erano andate a finire male.
Ma fino a che punto fossero andate a finire male, lo
capii solo il giorno dopo. Trovai l'indirizzo che mi aveva
dato Gabriel. Era una casa dall'aspetto discutibile, in un
vicolo sordido. Era un brutto quartiere della citt, come
dimostravano gli uomini dall'aspetto furtivo e le donne
appariscenti e volgari che incrociai. Trovai la casa, e alla
sciattona che stava sulla soglia domandai, in tedesco, della
lady inglese.
Per fortuna capiva il tedesco, e mi mand all'ultimo
piano. Salii con difficolt, le stampelle che mi scivolavano.
La casa era lercia. Emanava cattivo odore. Mi sentii il
cuore sotto le scarpe. La mia bella e fiera Isabella... Essersi
abbassata a questo. Ma allo stesso tempo il mio proposito
si rafforzava.
L'avrei tirata fuori da tutto questo. L'avrei riportata in
Inghilterra...
Arrivai, senza fiato, all'ultimo piano, e bussai alla porta.
Una voce grid qualcosa in ceco dall'interno. Capii che
era la sua voce... la voce di Isabella. Aprii la porta ed entrai.
Non riuscir mai a spiegare l'effetto che ebbe quella
stanza su di me.
Tanto per cominciare, era decisamente squallida. Mobili
fatiscenti, tappezzeria scadente, un letto brutto e di un
ottone mediocre. Tutto era allo stesso tempo pulito e
sporco: le pareti erano macchiate, il soffitto nero e si sentiva
uno sgradevole odore di cimici. Per non c'era una sola
superficie sporca. Il letto era fatto, il portacenere vuoto,
e non c'era disordine n polvere.
Eppure era una stanza sudicia. Al centro, seduta con le
gambe raggomitolate sotto di s, intenta a ricamare una
striscia di seta, Isabella.
Aveva esattamente lo stesso aspetto di quando aveva
lasciato Saint Loo. Il vestito, in realt, era logoro. Ma aveva un
bel taglio e, anche se vecchio, le stava molto bene. Aveva
ancora i suoi lucidi capelli a caschetto. Il viso era bello,
sereno e austero. Ebbi l'impressione che lei e la camera non
avessero niente a che vedere l'una con l'altra. Se ne stava
l in mezzo a quella stanza proprio come avrebbe potuto
stare in mezzo al deserto, o sul ponte di una nave. Non era
casa sua. Era il posto in cui si trovava in quel momento.
Ebbe un attimo di sconcerto e poi, saltando in piedi,
venne verso di me con un'espressione sorpresa e contenta,
le mani tese. In quel momento capii che Gabriel non le
aveva detto che mi trovavo a Zagrade, e mi domandai il
motivo.
Isabella mise affettuosamente le sue mani nelle mie. Poi
sollev il viso e mi baci.
Hugh, che bello.
Non mi chiese come mai mi trovassi l. Non comment
il fatto che ora potevo camminare mentre l'ultima volta
che mi aveva visto ero in sedia a rotelle. Tutto ci che le
importava era che fosse arrivato il suo amico ed era felice
di rivederlo. Era la mia Isabella.
Mi procur una sedia e la sistem accanto alla sua.
Isabella, che cosa fa adesso?
Mi diede una delle sue tipiche risposte. Mi mostr
subito il ricamo.
L'ho cominciato tre settimane fa. Le piace?
Il tono di voce era inquieto.
Presi in mano quel ricamo. Era un quadrato di seta
vecchia, di un tortora chiaro, lievemente scolorito, molto
soffice al tatto. E Isabella vi stava ricamando rose rosse,
violacciocche gialle e lilla. Era un bel lavoro, molto elegante
e ben rifinito.
 bello, Isabella dissi. Molto bello.
Percepii come al solito la strana atmosfera da fiaba che
circondava sempre Isabella. Ecco la fanciulla prigioniera
nella torre dell'orco intenta a ricamare.
 bellissimo dissi, e glielo restituii. Ma questo posto
 orribile.
Si guard intorno con uno sguardo superficiale, quasi
stupito.
S, immagino di s rispose.
Solo questo, e nient'altro. Mi lasci perplesso, come mi
aveva sempre lasciato perplesso. Capii vagamente che le
importava assai poco di quello che la circondava. Non ci
pensava. Non le interessava pi di quanto la tappezzeria o
i sedili di un treno importano a chi  in viaggio verso una
meta importante. Quella stanza era il posto in cui si trovava
al momento. Quando vi prest attenzione, concord che
non era un bel posto, ma la cosa non la toccava pi di tanto.
Il ricamo le interessava molto di pi.
Le dissi: Ho visto John Gabriel ieri sera.
Ah s? Dove? Non me lo ha detto.
Risposi:  cos che ho avuto il suo indirizzo. Mi ha
detto lui di venire a trovarla.
Sono contenta che gliel'abbia detto. Oh, sono contenta!
Quanto calore nel suo vivo piacere per la mia presenza.
Isabella... cara Isabella dissi. Sta bene?  felice?
Mi fiss, come se non avesse capito la domanda.
Tutto questo dissi.  cos diverso da quello a cui era
abituata. Non vorrebbe lasciare tutto... e tornare con me?
A Londra, se non a Saint Loo.
Lei scosse la testa.
John  impegnato in una cosa qui. Non so cosa esattamente...
Quello che sto cercando di chiederle  se  felice con
lui. Io credo di no... Se ha fatto un brutto errore, Isabella,
non sia troppo orgogliosa per ammetterlo. Lo lasci.
Abbass lo sguardo sul suo ricamo. Stranamente, un
sorrisino le spunt appena sulle labbra.
Oh, no, non potrei mai farlo.
Lo ama cos tanto, Isabella? ...  davvero felice con
lui? Glielo chiedo perch tengo molto a lei.
Lei disse gravemente: Intende felice... felice com'ero
a Saint Loo?.
S.
No, certo che no...
E allora molli tutto, torni con me e ricominci da capo.
Accenn un altro strano sorriso.
No, non potrei mai farlo.
In fondo, non siete sposati dissi goffamente.
No, non siamo sposati...
Non crede che... Mi sentivo a disagio, imbarazzato -
emozioni che chiaramente lei non provava. Eppure, dovevo
capire come stessero le cose tra quei due strani individui.
Perch non vi siete sposati? domandai a bruciapelo.
Isabella non si offese. Anzi, ebbi l'impressione che quella
domanda le venisse rivolta per la prima volta. Come mai
lei e John Gabriel non si erano sposati? Rimase immobile
a pensare, a chiedersi il motivo.
Poi disse, dubbiosa, in modo un po' confuso:
Non credo che John... voglia sposarmi.
Riuscii a non esplodere di rabbia.
C' forse qualche motivo per cui non dovreste sposarvi?
No. Il suo tono era incerto.
Lui glielo deve.  il minimo che possa fare.
Lei scosse la testa lentamente.
No, le cose non stanno cos.
E come stanno?
Fece uscire adagio le parole, seguendo la catena di eventi
nella sua mente.
Quando me ne sono andata da Saint Loo... non  stato
per sposare John invece di sposare Rupert. Lui voleva che
andassi via con lui, e io l'ho seguito. Non mi aveva parlato di
matrimonio. Non credo ci avesse nemmeno pensato. Tutto
questo... Fece un breve gesto con la mano: con questo
immaginai che si riferisse non tanto alle stanze in s e allo
squallore che la circondava, quanto al carattere transitorio
della loro vita insieme. Questo non  un matrimonio. Il
matrimonio  molto diverso.
Lei e Rupert... cominciai.
Isabella mi interruppe, all'apparenza sollevata dal fatto
che avessi afferrato il concetto.
S disse. Quello sarebbe stato un matrimonio.
Allora mi domandai come considerava la sua vita con
John Gabriel. Ma non volevo chiederglielo direttamente.
Mi dica, Isabella dissi. Che cosa intende per matrimonio...
che cosa vuol dire per lei... oltre al significato legale?
Si fece riflessiva.
Credo che voglia dire far parte della vita di qualcun
altro, andarci d'accordo, trovare il proprio posto... un posto
che sia quello giusto, a cui si appartiene.
Per Isabella il matrimonio aveva un significato strutturale.
Vuole dire che non fa parte della vita di Gabriel? le
domandai.
No, non so perch. Vorrei tanto, ma... sa... Stese le
lunghe mani affusolate davanti a s. Non so niente di lui.
Spalancai gli occhi, folgorato. Ebbi la netta impressione
che avesse ragione. Non sapeva proprio niente di John
Gabriel. E non ne avrebbe saputo mai niente, per quanto
a lungo potesse rimanere con lui. Eppure questo non
sembrava influire sui sentimenti che provava.
E Gabriel, pensai a un tratto, era sulla stessa barca. Era
come un uomo che aveva comprato (o meglio, rubato) un
aggeggio costoso e delicato di ottima fattura senza avere
idea dei principi scientifici alla base del suo elaborato
meccanismo.
L'importante  che lei non sia infelice dissi soppesando
le parole.
La giovane si volt verso di me senza guardarmi davvero.
O mi nascondeva di proposito la risposta, oppure non la
conosceva nemmeno lei. Propendo per la seconda. Stava
vivendo un'esperienza profonda e intensa, che non sapeva
definire con esattezza.
Dissi con dolcezza: Devo portare i suoi saluti a Saint Loo?.
Isabella rimase immobile. Gli occhi le si colmarono di
lacrime.
Non erano lacrime di dispiacere, ma di emozione per
i ricordi.
Se potesse far tornare indietro le lancette dell'orologio,
Isabella le dissi. Se fosse libera di decidere... farebbe di
nuovo la stessa scelta?
Era crudele da parte mia, forse, ma dovevo sapere, dovevo
essere sicuro.
Lei mi guard senza capire.
Si pu mai scegliere davvero qualcosa?
Bella domanda. Forse la vita  pi facile per i realisti assoluti
come Isabella Charteris che non riescono a percepire
un'alternativa. Eppure, ci sarebbe stato un momento in cui
Isabella avrebbe preso una decisione, preferendo una cosa
all'altra con piena consapevolezza del fatto che si trattasse
di una scelta. Ma non era ancora arrivato il momento.
Poi, mentre guardavo Isabella, sentii dei passi incerti
sulle scale. John Gabriel spalanc la porta con un gesto
plateale ed entr barcollando. Non aveva una bella cera.
Salve disse. Ha trovato facilmente la strada?
S tagliai corto io.
Non avrei potuto dire nient'altro. Mi diressi alla porta.
Scusate mormorai. Devo andare...
Si mise appena da parte per farmi passare.
Insomma disse, e c'era qualcosa nella sua espressione
che non afferrai. Poi non mi dica che non le ho dato una
possibilit...
Non sapevo che cosa volesse dire.
Prosegu: Venga a cena con noi al Caf Gris domani
sera. Do una festa. Isabella vorrebbe che venisse, non 
vero, Isabella?.
Mi voltai. Lei mi stava sorridendo austera.
S, venga mi esort.
Il suo viso era tranquillo e sereno. Stava lisciando e ordinando le strisce di seta.
Sul viso di Gabriel colsi la scintilla di una cosa che non capii. Forse disperazione.
Scesi quelle scale orribili alla svelta - per quanto possibile, nelle mie condizioni. Volevo uscire fuori alla luce del sole... lontano da quella strana congiunzione di Gabriel e Isabella. Gabriel era cambiato... in peggio. Isabella non era cambiata per niente.
In fondo alla mia mente disorientata sentii che doveva esserci un qualche significato, solo che non riuscivo a trovarlo.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
Ci sono ricordi orribili che non si possono dimenticare,
come quella sera da incubo al Caf Gris. Sono convinto
che quella gente fosse stata selezionata al solo scopo
di sfogare il malanimo di Gabriel nei miei confronti.
Mi sembr una cricca di delinquenti. Gabriel mi present
l i suoi amici di Zagrade... e in mezzo a loro c'era Isabella,
che mai avrebbe dovuto mischiarsi con una simile
gentaglia. Erano ubriaconi e pervertiti, sgualdrine dal
trucco osceno, drogati. Tutto era gretto, ignobile, corrotto.
E a riscattarli non c'era nemmeno il talento artistico,
come succedeva a volte in questi casi. Non c'erano scrittori,
musicisti, poeti o pittori; e nemmeno brillanti conversatori.
Era la feccia della societ cosmopolita. Era la scelta di
Gabriel, un po' come se avesse voluto dimostrare fino a
che punto poteva scendere in basso.
Ero fuori di me per la rabbia: come aveva osato portare
Isabella in mezzo a quella combriccola?
E poi la guardai e il rancore mi abbandon. Non sembrava
volerli evitare, non mostrava ribrezzo, n alcun tipo
di inquietudine per la difficile situazione in cui si trovava.
Se ne stava l con un sorriso sereno sulle labbra, il suo solito
sorriso remoto da cariatide greca. Appariva cortese e
per nulla turbata dalla compagnia. Non la toccava minimamente.
Mi ricordai di quando, molto tempo prima, le
avevo chiesto se le interessava la politica. Con uno sguardo
un po' vago, aveva risposto:  una delle cose che facciamo.
Intuii che la compagnia di quella serata rientrasse
nella stessa categoria. Se le avessi chiesto che cosa ne pensasse
di quella gente, lei mi avrebbe risposto con lo stesso
tono:  il tipo di gente con cui stiamo. L'accettava senza
risentimento, e senza particolare interesse, come una
delle cose che decideva di fare Gabriel.
La guardai, dall'altra parte del tavolo, e mi rispose con
un sorriso. La mia angoscia e la mia preoccupazione erano
superflue. Un fiore pu sbocciare su un mucchio di letame
come in qualsiasi altro posto. Forse anche meglio...
perch risalta ancora di pi...
Lasciammo il bar in massa. Erano quasi tutti ubriachi.
Quando mettemmo piede in strada per attraversare, un
macchinone sbuc dall'oscurit senza alcun rumore. Per poco
non travolse Isabella, che scorse il pericolo in tempo e salt
velocemente sulla banchina. L'auto si allontan suonando il
clacson, e vidi il pallore sul suo volto e negli occhi il terrore.
Da questo punto di vista era ancora vulnerabile, allora.
La vita, con tutte le sue vicissitudini, non la scalfiva:
alla vita poteva resistere, ma non alla morte, o al rischio
di morire. Era fuori pericolo, eppure era pallida e scossa.
Gabriel grid:
Mio Dio, per un pelo. Tutto bene, Isabella?
Le rispose: S, sto bene.
Ma nella sua voce c'era una punta di paura. Mi guard
e disse: Vede, sono ancora una codarda.
Non c' molto da aggiungere. Non rividi pi Isabella
dopo quella sera al Caf Gris.
Come succede in genere, la tragedia arriv inattesa,
senza alcun preavviso.
Mi stavo chiedendo se fosse il caso di andare a trovare
Isabella di nuovo, o di scriverle, o se invece dovessi partire
da Zagrade senza pi rivederla, quando Gabriel si present
da me.
Non posso dire di aver notato qualcosa di insolito nel
suo aspetto. Forse un po' di nervosismo, di tensione. Non
saprei...
Mi disse, imperturbabile: Isabella  morta.
Lo guardai con gli occhi sbarrati. Sul momento non
capii. Non poteva essere vero.
Gabriel vide la mia incredulit.
 vero. Le hanno sparato spieg.
Ritrovai la parola, mentre mi pervadeva il freddo della
catastrofe, della perdita pi assoluta.
Le hanno sparato? ripetei. Sparato? Com' possibile?
Com' successo?
Me lo raccont. Erano seduti al bar dove ci eravamo
incontrati.
Mi domand: Ha mai visto qualche ritratto di Stolanov?
Non trova che mi somigli in qualche modo?.
A quei tempi Stolanov era il dittatore della Slovacchia.
Osservai Gabriel con attenzione e notai una forte somiglianza
nei tratti del viso. Quando i capelli gli ricadevano
sulla fronte, come spesso succedeva, quella leggera somiglianza
si acuiva.
Che cos' successo? domandai.
L'imbecille di uno studente. Mi ha visto e ha pensato
che fossi Stolanov. Aveva un revolver. Ha cominciato a
sparare nel bar, gridando: Stolanov... Stolanov... Alla fine ti
ho preso. Non c' stato tempo di agire. Ha aperto il fuoco.
Non ha colpito me. Ha colpito Isabella...
Rimase in silenzio. Poi aggiunse:  morta all'istante.
La pallottola le ha trafitto il cuore.
Mio Dio feci io. E lei non  riuscito a fare niente?
Mi sembrava incredibile che Gabriel non fosse stato in
grado di evitarlo.
Lui avvamp.
No, non ho potuto. Ero dietro al tavolo, contro il muro.
Non c' stato tempo...
Io rimasi in silenzio. Ero ancora allibito... sconvolto.
Gabriel mi osservava senza tradire alcuna emozione.
Ecco a cosa l'ha portata esclamai infine.
Lui alz le spalle.
S. Se vuole metterla cos.
 per colpa sua che lei era l... in quella casa schifosa,
in questa citt schifosa. Ma per lei Isabella poteva anche
essere...
Mi interruppi. Complet lui la frase.
Poteva anche essere Lady Saint Loo, che viveva nel castello
sul mare... in un castello di marzapane con un marito di
marzapane e un bambino di marzapane in grembo, forse.
Il tono di scherno nella sua voce mi esasper.
Mio Dio, Gabriel tuonai. Credo proprio che non la
perdoner mai!
Non mi interessa pi di tanto se mi perdona, Norreys.
E poi che cosa fa qui? domandai con rabbia. Cos'
venuto a fare? Che cosa vuole?
Lui disse con calma: Voglio che la riporti a Saint Loo...
lei pu farlo, credo.  giusto che venga seppellita l e non
qui, in un posto a cui non appartiene.
No ribattei. Non appartiene a questo posto. Lo
guardai. In mezzo al dolore, cominciai a provare una
crescente curiosit.
Perch l'ha portata via? Che idea c'era dietro? La voleva
cos tanto? Al punto da abbandonare la sua carriera? Tutte
le cose a cui dava importanza?
Gabriel scroll di nuovo le spalle.
Gridai furibondo: Non capisco!.
Non capisce? Certo che non capisce. La sua voce mi
fece trasalire. Era roca e stridula. Non capir mai niente,
lei. Che cosa ne sa della sofferenza?
Molto, direi.
No, non sa che cos' la sofferenza, la sofferenza vera.
Vuol capire che non ho mai saputo... nemmeno una volta...
che cosa pensava? Non sono mai riuscito a parlarle. Glielo
assicuro, Norreys, ho fatto di tutto per annientarla... di
tutto. L'ho portata in mezzo al fango... gi... e credo che lei
non abbia nemmeno capito quello che stavo facendo! Non
si sporca e non si spaventa"! Ecco com' Isabella.  tremendo,
glielo assicuro, tremendo. Liti, lacrime, disprezzo: era
questo che avevo immaginato. E io che vincevo! E invece
non ho vinto. Non si pu vincere quando l'avversario non sa
che c' una battaglia in corso. E non potevo parlarle... non
sono mai riuscito a parlarle. Ho bevuto come una spugna,
ho provato le droghe, sono andato con altre donne... Ma
tutto questo non l'ha scalfita. Se ne stava seduta, con le
gambe raggomitolate, a ricamare fiori di seta, e ogni tanto
canticchiava... Pu benissimo essere nel castello sul mare...
 ancora nella sua fiaba maledetta... se l' portata dietro...
Era passato impercettibilmente a usare il presente. Ma si
ferm all'improvviso, lasciandosi cadere su una poltrona.
Non capisce ripet. Come potrebbe capire? Insomma,
sono stato sconfitto. Ho avuto il suo corpo. E nient'altro.
E ora non ho pi nemmeno quello... Si rialz. La riporti
a Saint Loo.
S dissi. Che Dio la perdoni per quello che le ha
fatto, Gabriel!
Si gir verso di me.
Per quello che le ho fatto? E quello che ha fatto lei a
me? Proprio non le entra in quella sua zuccona compiaciuta,
Norreys, che dal primo momento in cui ho visto
quella ragazza ho sofferto le pene dell'inferno? Impossibile
riuscire a spiegare che cosa mi faceva la sua sola vista...
non lo capisco nemmeno adesso. Era come peperoncino
rosso di Cayenna su una ferita aperta. Tutto ci di cui mi
era importato per una vita intera sembrava confluire in
lei. Sapevo di essere volgare, scurrile, lussurioso... ma non
mi importava finch la vedevo.
Mi ha fatto soffrire, Norreys. Non lo capisce? Mi ha ferito
come niente mi aveva ferito prima. Dovevo distruggerla,
abbassarla al mio livello. Non capisce... no, non capisce! Lei
non capisce niente.  incapace di capire. Lei si rannicchia
nella sua sedia-finestra come se la vita fosse un libro che
sta leggendo. Io sono stato all'inferno, glielo assicuro, all'inferno.
Solo una volta ho pensato di avere una possibilit...
una via d'uscita. Quando quella simpatica ragazza ha
diretto la sua fuga alla locanda e ha fatto inceppare il
meccanismo. Le elezioni erano rovinate, io ero rovinato.
Avrei potuto avere Milly Burt nelle mie mani. Quell'animale
del marito avrebbe divorziato, e io avrei fatto la cosa giusta
sposandola. Allora s, mi sarei salvato. Mi sarei salvato da questa terribile ossessione...
E poi lei, Isabella, mi ha preso per mano. Non sapeva
che cosa mi stava facendo. Sono dovuto andare avanti! Non
c'era pi via di fuga. Fino alla fine ho sperato di spuntarla.
Le ho anche comprato un regalo di matrimonio.
Be', non  servito a niente. Non riuscivo a sopportarlo. Dovevo averla...
E ora lei  morta .. conclusi io.
Questa volta mi fece avere l'ultima parola.
Ripet con voce sommessa: E ora... lei  morta....
Gir sui tacchi e usc dalla stanza.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
Quella fu l'ultima volta che vidi John Gabriel. Ci separammo con rabbia a Zagrade e non ci incontrammo pi.
Con qualche difficolt, sbrigai tutte le pratiche che permisero
al corpo di Isabella di essere riportato in Inghilterra.
Fu seppellita in un piccolo cimitero vicino al mare, a
St Loo, insieme agli altri membri della famiglia. Dopo
il funerale, andai con le tre anziane signore alla villetta
vittoriana, e l mi ringraziarono per aver ricondotto Isabella a casa...
Erano invecchiate molto negli ultimi due anni. Lady
St Loo somigliava pi che mai a un'aquila, la pelle tesa
sulle ossa. Sembrava cos gracile che pensai che potesse
morire da un momento all'altro. In realt, per, visse
ancora a lungo. Lady Tressilian era ancora pi robusta e
asmatica. Mi disse in un sussurro che a tutte loro stava molto simpatica la moglie di Rupert.
Una ragazza cos attiva e vivace. Sono sicura che saranno
felici. Certo, non  quello che sognavamo una volta...
Le si colmarono gli occhi di lacrime. Mormor: Oh,
perch... perch doveva succedere?.
Era l'eco che non aveva mai cessato di ripetersi nel mio cervello.
Quell'uomo malvagio... malvagio... continu.
Io e le tre anziane signore eravamo uniti nella sofferenza
per la morte di una giovane e nell'odio per John Gabriel.
La signora Bigham Charteris era pi coriacea che mai.
Quando infine mi stavo accomiatando, mi disse: Si ricorda la cara signora Burt?.
S, certo. Che cosa ne  stato di lei?
La signora Bigham Charteris scosse la testa.
Sono molto preoccupata che stia facendo una sciocchezza.
Sa che cos' successo a Burt?
No.
 caduto in un fosso una sera che aveva bevuto un bicchiere di troppo. Ha sbattuto la testa su un masso ed  morto.
Quindi lei  vedova?
S, e alcuni miei amici del Sussex dicono che stia frequentando
un contadino. Hanno intenzione di sposarsi.
L'uomo ha una brutta reputazione: beve ed  anche violento.
Quindi Milly Burt, pensai, stava ripetendo il suo schema...
Nessuno sfrutta mai la sua seconda possibilit?
Me lo domandai pi che mai il giorno dopo, mentre ero
in viaggio per Londra. Avevo preso il treno a Penzance,
con un biglietto per il pranzo del primo turno. Mentre
me ne stavo l ad aspettare che mi servissero la minestra, pensai a Jennifer.
Di tanto in tanto mi arrivavano sue notizie da Caro
Strangeways. Jennifer, stando a quello che mi diceva Caro,
era molto infelice. Si era complicata la vita in modo incredibile,
ma si stava dimostrando molto coraggiosa. Non si
poteva fare a meno di ammirarla, sosteneva Caro.
Sorrisi tra me, pensando a Jennifer. Era una cara ragazza.
Ma non sentivo nessun desiderio di vederla... non c'era un interesse reale.
Ascoltare sempre lo stesso disco  noioso...
Infine arrivai a casa di Teresa a Londra e Teresa mi fece parlare.
Ascolt le mie amare invettive contro John Gabriel. Le
raccontai gli avvenimenti di Zagrade e terminai con la
sepoltura di Isabella a Saint Loo.
Poi rimasi in silenzio per un istante ad ascoltare il rumore
delle onde dell'Atlantico contro gli scogli, il castello di St. Loo che si stagliava sul cielo...
Forse dovrei pensare che finalmente  in pace... e invece
non mi rassegno, Teresa. Sono pieno di rabbia.  morta
prima del tempo. Una volta mi ha detto che sperava di
vivere a lungo. Sarebbe potuta arrivare alla vecchiaia. Era
molto forte. Credo che sia questo che trovo cos insopportabile...
che la sua vita sia stata stroncata...
Teresa si mosse appena sullo sfondo di un grande paravento dipinto. Disse:
Tu ti attieni al Tempo. Ma il Tempo non vuol dire
assolutamente niente. Cinque minuti e mille anni hanno
lo stesso significato. E poi cit piano: Il momento della
rosa e il momento del tasso hanno uguale durata....
(Una rosa rossa ricamata su un pezzetto di seta grigio sbiadito...)
Teresa prosegu: Continuerai ad avere il tuo schema
di vita, Hugh, e a tentare di farvi rientrare anche gli altri.
Ma hanno il loro, di schema. Ognuno ha il suo...  questo
che rende la vita cos confusionaria. Perch gli schemi si
intrecciano... si sovrappongono.
Poche persone nascono con le idee cos chiare da conoscere
il loro disegno. Credo che Isabella fosse una di
loro... Era difficile comprenderla. Non perch fosse complessa,
ma proprio perch era semplice, di una semplicit
disarmante. Vedeva solo l'essenziale.
Tu continui a guardare alla vita di Isabella come qualcosa
di interrotto, troncato, spezzato... Io invece ho il forte sospetto che fosse completa...
Il momento della rosa?
Chiamalo pure cos. Poi aggiunse piano: Sei molto fortunato, Hugh.
Fortunato? Sgranai gli occhi.
S, perch la amavi.
S, credo di s. Eppure non sono mai riuscito a fare
niente per lei. Non ho nemmeno cercato di dissuaderla
quando  scappata con Gabriel.
Proprio perch l'amavi davvero rispose Teresa. L'amavi
al punto da lasciarla stare.
Pur con difficolt, accettai la definizione di amore di
Teresa. La compassione, forse,  sempre stata la mia rovina.
 stata la mia amata debolezza. Di compassione, e della
pi superficiale per giunta, avevo vissuto e riscaldato il
mio cuore.
Ma Isabella, almeno lei, l'avevo lasciata fuori dalla compassione.
Non avevo mai cercato di assisterla, di spianarle
la strada, di reggere i suoi fardelli. Nella sua breve vita,
era stata completa, perfetta. La compassione era un'emozione
di cui non aveva bisogno e che non avrebbe compreso.
Come disse Teresa, l'avevo amata al punto da lasciarla stare...
Caro Hugh, certo che l'hai amata disse Teresa con
dolcezza. E sei stato felice di amarla.
S affermai, un po' sorpreso. S, sono stato molto felice.
Poi fui preso dalla rabbia.
Eppure continuo a sperare che John Gabriel soffra le
pene peggiori di questo mondo e dell'altro!
Dell'altro non ne so niente comment Teresa. Per
in questo mondo credo che il tuo desiderio si sia avverato.
John Gabriel  l'uomo pi infelice che abbia mai conosciuto...
Immagino che ti dispiaccia per lui, ma ti posso assicurare che...
Teresa mi interruppe. Mi spieg che non le dispiaceva
per lui, era qualcosa che andava oltre.
Non capisco cosa vuoi dire. Se lo avessi visto a Zagrade...
non faceva altro che parlare di s... non era nemmeno
addolorato per la morte di Isabella.
Questo non puoi saperlo. Non credo che tu lo abbia
osservato bene. Non guardi mai le persone.
A queste parole, mi venne in mente che non avevo mai
guardato bene Teresa. Non l'ho nemmeno descritta in questo racconto.
La osservai e mi sembr di vederla per la prima volta... gli
zigomi alti e i capelli neri che le ricadevano selvaggiamente
in avanti, quasi avessero bisogno di un fermaglio o di un
grosso pettine spagnolo. E la testa ben ritta sulle spalle, fiera, come una castigliana.
Guardandola, mi sembr di vedere, per un momento,
come doveva essere stata da giovane. Vivace, passionale, avventurosa.
Non sapevo minimamente che cosa avesse trovato...
Perch mi fissi cos, Hugh?
Risposi, soppesando le parole: Stavo pensando che non ti avevo mai guardato bene.
No, infatti. Accenn un sorriso. Allora, che cosa vedi?
C'era dell'ironia in quel sorriso, e una risata in quella voce
e qualcosa in quegli occhi che non riuscivo a indovinare.
Sei sempre stata molto buona con me, Teresa le dissi
lentamente. Ma non so niente di te...
No, Hugh, niente di niente.
Si alz di colpo e chiuse le tende che facevano entrare troppa luce.
Tornando a John Gabriel... ricominciai.
Teresa sospir: Lascialo a Dio, Hugh.
 una cosa strana da dire, Teresa.
No, credo che sia la cosa giusta, invece. L'ho sempre pensato.
E aggiunse: Un giorno... forse capirai che cosa intendo.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
Insomma, la storia  questa. La storia dell'uomo che avevo visto per la prima volta a Saint Loo in Cornovaglia e per l'ultima volta nella stanza di un hotel di Zagrade.
L'uomo che ora stava morendo in un'angusta camera da letto di Parigi.
Mi ascolti, Norreys. La sua voce era debole ma chiara.
Deve sapere cos' successo a Zagrade. Al tempo non gliel'ho detto. Forse non ne avevo afferrato davvero il significato...
Fece una pausa per prendere fiato.
Sa che lei... Isabella... aveva paura di morire? Pi paura di chiunque altro al mondo?
Annuii. Lo sapevo bene. Ricordavo il panico cieco nei suoi occhi quando aveva abbassato lo sguardo su un uccello morto in terrazzo a Saint Loo; non avevo dimenticato il balzo che aveva fatto per scansare l'auto a Zagrade, e il pallore sul suo viso.
Allora, mi ascolti, Norreys. Mi ascolti: lo studente aveva puntato il revolver contro di me. Era a pochi metri. Non poteva sbagliare, e io ero bloccato dietro il tavolo. Non potevo muovermi.
Isabella ha capito quello che stava succedendo. Si  scagliata davanti a me mentre lui premeva il grilletto...
Gabriel alz la voce.
Ha capito, Norreys? Sapeva quello che stava facendo. Sapeva che significava morire... Ha scelto la morte... per salvarmi.
La sua voce divenne pi concitata.
Io non avevo capito... sul momento. Non mi sono reso conto di quello che significava finch non ci ho riflettuto. Sa, non sapevo che mi amava. Pensavo... ero convinto... che fosse solo una cosa fisica...
Invece Isabella mi amava... mi amava al punto da dare la vita per me, nonostante il terrore della morte...
Tornai indietro con la mente. Ero nel bar di Zagrade. Vidi il fanatico, vidi la paura di Isabella, la presa di coscienza, il panico del momento... e poi la rapida decisione. La vidi che si precipitava a fare scudo a John Gabriel con il proprio corpo...
Allora  stata questa la fine... dissi.
Gabriel si sollev sui cuscini. Spalanc gli occhi, quegli occhi che erano sempre stati belli. Parl forte e chiaro... con un tono di trionfo.
Eh, no disse.  qui che si sbaglia! Non  stata la fine.  stato l'inizio...
...
.
...
FINE.